Faith Kiddo, l’alter ego sfavillante e vulcanico di Federica Baraldi, presenta il nuovo singolo New Skin, in radio e su tutte le piattaforme digitali (Distrokid).
Il brano anticipa l’uscita dell’EP Venom With Glitter, prevista per il 29 aprile.
Faith Kiddo nasce dall’esigenza di Federica Baraldi di sopravvivere.
È nata durante una notte di fine estate sull’asfalto di una strada deserta ed è una bambola in continua evoluzione, con mille sfaccettature e tanto da dire sulle relazioni personali e sociali della nostra epoca. Faith Kiddo è la parte sognante, tenace e coraggiosa di Federica, è il suo ascendente in Leone.
La sua musica è difficile da etichettare: forte di una voce rock grintosa e al tempo stesso soave, e di una viscerale passione per indiscusse icone pop come Madonna, Lady Gaga, Christina Aguilera e Britney Spears, Kiddo canta melodie accattivanti su una scelta stilistica che strizza l’occhio alla dance degli anni ’80 e ’90 con accenni elettronici dal sound totalmente contemporaneo.
Abbiamo scambiato qualche piacevolissima chiacchiera con Federica, che ci ha parlato di New Skin, del suo alter ego, e di quanto la musica sia una parte imprescindibile di se stessa.
New Skin è un pezzo fortissimo, che tu definisci un inno all’apparenza: il senso è negativo o positivo?
Sicuramente come definizione è molto sarcastica, ma è anche un’ammissione di colpa. New Skin prende in giro chi è ossessionato da questo mondo dell’apparenza, ma è anche vero che alla fine tutti un po’ lo siamo, io per prima.
Un po’ l’ho scritto con la volontà di voler aprire gli occhi su questo tema, sia i miei che quelli degli altri.
Sempre New Skin è un pezzo con ritmo trascinante, sullo stile dei Gossip, voce rock ma sonorità pop. Da quali ispirazioni sei partita?
In generale quando mi metto a scrivere un pezzo vado a sensazione: ho l’idea già in testa e devo capire come veicolarla.
Per cui anche in questo caso, è nata prima la melodia, poi le parole, poi ho aggiunto gli accordi e alla fine ho chiamato la mia produttrice Kimerica per aggiungere le altre mie idee.
È stata lei quindi ad aiutarmi nella costruzione dell’arrangiamento. Se dovessi dirti delle mie ispirazioni quindi, almeno in questo caso, non c’è stato un riferimento unico: di certo musicalmente sono figlia di MTV degli anni ’90, e sento che vivono in me sia una parte pop che quest’anima rock.
Quando siamo andati a registrare, sono stati i ragazzi dell’Attitude Studio di Milano a farmi notare come il pezzo si avvicinasse ai primi lavori di Gwen Stefani. Quindi anche inconsapevolmente, le influenze di MTV degli anni ’90 sono uscite fuori da sole! All’inizio sembra sempre tutto molto caotico però alla fine in qualche modo riesco a definirlo. A me interessava che il pezzo avesse una forte componente POP, con un bit molto graffiante, proprio per sottolineare il significato del brano.
Faith Kiddo è una bambola che nasce durante la pandemia: come mai hai sentito di dover creare questo alter ego?
In realtà Kiddo era già il mio soprannome da tanto tempo: me lo sono data circa 12 anni fa ispirandomi volutamente a Kill Bill di Tarantino. Per cui in qualche modo questa sorta di alter ego è sempre stato con me. E forse è stata anche la mia salvezza negli ultimi anni, proprio perché attraverso questo mi sono fatta forza per affrontare tutta una serie di difficoltà che ho avuto. Io avevo già iniziato a scrivere dei pezzi, poi con la pandemia è come scattato qualcosa per cui ho sentito la necessità di fare qualcosa, e così questo lavoro si è concretizzato. Ancora una volta è come se questo alter ego fosse già presente ed aspettasse solo il momento per venire fuori. Tutto questo per dirti che era un’esigenza che prima o poi sarebbe uscita comunque.
Tu comunque facevi musica anche prima di essere Faith Kiddo
Sì, io ho studiato musica e poi ho fatto sempre spettacoli come performer, poche volte mi sono presentata sul palco solo per cantare. Diciamo che non mi basta essere solo una voce per veicolare le mie emozioni.
Come Faith Kiddo ti senti più a tuo agio a cantare in Inglese: perché?
È molto semplice: io ascolto prevalentemente musica inglese o americana, per cui tutte le mie sonorità sono riconducibili a quel mondo. Scrivo anche in italiano, ma poco, perché non mi viene così naturale. Credo sia semplicemente una questione di gusto.
Quindi pensi i brani già inglese?
Sì, mi vengono le frasi proprio direttamente in questa lingua.
A Breve uscirà anche l’ep Venom with glitter: già si capisce la natura tagliente. Puoi anticiparci qualcosa?
Saranno tutti pezzi in inglese, e per realizzarlo ho fatto una vera e propria ricerca sulle sonorità cupe. Volevo che avesse un’atmosfera pesante, proprio per buttarci un pizzico di veleno. Però sono tutti pezzi diversi tra loro, un po’ come fossero le diverse facce della mia bambola. Sensuale, psicopatica, a tratti intima, proprio come la mia personalità.
Vedremo Faith Kiddo anche live?
Faith Kiddo non si è ancora mai esibita live perché volevo prima buttarne fuori l’anima. Addirittura infatti sto già lavorando agli arrangiamenti dei prossimi pezzi. Negli ultimi tempi poi la situazione è stata così incerta che io non ho voluto nemmeno prendermi biglietti di concerti da vedere, per evitare la delusione di dover rinunciare; per lo stesso motivo non ho voluto programmare nulla. Il pensiero di dover annullare tutto sarebbe stato troppo deludente. Ma sicuramente voglio portare Faith Kiddo live, magari il prossimo autunno o inverno. E poi parliamoci chiaro: non ce la faccio più a stare lontana dal palco!

Sono una toscana semplice : un po’ d’arte, vino buono & rock ‘n roll.
“Non come chi vince sempre, ma come chi non si arrende mai”
(Frida Khalo)