Francesco Renga torna a Sanremo a trent’anni esatti dalla sua prima partecipazione, nel 1991, con i Timoria; questa sarà la sua nona partecipazione (ottava da solista) al Festival.
“Quando trovo te” è una canzone di speranza che parla dell'”oblio salvifico” ed è stata scritta con la collaborazione di Roberto Casalino e Dario Faini (Dardust).
Abbiamo partecipato alla conferenza stampa che anticipa la partecipazione al Festival, nel quale presenta “Quando trovo te”, canzone scritta durante il lockdown:
Aprendo casualmente degli scatoloni del trasloco, ho trovato i diari dell‘adolescenza!
Racconta Renga.
Moltissimi ricordi della mia infanzia sono legati alla Sardegna che ha, da sempre, rappresentato la vacanza, quindi il momento in cui ritrovavo le mie origini, i profumi e i sapori della mia terra, oltre ai miei affetti familiari.
Ho il ricordo di mio nonno sul carretto trainato da un asino, che la mattina alle 6 mi svegliava per andare a raccogliere le zucchine; mi preparava una scodella di latte appena munto e mi sembra ancora di sentire il sapore e il tepore di quel latte.
Il brano racconta proprio questo: i ricordi che ti fanno stare bene;
Grazie a questo ricordo, che ora mi è venuto in mente, di mio nonno, con la sua camicia a quadri sui pantaloni di velluto e l’immancabile pattadese, non smetterò di sorridere fino a stasera.
Ma il Festival sarà anche l’occasione per tornare a fare musica dal vivo. In questo momento Francesco Renga pensa all’enorme opportunità, per gli artisti e per tutte le maestranze del mondo dello spettacolo, di tornare, finalmente, sul palco.
A marzo 2020, “Angelo“, ha accompagnato le immagini di una Brescia deserta e il cantante non nasconde la propria emozione nel parlare della sua città così ferita dalla pandemia.
Quell’immagine è stata meravigliosa, perché stavo cercando di sollevare l’umore ad una città che non era in ginocchio, perché in ginocchio i bresciani raccolgono solo i funghi.
Era una città molto spaventata, che si è riscoperta di colpo comunità solidale e laboriosa, che non è nell’indole del bresciano. Quel video è stato per me motivo di grande orgoglio, ma soprattutto lo è stato scoprire come, quelle immagini, di colpo, avevano assunto un significato molto diverso, profondo e salvifico per la città.
Quando trovo te racconta di un uomo che cammina per strada, in preda ad un tormento esistenziale che lo porta a ricordarsi di qualcosa che aveva nascosto.
Io credo, non solo nell’oblio salvifico, cioè i ricordi che dimentichiamo perché ci salvano la vita, ma anche che ci sono dei ricordi che teniamo nel profondo della nostra anima per tutelarli e proteggerli dalla frenesia delle nostre vite.
Quei ricordi che riaffiorano in situazioni di normalità, che sono le piccole cose di ogni giorno, quelle che ogni giorno, a me personalmente, salvano la vita.
Non ci resta che attendere il 71° Festival di Sanremo per poter ascoltate “Quando trovo te“.

Per ogni cosa c’è un posto
ma quello della meraviglia
è solo un po’ più nascosto
(Niccolò Fabi)