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Dalise: l’obbiettivo di Come Vorrei è entrare nella carne con le parole

by Paola Pagni

DALISE è il nome d’arte di Maria Teresa D’Alise, cantautrice e interprete. Lavora al fianco di Maurizio Battista e Gabriele Cirilli nei loro spettacoli teatrali.
Il nuovo brano di Dalise dal titolo “Come vorrei” (The Web Engine) è disponibile in digitale dal 25 novembre e in radio dal 4 dicembre.

COME VORREI”, nuovo brano di DALISE, veicola un messaggio rivolto alla coscienza degli uomini che scende in profondità e si fa spazio nelle stanze più buie dell’inconscio. Con questa canzone Dalise pone l’accento sul fatto che ancora oggi il corpo delle donne è ricoperto di pregiudizi, stigmatizzazioni e significati che ostacolano la ricerca della felicità a cui tutti, uomini e donne, hanno diritto. Il brano segna per la cantautrice l’inizio di una nuova collaborazione con Roberto Vernetti, produttore artistico di Malika Ayane, Anna Oxa e Patty Pravo.

Abbiamo scambiato delle piacevolissime chiacchiere con Dalise ,parlando proprio di Come Vorrei, del corpo femminile e di pazienza infinita!

Ciao Dalise, e grazie per aver accettato di fare questa chiacchierata.Parto subito da Come Vorrei, un brano che dice molte cose, il cui tema principale è il pregiudizio, lo stereotipo, che c’è attorno al corpo femminile, giusto?

Si, esattamente è proprio questo. Non è la prima volta che tratto argomenti del genere. È una cosa che mi riguarda in prima persona in quanto donna. Interpreto il mondo di oggi attraverso quello che è il mio corpo e non si può prescindere da questo, perché così ci è stato dato. Non è una nostra scelta ed attraverso questo noi sentiamo il mondo esterno ed anche le emozioni. È già difficile riuscire a trovare una strada durante la propria vita.

Se poi il fatto di avere un seno o indossare un abbigliamento piuttosto che un altro, complica trovare questa strada, perché devi dare i resti a chi ti guarda e ti giudica, diventa tutto molto più difficile. E poi magari inizi anche a pensare che i giudizi degli altri possano essere verri e ti assalgono i dubbi. Se tu sei in una situazione dove tutti, o la maggior parte, la pensano in un modo, ad un certo punto ti fai la domanda: quella sbagliata allora sono io?

Infatti in questo brano, ci sono molte cose che fai seguire al “come vorrei”. Una di queste è “ESSERE GIOVANE PER SEMPRE E DIMOSTARE CHE NON BASTERA”. Non basterà a cosa?

Non basterà questo modello di perfezione che ci viene propinato. Anche l’istantaneità dei mezzi di comunicazione o comunque gli standard che vengono proposti come canoni di bellezza o di perfezione, sono una cosa dal mio punto di vista folle. Essendo umani siamo imperfetti già dalla nascita, quindi è quasi un desiderio contro natura voler rincorrere la perfezione. Voler dimostrare sempre meno anni, l’idea che l’età sia un problema, è folle.

Mi è capitato in alcune situazioni, diciamo discografiche, che quando ho dichiarato la mia età mi è stato detto: beh questo è un problema. Ma sul serio? Quindi per scrivere una canzone ed avere un pubblico più vasto bisogna avere… quanti anni? E perché? A chi giova questa cosa?

Questo perché mi riguarda in prima persona, ma situazioni del genere si ritrovano in qualunque mestiere. Per questo vorrei poter essere sempre giovane: solo per dimostrare a tutto il mondo che mi guarda che non è abbastanza

Nel video tu appari quasi come l’incarnazione delle sensazioni di cui parli ed in qualche modo gli dai ancora più profondità: era questa l’idea del video?

Si, sia del video che del testo. Quando ho scritto il brano con Stefano Zanchetti, il nostro obbiettivo era proprio quello di entrare nella carne, di dare questa sensazione attraverso le parole. Il lavoro che abbiamo fatto poi con Alessia Losavio con le coreografie è stato proprio questo: trasmettere questa oppressione continua attraverso i movimenti. Anche perché a me piace vivere le mie canzoni sul mio corpo. Le sento veramente tanto quanto le scrivo. Anche perché, in questo caso il corpo è il fulcro del problema, e volevo che fosse il protagonista del video con tutte le sensazioni che vengono dal testo.

Tu hai partecipato ad un talent che è The Voice of Italy nel 2018: visto che parlavamo di profondità del testo, secondo te la profondità dei contenuti è penalizzata nei talent?

Ma guarda, io quando guardo su You Tube i video dei vari The Voice esteri, trovo che ogni artista che si propone abbia la possibilità, attraverso i coach e gli autori del programma, di far vedere in maniera ancora più luminosa quale sia il suo talento, in maniera anche più profonda. Questa cosa non avviene in Italia, non viene considerata. Ma credo sia proprio una questione di come si fa televisione in Italia.

Lo vediamo anche proprio dai palinsesti: i programmi che fanno inchiesta o che trattano di cultura, fatta eccezion per la famiglia Angela, hanno dei numeri veramente bassi. Al contrario, programmi un po’ più leggeri e superficiali colpiscono la maggior parte delle persone, e restano più accattivanti. Quindi non credo che sia un problema del talent, ma più di concentrazione: i mezzi di comunicazione ormai hanno limitato a pochissimi secondi la concentrazione di chi li usa, e quindi la TV per stare al passo va in quella direzione.

Non demonizzerei il talent: per la possibilità che mi è stata data io ho sempre cercato di dimostrare di lavorare sulle varie proposte restando coerente col mio percorso artistico.

Leggo dal tuo profilo Instagram: “Ci vuole una pazienza illimitata per ottenere risultati immediati “. Questa me la spieghi?

(Ridiamo) Diciamo che è la compagna della perseveranza: devi insistere, avere pazienza, va male e continui e così via. Questo non ti deve scoraggiare perché poi il risultato arriva e quando arriva è immediato, e spesso le cose poi si infilano una dopo l’altra.

Certo, è vero che la vita è piena di alti e bassi, ma se l’azione che compi da il senso a tutta la tua esistenza e ti rende comunque una persona felice, ti tiene attaccata ad una certa serenità mentale, allora quella e la tua strada.

Tu ci sei riuscita ad avere questa pazienza illimitata?

Guarda, io mi meraviglio di quanta ne riesco ancora ad immaginare! (Ridiamo) davvero è incredibile! Forse ho una testa portata per la disciplina, non saprei il motivo, ma in quanto alla pazienza, davvero, è come quando si parla d’amore: il concetto di amore se ce l’hai infinito, è infinito, non è che poi non ne hai più. E con la pazienza è più o meno la stessa cosa! (ridiamo)

Quali sono i tuoi progetti per il prossimo futuro, in un 2021 perfetto?

Io programmerei l’uscita di un nuovo singolo a febbraio, un altro singolo magari a maggio, qualche esibizione dal vivo durante l’estate, e magari, perché no, in Autunno l’uscita di un EP.

E poi chissà, questo 2020 mi ha insegnato ad aspettarmi di tutto. Magari nel prossimo singolo potrei approfittarne per far vedere un ulteriore lato della femminilità, di corpi delle donne attraverso un testo un po’ più passionale.

Beh direi assolutamente una bella ricetta! Non resta che incrociare le dita ed ascoltare nel frattempo “Come Vorrei”

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