Sanremo 2022: 5 canzoni sicuramente penalizzate dal Festival

di Paola Pagni

A di là delle preferenze personali e delle classifiche, ci sono, come sempre, dei pezzi che per qualche motivo sono stati penalizzati nella riuscita sul palco di Sanremo.

A volte è solo una questione di “limiti” dovuti al genere musicale, altre ad un’esibizione non particolarmente felice. Fatto sta che poi capita di riascoltarle nei giorni successivi e dire “però, mica era così male questa”.

Nei casi più fortunati, queste “cenerentole” diventano poi tormentoni; altre volte si perdono comunque tra le altre.

Anche quest’anno ci sono almeno 5 casi da rivalutare, finché siamo in tempo, per evitare che vengano oscurati.

Le Vibrazioni – Tantissimo

Sicuramente penalizzati dalla non proprio brillante performance della prima sera, sembravano destinati ad un nostalgico “come sono cambiati Le Vibrazioni rispetto ai successi di un tempo”. Invece, già dal secondo ascolto è stato chiaro come non fosse così. Il pezzo in realtà ha un arrangiamento ricercato, una metrica che funziona, un testo che racconta un’emozione trasformata in rock per l’occasione. L’energia è forte ed anche l’inciso non perde la vena graffiante. Il 22° posto è veramente troppo poco.

Highsnob e Hu – Abbi cura di te

Chi ha avuto il buongusto di ascoltarli senza farsi influenzare dal loro look post-apocalittico, ha capito subito la sensibilità del loro pezzo e la loro bravura. Il testo è scorrevole, ben costruito, e le loro voci danno l’accento perfetto ad un brano dagli echi urban, che senza questo piacevole incontro sarebbe risultato forse noioso. Una melodia che resta sospesa sopra note elettroniche. Un brano davvero raffinato, anche nelle sue note dark. 20° posto per loro, che meritavano invece di stare forse tra i primi 10.

Giovanni Truppi – Tuo padre, mia madre, Lucia

Una vera ingiustizia che alla fine si sia parlato più della sua canottiera che della sua canzone. Anche se si sa che certe profondità non sono fatte per Sanremo, non ci vuole così tanto a rendersi conto della poesia di questo brano: basta un po’ di attenzione. “L’un per cento è amore e tutto il resto è stringere i denti” è una di quelle frasi che arrivano dritte allo stomaco. Lo stile ricorda i grandi nomi del cantautorato, pur restando originale. Almeno il premio come miglior testo gli sarebbe spettato di diritto. 19° posto molto striminzito.

Ditonellapiaga con Rettore – Chimica

Senza dubbio uno dei pezzi più trascinanti di tutto il Festival. Audace nel testo e incalzante nell’arrangiamento: un brano che riesce ad essere ballabile senza penalizzare il significato. In effetti in questo Sanremo, sembrano piacere più le ballad dei pezzi ritmati, tra i quali comunque si distinguono bene quelli banali da quelli di qualità. Chimica fa sicuramente parte del secondo gruppo, ma ahimè questo non è bastato a dargli un posto più dignitoso del 16°.

La Rappresentante di Lista – Ciao Ciao

Certo, il 7° posto in effetti non è male, considerati grandi nomi di un podio di tutto rispetto e quelli immediatamente successivi. Però, questo che ad oggi è il pezzo più cantato da tutti, con tanto di coreografia e tantissimi meme al seguito, sicuramente sta funzionando meglio di qualcuno di quelli più in alto. Senza contare poi il fattore creatività, che in questa queer band dalla lunga gavetta, è sicuramente una componente fondamentale: se questo fosse stato oggetto di bonus, LRDL si sarebbe contesa il podio con Ditonellapiaga e Rettore. Ma prendiamola così.

Anche secondo voi queste 5 canzoni avrebbero meritato di più?

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