Oni One : sono stato obbligato dalla vita a essere forte – Intervista-

di Paola Pagni

Uscito a Giugno“GRIZZLY” (Virgin Records – Universal Music Italia), il primo progetto discografico ufficiale di ONI ONE, rapper romano della Triplosette Entertainment. Il disco si compone di 7 tracce, di cui 3 impreziosite dalla collaborazione con Pyrex, FSK e BORO BORO.

Oni One ha una scrittura, tagliente ed evocativa,che si intreccia perfettamente a un sound contraddistinto da contaminazioni musicali eterogenee, che spaziano dal trap, all’R&B, al reggaeton, e arricchiscono il disco rendendolo riconoscibile e originale .

Abbiamo scambiato qualche battuta con Oni One, per conoscere meglio chi è questo artista dalla vita “senza filtri” , che ora ha deciso lasciarsi alle spalle un passato difficile e proiettarsi in un futuro migliore.

L’INTERVISTA

Tu definisci questo album come “un saliscendi di momenti che mi hanno lasciato con il fiato sospeso”: c’è un momento che più di tutti ti ha lasciato senza fiato? In quale brano lo descrivi?

Il momento che più mi ha lasciato senza fiato è stato senza dubbio il mio arresto (sicuramente in senso negativo). É stato uno dei momenti che mi ha cambiato la vita, me l’ha capovolta. Non mi sono sentito ancora di raccontare l’evento del tutto, sicuramente “Goodfellas 2” descrive a pieno cosa non voglio più faccia parte della mia vita.

Tra le collaborazioni di questo album spiccano 3 nomi: Pyrex, FSK e Boro Boro: come sono nate queste collaborazioni?

Le collaborazioni di “Grizzly” sono nate tutte in modo spontaneo e partendo da una stima artistica. Pyrex è mio fratello, io faccio parte della “777 Ent.”, in comune abbiamo tante cose, come il forte attaccamento alla nostra Roma, poi su una traccia del genere mi serviva accanto un “Dio della Trap”. Con gli FSK c’è stata sinergia fin dal primo momento in cui ci siamo conosciuti, sono stati una ventata d’aria fresca per la scena. Ho un rapporto speciale con ognuno di loro e credo che “Money Dance” sia una delle tracce “trap” nel vero senso della parola, una delle meglio riuscite negli ultimi tempi. Boro Boro è un amico, nonché un artista vero e proprio. Per una traccia con le sonorità di “Tutta la notte” era l’unica persona che avrei chiamato, non avrei mai voluto nessun altro. È riuscito a pieno a valorizzare il pezzo nel modo giusto.

Perché questo titolo “Grizzly”?

Il grizzly è il mio animale guida, un animale solitario che combatte da solo le sue sfide e le vince con tutta la sua forza. Sono stato obbligato dalla vita a essere forte e lo sono stato da solo. Per questo credo che un branco non fa parte del mio essere, preferisco vincere o perdere da solo, lo trovò più coerente con il mondo in cui viviamo. Ovviamente esiste chi affronta la vita con te ed è importante circondarsi di persone a cui importi di te, ma alla fine la persona con cui devi fare i conti a fine giornata è davanti allo specchio.

Uno dei produttori con cui hai lavorato è Da Glock, tuo fratello minore: come è stato lavorare con lui?

DaGlock è mio fratello minore, è la persona più importante della mia vita insieme a mia madre e mio padre, ma a prescindere da questo credo sia un ragazzo molto talentuoso. Ha 17 anni e ancora tanto da imparare ma, come ha dimostrato sui beat di “Nemico” e “Tutta la notte”, il talento non gli manca affatto. Anzi, credo che già adesso potrebbe mettere ko tanti producer più famosi di lui.

In questo album si trovano sonorità di diversi generi, dal trap, all’R&B, al reggaeton: qual è il genere che senti più tuo e perché?

Non mi piace pormi dei limiti, ho la fortuna che pochi hanno, ossia quello di saper destreggiarmi su parecchie sonorità diverse, e continuerò sempre a farlo. Il mio mood musicale cambia in base a quello che vivo o all’umore che ho in quel momento. Se sono arrabbiato probabilmente farò un pezzo trap o drill, se sono felice un pezzo più reggaeton, se sono più pensieroso un pezzo melodico. Non potrò piacere a tutti in tutti i mood ma almeno non sarò mai scontato.

C’è un album con cui sei cresciuto e che ha influenzato il tuo modo di fare musica?

Sì, ce ne sono diversi. Se parliamo di vecchia scuola ti dico sicuramente “All Eyes on Me” di Tupac e “Ready to Die” di Biggie. Per quanto riguarda quelli che mi hanno influenzato, ci metto “Ain’t no Money like Trap Money” di Fredo Santana e “300 Days 300 Night” di Lil Durk. Tra i dischi a cui sono più legato, infine, c’è sicuramente “Emozioni” di Lucio Battisti

Quali sono i tuoi progetti musicali per l’immediato futuro?

Diventare il numero uno. Roma non è stata costruita in un giorno, non credo nella crescita artistica da un giorno all’altro, di solito chi sale così è destinato a rimanere poco in cima. Io arrivo per restare.

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