Da venerdì 20 febbraio Maninni torna ufficialmente alla musica, dopo un breve periodo di distanza dal mercato discografico. Lo fa con “Goodbye” (Pipoca Project / distributed by ADA/Warner Music Italy), la prima canzone di un progetto più ampio che vedrà luce nella tarda primavera. Prodotta con Matteo Cantaluppi e scritta insieme a Lorenzo Vizzini, il brano racconta la nuova storia di un artista che ha ritrovato l’amore per la musica, seguendo il suo instinto, rispettando le sue radici e pensando al live.
“Goodbye racconta la mia storia recente con la musica, ma ognuno di noi può ritrovarsi, pensando alla propria vita. A volte, sprechiamo tempo ed energie per inseguire un modello di sogno che in realtà non ci appartiene veramente. Non ci rendiamo conto che prima o poi le stelle cadono e noi ci ritroviamo ad osservare un cielo spento. La società può schiacciarti, se non rispetti veramente te stesso. Quindi io dico goodbye a tutto questo, per scegliere la mia strada”.
ISTINTO.
Goodbye nasce di getto: mi sento libero, istintivo con la musica, come quando da ragazzino ascoltavo gli artisti che mi hanno maggiormente influenzato, dagli Oasis a Blur e ai The Verve, e in generale tutta la scena britannica e non degli anni ‘90.
Ho lavorato su ciò che mi piaceva, mi divertiva e mi faceva stare bene, senza pensare a ciò che avrebbe funzionato. Dopo il Festival di Sanremo, ho avuto la possibilità di fare tante esperienze, ma più passava il tempo e più non mi ci riconoscevo più artisticamente. Mi sono accorto che cercavo spasmodicamente di rimanere a galla in un sistema che mi faceva stare male, perché scrivevo musica solo per “funzionare” e non per comunicare qualcosa, come avevo sempre fatto. Allora mi sono fermato. Ora sono tornato me stesso.
TERRA.
Con la musica, questa volta, ho deciso di prendere le scale e non l’ascensore, conoscere ogni abitante del palazzo, prima di arrivare sul terrazzo e godersi la vista della città. E la mia città è Bari. Ho creato il mio studio, fidandomi della “provincia” come dimensione per tornare ad avere fame di musica. Nel mio studio, accolgo molti artisti emergenti, con cui collaboro e cerco di seguire in un percorso di crescita naturale.
SUDORE.
Tutto il nuovo progetto musicale è estremamente concentrato sul percorso live. “L’unico posto in cui mi ci riconosco è il palco. Ho sempre suonato, prima con una band e poi da solista. Sto ricominciando il mio percorso proprio dal palco e dalle piccole cose, davanti al pubblico dei concerti.
