Esce il 12 dicembre Gesucristo forse è morto di freddo, il nuovo disco di Luca Carocci.
Gesucristo forse è morto di freddo attraversa le zone più contraddittorie e vitali dell’esistenza: otto brani che oscillano tra ironia, dolore e disincanto, alla ricerca di un’autenticità possibile dentro un presente che nasconde. È un viaggio di grande sincerità tra identità, errori, memoria, presenze e quel desiderio ostinato di diventare sé stessi. Al centro, la title track: una piccola esplosione di suono, che lava il viso prima di proseguire nell’ascolto.
Essenziale nella forma e registrato rigorosamente in presa diretta per preservarne l’autenticità, Gesucristo forse è morto di freddo mette in primo piano la bellezza dell’imperfezione, il calore dei timbri e la limpidezza delle parole.
Bastano poche frasi per restituire ciò che davvero conta: l’espressione delle proprie differenze, la capacità di accogliere un tempo che naturalmente si dilata, l’arte del perdono, la capacità di tornare a respirare – finalmente – a pieni polmoni.
““Non serve darsi fuoco né spingere un motore, restare fissi a terra tra i debiti del fare… né essere sé stessi e fingere di amare”
afferma Luca Carocci a proposito dell’album.
“Rallentare, fare pace con sé stessi, ricalcolare le priorità e gioire delle proprie differenze, senza uniformarsi per sentirsi parte del tutto. L’unica cosa che davvero conta è – ed è sempre stata – la verità. La felicità non è un premio, ma un atto di volontà: una scelta, anche quando nulla sembra allinearsi. Perché questo non accadrà mai.
La perfezione è un’illusione, oggi forse solo un riflesso governato da un algoritmo.
Prima di fare qualsiasi cosa, occorre trovare il coraggio di essere. Perdere il senso dell’individuo trasforma la collettività in massa indefinita; rinunciare alle passioni per paura del giudizio altrui significa rinunciare alla pienezza della vita. Il viaggio verso sé stessi è il viaggio verso l’universo.
Questo disco esiste così com’è, nella sua essenza irriducibile, così come doveva essere: fotografia di un istante irripetibile, per questo sintesi di tutto quello che siamo stati e forse anticipazione di quello che saremo. E non è necessario essere tutti d’accordo.”
BIO
Cantautore dal linguaggio raffinato e originale, Luca Carocci debutta del 2014 con l’album Giovani Eroi (FioriRari), seguito nel 2016 da Missili e Somari, che vede la partecipazione di artisti come Margherita Vicario, Francesco Forni, Roberto Angelini e Bianco. Chitarrista eclettico, accompagna numerosi musicisti italiani e internazionali, condividendo il palco tra gli altri con gli Stereophonics all’Auditorium Parco della Musica di Roma e Compay Segundo a Villa Ada, e con il brano Le rose e i limoni arriva tra i finalisti di Musicultura 2016. Parallelamente, lavora come autore e produttore, componendo musiche anche per il cinema. Nel 2021 pubblica il disco Serenata per chi è nervoso, anticipato dal singolo Ogni volta che dormo da sveglio.
Negli anni, Carocci collabora con Alex Britti, con il quale è coautore di Una Parola Differente (Britti, 2020). Con lui, nel 2025, firma anche Canzone semplice, pubblicata il 10 ottobre e primo singolo dell’album Gesucristo forse è morto di freddo.
Il secondo estratto, Il gelo dentro una parola, esce il 21 novembre: secondo tassello di un disco che conferma la capacità di Carocci di porre la poesia e la gentilezza al centro della canzone d’autore.
TRACKLIST
- Canzone semplice
- Cammina bambina
- Il gelo dentro una parola
- Gesucristo forse è morto di freddo
- Le sere di maggio
- Solo su una gamba
- Tu che difendi il lavoro / Per non farsi male
- Aspetto fuori
