Cremonini negli stadi: perché sì e perché no

di Paola Pagni

Il tour Cremonini stadi 2022 ha ormai superato il giro di boa e si appresta a raggiungere le ultime date, tra cui il gran finale all’autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola.

Io ho avuto la fortuna di assistere allo show, perché chiamarlo solo concerto sarebbe riduttivo, che il Cesare nazionale ha tenuto allo stadio Franchi di Firenze.

Fare un live report di uno spettacolo così denso e scenografico, ne penalizzerebbe senza dubbio la bellezza: il live di Cesare Cremonini è infatti un mix perfetto tra suoni e luci, voce e musica, palco e pubblico.

Possiamo infatti senza dubbio affermare che l’ex leader dei Luna Pop, salito alla ribalta con una delle canzoni più iconiche degli anni ’90, abbia oggi raccolto lo scettro di Pop Star Italiana lasciato per questa stagione incustodito da Tiziano Ferro, almeno per quanto riguarda i live.

Dopo l’esibizione a Sanremo 2022 era chiaro a tutti quali forze in campo sarebbero state dispiegate in questo tour, e le aspettative non sono state deluse: 25 brani, per lo più tutte hit radiofoniche che è impossibile non aver orecchiato anche da non appassionati, presenza scenica impeccabile ed equilibrata, nessuna nota stonata, letteralmente. Quindi è tutto oro, anzi Swarovski viste le meravigliose giacche sfoggiate dal cantante bolognese, quello che luccica?

Beh devo dire di sì. Anche volendo stilare una lista di banali pro e contro, direi che la lotta è palesemente impari. Soprattutto perché i pochi contro non sono imputabili allo show né all’artista, ma piuttosto ad alcune enormi lacune territoriali.

Ma andiamo con ordine: tutti i PRO di Cremonini negli stadi.

  • Una scenografia stupenda, che con maxischermi e video in 3D ha incantato anche le ultime file, senza dare la sensazione di essere al di fuori della festa.
  • La voce di Cesare Cremonini, impeccabile, piena ed avvolgente, dall’inizio alla fine senza defajance, nonostante una temperatura equatoriale, che siamo pronti a scommettere raggiungesse quella del sole sul palco.
  • La scaletta che ha alternato le ultimissime uscite dell’artista con Chimica, La ragazza del futuro, Colibrì, agli irrinunciabili inizi con pezzi dei Luna Pop del calibro di Vespa50, Qualcosa di grande per poi chiudere con Un giorno migliore. Il tutto passando per pezzi irrinunciabili come La nuova stella di Broadway, Buon Viaggio, Marmellata #25. Fino alle suggestive Poetica e Nessuno vuole essere Robin.
  • Il duetto virtuale con Lucio Dalla su Stella di Mare: uno dei momenti sicuramente più emozionanti di tutto il concerto. Da vivere.
  • L’accompagnamento perfetto della band, dove troviamo anche l’amico di sempre Ballo al basso ed una sapiente scelta degli altri elementi che hanno senza dubbio reso il live anche musicalmente inappuntabile.
  • La classe con cui Cesare Cremonini si presenta sul palco: mai eccessivo, mai scombinato o raffazzonato. Una boccata d’aria fresca per il pop italiano, pieno e strapieno di personaggi che sembrano degli scappati di casa.
  • La gioia che pervade lo stadio, quando il pubblico canta a gran voce all’unisono più o meno tutte le canzoni.

Ma ci sono stati anche dei contro.

A Firenze ad esempio c’è stato il problema del parcheggio. Abbastanza scandaloso visto che in questa città si fanno concerti allo stadio da un secolo. Ma cosa c’entra Cesare Cremonini coi parcheggi di Firenze? Niente. Assolutamente nulla.

Infatti non c’è nessun motivo per cui perdersi uno spettacolo come quello di un suo concerto, in questo tour spettacolare.

Ormai siamo agli sgoccioli del tour, vi consigliamo di correre.

Se non ci credete, qui c’è il nostro REEL della serata di Firenze

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