“Time Runs Out” ci aiuta a riflettere sul tempo – Intervista a Kreky

di Alessia Andreon

È uscito il 1° marzo “Time Runs Out”, il secondo album di Kreky, cantautore nato e cresciuto nella Capitale, ma che mantiene saldi legami con la sua amata terra d’origine, la Sardegna.

L’album è incentrato sul concetto di tempo e il suo inesorabile scorrere, con imprevisti, incidenti, deviazioni illogiche.

Kreky stesso ha dovuto fare i conti con il tempo che è passato dai suoi primi passi musicali alla decisione di coltivare la sua passione.

“Time Runs Out” non è nato come un concept album, come tiene a precisare il cantautore, ma il tema del tempo è protagonista anche nella lunghezza delle tracce stesse dell’album, alcune brevi, altre anche di cinque minuti.

Gli ultimi quattro anni sono stati molto intensi per Kreky: nel 2020 sono usciti tre singoli: “Spotlights” inserita in heavy rotation su Radio Rock, “No Apologies” e “Average”, quest’ultimo con la partecipazione alla chitarra di Carmelo Pipitone (membro di oRK, Dunk ed ex-Marta Sui Tubi).

In breve tempo è uscito anche il primo album, “Banner Blindness”, nel quale Kreky ha collaborato con Roberto Angelini sulla traccia “Improve”.

La fine del 2023 ha portato alla luce l’EP “Heat The Rich”, seguito a gennaio 2024 dall’EP “Prenda”, in collaborazione con il cantautore Whitefang e la Talk About Records, composto da due brani in sardo che sono parte integrante di un documentario diretto da Michele Salaris e Gabriella Belloni (Oghinne/Germogliando) sull’incendio che ha devastato i boschi secolari del Montiferru nel luglio 2021.

Non potevamo non interessarci ad un cantautore così profondo e particolare, che usa spesso la sua musica per veicolare messaggi forti e chiari alla società.

INTERVISTA

Ciao Kreky, è un piacere ospitarti sulla pagina di Inside Music per presentare il tuo disco “Time runs out”.

Come dice il titolo stesso il tema dell’album è il tempo che fugge. Da cosa hai tratto spunto per analizzare questo concetto, così astratto e così inevitabilmente concreto?

 Diciamo che, in realtà, non volevo fare un concept album, forse il prossimo sarà così, in parte. Questo album è la fotografia di quello che è successo dal 2017 a metà 2020.

Una buona parte dei dieci brani sono un elogio funebre, quindi è un album che accompagna le automatiche riflessioni di quel momento. Tra l’altro l’ho concluso in pandemia, quindi peggio ancora…

Quegli anni sono stati intensi: mentre scrivevo questo album, stavamo registrando i brani che sono andati a finire nell’album uscito nel 2022 “Banner blindness”.

Avendo appena finito di registrare il precedente album ho lavorato in studio da solo, con il batterista Luca Martino e il produttore Valerio Fisik (ex Inferno), che ha fatto anche da bassista e con piccole incursioni dei maestri Valentino Cervini e Jimmy Bax e gli altri Asteroids.

È per questo motivo che l’album esce solo con la tua firma invece che come band di cui fai parte, The Asteroids?

Esatto, avendo fatto uscire un Ep in collaborazione con il cantautore Whitefang in sardo, e l’Ep di matrice hardcore punk “Heat The Rich” che è uscito a dicembre 2023, volevo cercare di far convergere i vari percorsi che si sono aperti parallelamente.

Il progetto dal vivo è sempre in band, quindi loro ci sono sempre accanto a me!

Il tuo genere di riferimento è l’hardcore punk/metal. Quando è nata questa passione e quanto è difficile ritagliarsi un proprio spazio nello scenario musicale attuale?

La passione ce l’ho fin da ragazzino, quando la mattina, andando a scuola, sull’autobus ascoltavo i gruppi metal e punk hardcore. Poi sono entrato nei circuiti romani da spettatore/ frequentatore dell’ambiente della scena hardcore punk; però prima di “Heat The Rich” non mi ero mai tolto lo sfizio di fare un’Ep di questo genere.

Non faccio prevalentemente hardcore punk, ma sono contento che questo genere musicale sia molto rigoglioso, non soltanto a Roma ( come  dimostra anche la consacrazione avuta con la serie di ZeroCalcare) ma,  in generale, in Italia.

Il bello di questa scena musicale è che si rigenera costantemente, basta vedere tutti i gruppi che sono nati anche dalle ceneri di altri, al contrario di tutti gli altri generi musicali che fanno un po’ difficoltà, perché non esiste quel tipo di rete che, invece e per fortuna, per il punk ancora esiste ed è un meccanismo di solidarietà che loro hanno e che gli altri non possono replicare perché è insito nella loro cultura.

Prevalentemente scrivi in inglese, ma di recente ti sei cimentato nella scrittura di alcuni brani in sardo per un documentario sull’incendio che ha devastato il Montiferru. La tua musica diventa spesso voce per chi non ce l’ha…

Mi sono sentito particolarmente toccato; anche se non vivo in Sardegna, mi sento sardo e da qui mi sentivo super inutile. Quello che più mi ha ferito è stato l’immobilismo che è seguito, soprattutto da parte della politica… Ho provato a sollecitare una persona nell’ambiente dell’ indipendentismo, affinché quelli più vicini al posto si facessero carico di organizzare qualcosa ma non abbiamo ricevuto risposta. So che è stato fatto un evento, di un giorno soltanto ed in concomitanza con un’altra iniziativa filo indipendentista…  Come spesso accade, si è persa un’occasione per dimostrare unità!

Mentre aspettavo delle risposte è uscito un singolo di Whitefang (Luca Cadeddu Palmas) con i C4, che mi ha molto incuriosito; allora sono andato a guardare i loro progetti e ho visto che Whitefang fa riferimento a gruppi statunitensi e a cantautorato di un certo tipo, quindi ho fatto un po’ il paraculo e gli ho mandato “Average”, il singolo con Carmelo Pipitone, per chiedergli di lavorare insieme.

Da lì è iniziata la nostra collaborazione che si è concretizzata nell’Ep “Prenda” e ora ho anche un fratello!

A proposito di tempo, questo album arriva dopo due Ep, delle collaborazioni importanti e a otto anni dall’inizio della tua carriera come cantautore. Ci saranno delle date di presentazione dal vivo?

La prima data di presentazione l’abbiamo fatta il 24 febbraio, al Glitch di Roma, e ora stiamo cercando di programmare qualcosa per questa primavera/estate, se riusciamo anche in Sardegna: sicuramente ci saranno delle date in Italia (ride) …. 

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