The Leading Guy: la mia voglia di fare Solo Musica – Intervista-

di Paola Pagni

È uscito venerdì 17 settembre su tutte le piattaforme digitali “SOLO MUSICA”, il nuovo singolo del cantautore THE LEADING GUY, che vede la speciale partecipazione di VINICIO CAPOSSELA.

Il cantautore, come per il singolo precedente “Per non andare via”, esprime le sue strofe in italiano: Solo Musica, questo il titolo del brano esprime in maniera diretta ed essenziale la dichiarazione d’amore di The Leading Guy per la musica.

Inoltre, per questa sorta di battesimo, l’artista sceglie come padrino d’eccezione Vinicio Capossela: una collaborazione dettata dall’affinità che Simone, alias The Leading Guy, ha sentito affiorare in maniera naturale a brano finito, e che allo stesso modo ha colpito anche Vinicio.

Abbiamo parlato di questo, ma anche di scelte e di concerti, durante la nostra chiacchierata con The Leading Guy che trovate tra queste pagine.

Intervista a The Leading Guy

Torni dopo due anni con un disco in italiano: era una cosa a cui avevi già pensato o c’è stato un motivo scatenante?

Onestamente mi sono sempre detto che un giorno sarebbe potuto accadere, ma è una cosa che non ho mai cercato. Soprattutto quando in cui molti continuavano a chiedermelo. Non lo ritenevo un cambio vitale per me.

Poi c’è stato questo grosso blocco. Ritrovandomi con troppo tempo libero, dopo anni in cui ero stato in giro quasi sempre, mi sono detto: devi trovare qualcosa che ti faccia sopravvivere. Rimanere a casa è stata l’occasione per iniziare a vedere cosa sarebbe saltato fuori cantando in italiano. Sinceramente non mi sono chiesto se poi avrei pubblicato i brani ed alla fine dell’anno mi sono ritrovato con 10 canzoni in cui credevo.

Così ho detto: perché no? Usciamo in italiano.

Questa nuova fase artistica corrisponde anche a una crescita personale?

Sicuramente. Uno dei motivi per cui non ho mai scritto in italiano è perché, arrivando da una tradizione cantautoriale molto forte, mi sono detto: se lo fai devi essere credibile. Forse avevo bisogno di superare i 30 anni, di fare questo giro di boa, perché i cantautori devono parlare di certe cose dopo averle vissute: se sei troppo giovane questa cosa non risulta convincente. A 34 anni parlo con più cognizione di causa, forse se vuoi è una questione di diversa maturità.

Un padrino d’eccezione per questo cambio di rotta, Vinicio Capossela: come nasce questa collaborazione?

Come è nata? Direi molto spontaneamente. Solo Musica è stata la prima canzone scritta in italiano e ricordo che riascoltandola mi dissi: cavolo sembra una canzone di Vinicio. Poi mi sono trovato con questo pezzo finito e mi sono detto: perché non provare. La società che mi produce e con cui lavoro è la stessa che 30 anni fa lanciò Vinicio; inoltre abbiamo lo stesso produttore ed ho avuto la fortuna di fargli ascoltare la canzone. Gli è piaciuta molto ed ha deciso di cantarla con me. E lo ha fatto di sua spontanea volontà, proprio perché voleva farlo, ed è stato ancora più soddisfacente. Come dici tu è un padrino che mi dà ancora più coraggio.

C’è qualcosa che ti ha sorpreso del lavoro con lui?

Non che avessi dei dubbi, ma mi ha sorpreso veramente la sua umiltà nell’affrontare questo brano. In punta di piedi, addirittura aveva paura di non cantarla come piaceva a me. Mi ha persino detto: perché vuoi che la canti se questo brano va già bene così? Insomma lui sapeva che per me questa canzone significava tantissimo e così ci ha messo un impegno enorme. Ed alla fine ha fatto tutto come sa fare lui, di pancia e di cuore.

Una dichiarazione d’amore alla musica: il tuo con la musica è stato un amore a prima vista? Ci sono stati momenti di crisi?

Per me la musica è sempre stato amore a prima vista e questa canzone vuole ribadirlo. Poi ogni tanto in questo rapporto si inseriscono gli amanti che sono scelte discografiche, o i social, ma quello che ho sempre voluto fare è stata solo musica. E per questo amore ho anche deciso di non dire troppi sì a caso, per rispettare questo amore in maniera assoluta.

Tu hai una grande esperienza con i live, elementi imprescindibili dalla tua musica: ti sei fatto una tua idea su come ripartire al 100%?

Io per assurdo in questo periodo, con questa piccola ripartenza, sono stato un po’ privilegiato: arrivo da una cosa come 200 live solo chitarra e voce, quindi nel momento in cui siamo dovuti ripartire con meno persone, trovare una soluzione essenziale è stato abbastanza semplice. Però non ho una soluzione per chi fa un altro tipo di spettacolo.

Soprattutto negli ultimi anni, il concerto è diventato prima lo show e poi il concerto: faccio l’esempio dei Coldplay dove ciò che ti viene proposto non è solo musica, ma la spettacolarità dell’evento

Quindi per forza si dovrà tornare a cose più basiche, perché prima di poter pensare ad un certo tipo eventi ci vorrà più tempo.

Sinceramente per me eravamo già arrivati ad una sorta di saturazione in questo senso: alcune situazioni erano diventate un’esasperazione della spettacolarità. Se ad un concerto non esplodevano i coriandoli non sembrava un concerto. Così si rischia di far passare la musica in secondo piano e far diventare tutto un happening

E per quanto ti riguarda, quali sono i prossimi passi?

Scuramente uscirà un altro singolo prima del natale, ed intorno a gennaio o febbraio uscirà l’intero disco. Le quattro date appena concluse le ho fatte soprattutto per tornare ad assaggiare i live, ma il tour vero e proprio vorremmo farlo nel 2022

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