The Great War: il giusto omaggio dei Sabaton a chi si è sacrificato [Recensione]

di Marco Mancinelli
E’ chiaro, i Sabaton anche dopo aver abbassato la “Potenza” delle loro canzoni, riescono comunque a sfornare grandi lavori, e anche nel momento del cambiamento si sono dimostrati maturi, basti pensare a “The Last Stand”. Il 19 luglio uscirà per Nuclear Blast “The Great War”, concept album basato sulla Prima Guerra Mondiale.

Aver aspettato tre anni per un nuovo album sembra tantissimo, sembra un’eternità, ma i Sabaton sono quella band con cui l’attesa viene resa inutile, soprattutto se negli intermezzi “coccolano” i loro fan con live che arrivano quasi ad essere degli spettacoli teatrali con delle scenografie degne del grande schermo. Aggiungendo che poi e loro canzoni non stancano mai, beh, l’attesa viene letteralmente annullata.

Parliamo però del nuovo album “The Great War”, con cui i Sabaton tornano sull’onda dei concept album, e forse questo è uno dei più attesi a livello di storia raccontata. Infatti l’album ripercorre la storia della Prima Guerra Mondiale, con testi che omaggiano grandi personaggi della Grande Guerra come nel caso di “Red Baron”. Questo soprannome che fu dato a Manfred Albrecht von Richthofen, pilota dell’aviazione tedesca che venne definito “l’asso degli assi”, visto che gli furono assegnati ben 81 abbattimenti aerei. Morì nell’Aprile nel 1918 dopo essere stato abbattuto dalla contraerea alleata.

Quest’ultima traccia non è l’unica a tributare personaggi o eventi della Grande Guerra. Altra canzone molto che racconta di un grande avvenimento è “Fields of Verdun”, canzoni con cui fu presentato l’album. Traccia che tratta una delle più grandi una delle più grandi e lunghe battaglie della Prima Guerra Mondiale, che durò quasi un anno ( dal Febbraio al Dicembre del 1926 ), dove si scontrarono le forze dell’esercito francese e quello tedesco. Una battagli entrata nella storia per il grande numero di vittime, tant’è che tanti storici definiscono i campi i Verdun come il più grande cimitero a cielo aperto del mondo.

Lasciamo stare per un momento il fattore “storia” dell’album e concentriamoci sulla parte musicale.

Come dicevo ad inizio recensione i Sabaton sono cambiati, sono lontani dal suono di “The Art of War” o del più recente “Heroes”, ma riescono a darci comunque qualcosa dei vecchi suoni, come nel caso della quinta traccia “Devil Dogs”. Possiamo, invece, notare il definitivo cambio di stile in tracce come “The Future of Warfare” e  come nella title track “Great War”.

Questi cambiamenti si possono notare solo se si conosce qualche lavoro precedente dei Sabaton, e prestando attenzione ai particolari, che appunto distinguono questo album dai lavori più “old school” dei Sabaton, ma non preoccupatevi. Infatti l’album anche per chi non noterà certe differenze nel sound, potrà essere un ascolto piacevole, e chevi metterà molta curiosità su quelle furono gli eventi della Prima Guerra Mondiale.

Ricordiamo che i Sabaton saranno in Italia per un’unica data a Gennaio 2020.  

Tracklist di The Great War dei Sabaton:
01. The Future Of WarfareSabaton the great war recensione
02. Seven Pillars Of Wisdom
03. 82nd All The Way
04. The Attack Of The Dead Men
05. Devil Dogs
06. The Red Baron
07. Great War
08. A Ghost In The Trenches
09. Fields Of Verdun
10. The End Of The War To End All Wars
11. In Flanders Fields

 

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