Il primo tassello del secondo cuore di Paola Turci comincia a prendere forma dal piccolo ma suggestivo teatro di Todi, caratteristica cittadina umbra.

Tra il pubblico c’è chi la segue da sempre e chi invece l’ha scoperta (o riscoperta) solo adesso, dopo la straordinaria performance all’ultimo Festival di Sanremo nel febbraio scorso (meglio tardi che mai, oserei aggiungere).

La sala è impaziente di accogliere e abbracciare la cantautrice romana che per la data zero del suo tour ha scelto un ambiente intimo e familiare, quasi come quei concerti da camera tenuti nei salotti delle antiche famiglie nobili.

Le luci si spengono e automaticamente partono i primi applausi di incoraggiamento, i componenti della band silenziosamente prendono posto, ed ecco che nella semioscurità del palcoscenico, partono le note de La prima volta al mondo e la Turci fa il suo ingresso trionfale in abito nero e tacchi alti, con tutta l’eleganza che le è propria.

Il pubblico non può far altro che cedere al suo incantesimo e, quando si sentono i primi accordi de La vita che ho deciso, nuovo singolo estratto dall’ultimo album uscito il 31 marzo (l’avete comprato, vero?) è un’esplosione di voci che fa rimbombare il teatro.

Sguardo deciso e fisso davanti a sé come se “niente possa più farle male”, è la volta di Combinazioni, quelle per cui tutti, chi in un modo chi in un altro, siamo qui questa sera, a godere di due ore di pura magia.

È proprio dopo questo brano che ci dà il benvenuto a questa data zero che, ci dice, comunque vada resterà indimenticabile, seppur con qualche incertezza ma di certo con tante emozioni, uniche e irripetibili. Non ci nasconde che nonostante questo sia l’ennesimo concerto, lei è comunque emozionata, e glielo si sente dalla voce, quasi spezzata dalla commozione di tutto il calore che sta ricevendo, emozione che poi ci trasmette non appena partono le prime note di una spettacolare versione di Volo così.

Siamo in fase di confessione e scopriamo che quando tanti anni fa ha scritto la sua prima canzone Stato di calma apparente, mai si sarebbe immaginata che in un futuro remoto avrebbe scritto così, senza neanche aspettarselo, una canzone nel suo dialetto, quindi ecco che, mano sul fianco con la posa da “gattaccia incattivita”, parte subito la musica da stornello romano di Ma dimme te, dove Paola si diletta anche nella parte parlata della canzone che nell’album spetta all’attore capitolino Marco Giallini, che non ci dispiacerebbe affatto vedere insieme a lei sul palco a impreziosire questa già meravigliosa perla.

A questo punto imbraccia la sua Telecaster e, rimasta sola in scena, torna ancora indietro di qualche anno per un’intensa ed emozionante versione di Ringrazio Dio a cui attacca senza neanche prendere fiato una potente interpretazione della canzone d’amore per eccellenza, Dio come ti amo, del maestro Domenico Modugno.

Dopo quest’ultima è il momento di un’altra piccola confessione in cui veniamo a conoscenza della sua tardiva scoperta di bellissime canzoni d’amore, avvenuta proprio grazie a Modugno; se n’è innamorata e ha quindi sentito come una strana esigenza di doverne scrivere una. Se l’era immaginata immensa, gigante, bellissima, quasi all’altezza di Modugno e di chi le canzoni d’amore le sa scrivere, ma poi alla fine è venuta talmente piccola che proprio così l’ha intitolata, Piccola canzone d’amore, per cui via la chitarra e spazio a quelle note e a quei versi d’amore di cui tanto abbiamo bisogno.

In un quanto mai insolito (ma decisamente ben riuscito) scambio di ruoli con il suo bassista, si lancia a capofitto in Mi manchi tu, dove alterna italiano e inglese, dando spazio anche alla versione originale del brano, Missing you  di John Waite, seguita da Mani giunte, a chiudere la parentesi rock.

È il momento dell’uscita di scena, che però dura poco, dopo pochi minuti sono di nuovo tutti sul palco e partono i cori dell’ultimo successo sanremese con cui ha fatto innamorare l’Italia che l’ha decretata la vincitrice morale del Festival. Rimaniamo in atmosfera da Festival con Un’emozione da poco, cover di Anna Oxa magistralmente eseguita, per poi concludere il tris di successi festivalieri con Bambini, brano con cui quel Festival l’ha vinto nel 1989 nella sezione Giovani.

Con il sorriso sulla bocca ci fa l’ultima confessione, dove ci dice di sentirsi come una ragazzina di 12 anni per cui tutto è bellissimo, come se fosse sempre una prima volta, si sente stordita, ed è una sensazione che le piace, anche se non le fa ricordare le parole, com’era successo poco prima su Io sono e Sai che è un attimo (meno male che c’erano i fedelissimi a ricordarle gli attacchi).

Siamo giunti alla fine di questo primo appuntamento (o almeno così sembra) e ringraziando i suoi compagni di viaggio Giovanni Pallotti al basso, Fabrizio Fratepietro alla batteria, Roberto Procaccini alle tastiere e Fernando Pantini alle chitarre elettriche, ci saluta con un inchino finale insieme ai suoi ragazzi.

Ma la gente in sala non ci sta, non vuole credere che sia finita, che l’incantesimo si sia spezzato, quindi all’unisono si alza in piedi e accorre sotto il palco, quasi come se tutte quelle persone fossero una cosa sola, con un unico desiderio: che questa serata non finisca mai.

Il sentimento è reciproco, per cui eccola di nuovo sotto i riflettori, a darci la buonanotte con le intense e delicate Attraversami il cuore e Ti amerò lo stesso, quest’ultima cantata senza musica, insieme al suo pubblico, che comunque vada, la amerà lo stesso.

E così, senza accorgercene, sono sfrecciati grovigli di ricordi, tra successi vecchi e nuovi racchiusi in 30 anni di carriera che non basterebbe una giornata intera per suonarli tutti.

Il prossimo appuntamento è martedì 9 maggio nella sua Roma, all’Auditorium Parco della Musica.

di Camilla Sabatini | foto di Giusy Chiumenti

Questa la scaletta della data umbra:

  • La prima volta la mondo
  • La vita che ho deciso
  • Combinazioni
  • Volo così
  • Sublime
  • Tenerti la mano è la mia rivoluzione
  • Stato di calma apparente
  • Ma dimme te
  • Ringrazio Dio
  • Dio come ti amo
  • Saluto l’inverno
  • Questione di sguardi
  • Piccola canzone d’amore
  • Ci siamo fatti tanti sogni
  • Missing you/Mi manchi tu
  • Mani giunte
  • Io sono
  • Sai che è un attimo

Bis:

  • Fatti bella per te
  • Un’emozione da poco
  • Bambini

Encore:

  • Attraversami il cuore
  • Ti amerò lo stesso