Il Rolls Royce Tour ha fatto tappa ieri sera, venerdì 28 giugno, a Francavilla al Mare dove Achille Lauro e Boss Doms hanno portato non un concerto, ma un vero show fatto di musica e luci

Se qualcuno solo un anno fa mi avesse detto che avrei partecipato ad un concerto di Achille Lauro e chi mi sarebbe perfino piaciuto, molto probabilmente mi sarei fatta una risata e gli avrei consigliato un Tso urgente: “io da Achille Lauro, impossibile!”. Eppure è successo. Premesso che presumibilmente per motivi anagrafici – se avessi avuto una decina di anni in meno credo che le cose sarebbero andate diversamente – non riesco ad essere un’amante della trap e quindi dei suoi “vecchi” lavori, tranne Thoiry che la trovo veramente fenomenale soprattutto live, ma il suo nuovo album 1969 lo trovo rivoluzionario e musicalmente interessante, come non ne sentivo da diverso tempo.

Per quelli che si scandalizzano perché le sue canzoni sono intrise di riferimenti alle droghe mi auguro non ascoltino i vari Vasco Rossi, De André, Finardi senza pensare a Eric Clapton, ai Beatles, ai Rolling Stons e circa l’80 per cento del panorama discografico internazionale. Dai su da bravi, cerchiamo di vedere oltre il tatuaggio sul viso e non rovinare quello che di bello Achille Lauro può dare alla musica, poi come in ogni cosa de gustibus non disputandum est.

Ma adesso veniamo a noi e al mio primo – ma non sarà di certo l’ultimo – concerto di Achille Lauro. Sono circa le 22.30 quando Achille Lauro e Boss Doms, dopo un dj set che ha riscaldato musicalmente una piazza Sirena gremita di persone di tutte le età: dal ragazzino con gli amici di 14/15 anni alle famiglie intere, fanno il loro ingresso e prendono possesso della scena per dare il via a quello che è uno show vero e proprio. Si parte immediatamente con Thoiry, seguita dal nuovo singolo 1969 e da Zucchero.

Ma Achille, subito dopo le prime tre canzoni ha subito qualcosa da dire e da mettere in chiaro al suo pubblico: “sono onorato di essere qui. Questa di stasera è innanzitutto una festa e per stare ad una festa ci sono delle regole: la prima è che i telefonini devono stare in tasca, la seconda è che i vestiti sono superflui”. E festa sia! Alle prime note di Ulalala il pubblico delle prime file obbedisce e dà il via ad uno striptease generale, qualcuno lancia perfino magliette. Il concerto prosegue tra vecchi lavori trap e nuove canzoni, da Bvlgari a Delinquente, passando per Mamacita.

Prima di scendere dal palco e ritornare per il bis, Achille Lauro ha accennato un piccolo omaggio a Lucio Battisti con Il tempo di morire. A chiudere la setlist sono Rolls Royce, Je t’aime e C’est la vie, quest’ultima arrivata dopo un piccolo “fuori programma, visto che ce ne stiamo andando allunghiamo un po’ il brodo” in cui ha riaccennato Thoiry. Il successo di Sanremo, Rolls Royce l’ha fatta una seconda volta, ma questa volta cantata in piedi tra il pubblico per regalare un finale che porti definitivamente la sua firma.

Dunque, non posso definire il Rolls Royce Tour un concerto, perché non lo è. Perché è uno spettacolo a 360 gradi, preparato fino al minimo dettaglio: dalla scenografia ai costumi, dove la dimensione di un semplice live prende la forma di una rappresentazione scenica tra musica, luci, colori e immagini, in cui Achille Lauro e Boss Doms sono autentici padroni del palco, capaci di calarsi nella parte e dare vita a quello che qualsiasi altro artista non può dare.

Diceva Albert Einstein: “piccolo è il numero di persone che vedono con i loro occhi e pensano con le loro menti”. E voi siate quel “piccolo numero”, mettete da parte ogni pregiudizio, spogliatevi di qualsiasi preconcetto errato e andate al concerto di Achille Lauro, ne vale davvero la pena!

Achille Lauro, scaletta:

  • Thoiry
  • 1969
  • Zucchero
  • Ulalala
  • Mamacita
  • Delinquente
  • Bvlgari
  • Maharaja
  • Teatro & Cinema
  • Il tempo di morire (accenno)
  • Rolls Royce
  • Je t’aime
  • C’est la vie
  • Rolls Royce