Selena Gomez: la recensione del nuovo album RARE

di Alessia Bisini

Selena Gomez ne ha fatta di strada dall’uscita del suo primo album, “Kiss & Tell“, nel lontano 2009. Nell’arco di 11 anni infatti, la cantante ed attrice statunitense ha completato un’evoluzione artistica di tutto rispetto.

Sono lontani i tempi del teen/bubblegum pop che Selena era solita proporci. A soli 27 anni, compiuti lo scorso luglio, e con una maturità personale ed artistica che traspare pienamente nel suo sesto album in studio “RARE” (Interscope Records / Universal Music), la Gomez ha finalmente voce in capitolo e un totale controllo sulla sua produzione musicale.

Il disco riflette la sua rinascita dopo sei anni estremamente difficili, a causa di una serie di problemi personali tra i quali: la comparsa del lupus, una rara malattia autoimmune da cui è affetta, un trapianto di rene dovuto a complicazioni legate alla malattia in questione e ad alcune storie d’amore finite male. “Onestamente, RARE è stato un po’ un incubo da affrontare, ma penso di averlo fatto nel migliore dei modi“.

L’album si compone di 13 tracce ed è il frutto di una lunga collaborazione con alcuni dei migliori autori e produttori in circolazione: Alex Hope, Kygo, The Monsters & The Strangerz, Rami Yacoub, Jasmine Thompson, Chloe Angelidis, MNEK e il dynamic duo Justin Tranter e Julia Michaels, storici collaboratori di Selena fin dai tempi del suo precedente disco: “Revival” (2015).

Spiccano in primis i singoli “Lose You To Love Me“, una ballad per pianoforte in cui tutta la dimensione emotiva della cantante e il taglio netto della sua voce emerge nettamente; e “Look At Her Now“, un pezzo che parla di una nuova sicurezza acquisita e di una maggiore consapevolezza di sé come donna e come musicista. Selena Gomez sa perfettamente di non essere una cantante dalla grande estensione vocale, ma la sua voce delicata, avvolgente e sottile è perfetta per approcciarsi a questo tipo di traccia. Il terzo singolo estratto, “RARE“, di cui uscirà a breve il video ufficiale, è un inno all’esaltazione dell’autenticità di una persona con tutte le sue imperfezioni. Non è un caso che sia anche il titolo stesso del disco, come a voler confermare ancora una volta la volontà di Selena nel condividere un pezzo di sé con l’ascoltatore. Nel progetto sono contenuti anche due duetti molto interessanti con i rapper 6LACK (“Crowded Room“) e Kid Cudi (“A Sweeter Place“).

I due veri pezzi di punta del disco, a nostro avviso, sono “Dance Again” e “Vulnerable“. Il primo è per l’appunto un pezzo electro-pop estremamente ballabile, spensierato, nel quale Selena canta di non voler aspettare la felicità e di sentirsi finalmente libera dopo aver sofferto tanto. Al contrario in “Vulnerable“, la cantante affronta una sua paura concreta: esporsi troppo una o più persone e temere conseguentemente di essere essere usata. In questo disco troviamo pertanto una Selena Gomez più umana, più autentica, veramente “rara” e preziosa. Come non l’avevamo mai vista prima di oggi.

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