Sauro Martinelli : bisogna soffiare via la polvere per rinnovarsi

di InsideMusic

Classe 1975, l’uomo Sauro Martinelli ha stabilito un patto con se stesso, decidendo di dare libero sfogo al Sauro Martinelli artista, e lo ha fatto senza badare alla “regola” del calendario, o alla carta di identità.

Non è mai troppo tardi per capire chi sei e quale sia il tuo destino. 

I percorsi della vita spesso ti allontanano dal sentiero principale a cui ti riconduce l’istinto.

Se gli impegni, il senso del dovere, ti portano lontano, la bussola istintuale prima o poi ti ricondurrà verso la strada maestra.

Essa si risveglia in momenti diversi per ognuno di noi. Per Sauro Martinelli quel momento è oggi. 

Abbiamo intervistato Sauro Martinelli per capire meglio il suo nuovo singolo “Come Polvere” e sapere qualcosa in più su di lui.

Ciao Sauro , benvenuto su Insidemusic. Che messaggio vuoi lanciare con il tuo nuovo singolo “Come polvere”?

Con “Come polvere” invito tutti a cercare sempre di vivere la vita ogni giorno come fosse l’ultimo, cercando di rinnovarsi e di non sedersi sulle abitudini, quei piccoli gesti che spesso si danno per scontato e che più passa il tempo e più sembrano perdere di valore.

Si lotta per quel che si vuole essere e non bisogna mai arrendersi davanti al passare del tempo lasciandosi stupire sempre da tutto ciò che facciamo.

Credo che il soffio sulla polvere sia un’ottima metafora perché è proprio cercando di rinnovarsi e di perseguire le proprie passioni, i propri sogni, che si può essere felici e andare lontano.  

C’è stato un momento preciso in cui hai capito di volerti dedicare più seriamente alla musica?

Ho sempre avuto l’intenzione di cimentarmi a livello professionale nella musica ma credo che non abbia avuto fortuna negli incontri che ho avuto quando parliamo di “addetti al lavoro”. Poi, come si dice, “chi cerca trova” e io ho incontrato il Maestro, produttore, grande chitarrista, Filadelfo Castro che mi ha dato tanti consigli e messo in condizioni di fare un percorso che mi permetta di esprimere al meglio il talento e questa grande voglia di comunicare che arde in me.   

È stato difficile riuscire a conciliare lavoro, famiglia e musica?

La musica non è un mondo facile, come tanti altri.

Il tempo dedicato dalla prima nota, parola alla finalizzazione di un master e la sua distribuzione è davvero qualcosa che non facilmente arriva a tutti.

Nel senso che per i “non addetti al lavoro” quei 3 minuti e mezzo di brano non hanno un valore in termini di lavoro ma molto più in termini emozionali.

Questo è un tema molto importante considerando che su questa base è molto difficile quantificare il valore della musica in termini monetari.

C’è tanto lavoro di precisione e sacrifici dietro ad ogni canzone.

Ho cercato sempre di essere presente focalizzandomi sul momento che si sta vivendo al 100% cercando di conciliare al massimo tutti gli impegni che tutt’oggi porto avanti.

Credo che questo lo possa permettere solo determinazione e forza di volontà.

Mi nonna diceva sempre “if you want…you can”. Così ho sempre portato avanti tutti gli impegni e i piaceri della vita.  

È molto bello sentire che non è mai troppo tardi per mettersi in gioco. Che sogni vorresti che si realizzassero?

Con la musica, sogno ad occhi aperti. Le persone care vicine a me ogni tanto credo mi diano un po’ del “pazzo”.

Mentre canto e suono, in cucina, in studio, sono in grado di descrivere il momento che sto vivendo come se fossi a San Siro, in un teatro o in una piazza.

Sento la gente cantare, le luci sul palco, il calore e la voglia di condividere un’emozione… come se la cucina, lo studio prendessero il volo e diventassero uno stadio, un teatro, una piazza. Il sogno più grande è quello di crescere ulteriormente nel mondo della musica e poter trasmettere l’energia e la voglia di vivere attraverso la musica in giro per l’Italia e perché no… anche in Europa.

Un altro piccolo sogno nel cassetto sarebbe di poter scrivere brani anche altri artisti. Qualcosa che sto esplorando già da tempo e magari trovare delle collaborazioni fattive per scrivere e unire energia e poi spararla al cielo…

Quali sono i tuoi cantanti di riferimento?

Sono cresciuto a “pane e musica italiana”. Direi che il pop/rock è sicuramente il mio genere, ho avuto la fortuna di poter ascoltare molta musica partendo dai pilastri del cantautorato italiano come Mogol/Battisti, De André, Dalla, Battiato, De Gregori, Venditti, all’immenso Vasco Rossi o a Luciano Ligabue. Apprezzo molto anche Fabi, Gazzè, Silvestri, Brunori sas, Elisa, Ultimo.

I social network svolgono un ruolo sempre più importante nella vita di un artista. Tu che rapporto hai con il mondo digitale e con il tuo pubblico?

È una sensazione contrastante quello che ho verso i social.

Comprendo a pieno l’importanza e l’opportunità che questi canali possono creare per un artista e li valuto sempre per quello che sono. Uno strumento digitale per arrivare al pubblico e cerco sempre di andare un po’ oltre a questa visione e trasmettere più trasparenza possibile.

Chi segue i miei canali social mi trova per quel che sono e quanto tengo a trasmettere. Almeno ci provo.

I social sono anche grandi canali di comunicazione per tenere vivi i rapporti a distanza e soprattutto in questo periodo ci hanno permesso di poter rimanere vicini pur dovendo stare lontani dai nostri cari.

Credo nell’utilità e resto sempre sorpreso da cosa si è in grado di generare attraverso i social e i canali digitali in generale, anche se questi generano in me anche tanta perplessità e preoccupazione, soprattutto vedendo i giovani.

Non stiamo esagerando nell’utilizzo improprio di questi strumenti? Possibile che tavolate di ragazzi in pizzeria non si parlino?

Siamo sicuri che questi strumenti ci avvicinino e che non ci allontanino di più? Soprattutto con le persone che sono più vicine a noi si tende nel dare per scontato che si è con una persona ma in realtà lo si è solo fisicamente.

È più facile dire le cose attraverso un messaggio o una fotografia e nascondersi dietro ad una maschera digitale, no? Mi sbaglio? In tale senso ho scritto in brano che è disponibile sulle mie pagine “LIKE YOU” che parla di questo argomento e cerca di portare alla luce la voglia di riscoprire una conquista, guardandosi negli occhi, toccando con mano la vita di un’altra persona sfiorandone le sfumature dal vero.        

Quali sono i tuoi prossimi progetti musicali?

Stiamo lavorando su un nuovo singolo e suo videoclip che presenteremo all’inizio del 2021. Successivamente ci saranno altri singoli in arrivo. In questi giorni stiamo lavorando sugli arrangiamenti. Per quanto riguarda i live, spero di farne il prima possibile.  

A cura di Giulia Marcuzzi

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