Sanremo 2019, finalmente un Festival eterogeneo e al passo coi tempi

Ci vuole molto coraggio a guardare Sanremo fino in fondo”, cantava una band genovese che a febbraio calcherà per la prima volta il palcoscenico del Teatro Ariston. Molto coraggiosa si è rivelata, in realtà, la scelta del direttore artistico Claudio Baglioni di svecchiare la kermesse, aprendo le porte del Festival a tutti i generi e accontentando tutte le fasce d’età: del resto se pretendi di avere un forte seguito sei costretto a stare al passo coi tempi e introdurre novità che propongano una sorta di ricambio generazionale.

Anche se la quota rap non fu proprio rappresentata, un primo accenno di rivoluzione musicale lo si intravide già nella scorsa edizione con la partecipazione del collettivo bolognese Lo Stato Sociale, un esperimento più che riuscito, “Una vita in vacanza” sfiorò la vittoria finale, ma divenne un vero e proprio tormentone ed i cinque regaz risultarono i vincitori morali: la scena indie (o se preferite itpop) ed il mondo sanremese, dunque, possono coesistere.

Rispetto a dodici mesi fa, la formula del Festival allarga il numero di partecipanti in gara (da venti si sale a ventiquattro), ventidue big più i due vincitori della categoria Giovani (Einar e Mahmood), ma soprattutto amplia i suoi orizzonti, abbattendo qualsiasi tipo di barriera: sul palco dell’Ariston verranno rappresentate più o meno tutte le quote artistiche, da quelle più classiche e popolari fino al nuovo pop/rock indipendente, passando anche per il rap e la trap (che piaccia o meno, i due generi più di tendenza nel nostro paese).

Largo, dunque, alle nuove leve, quelle che si sono guadagnate e meritate la fama a suon di sold out nei più importanti club di tutta la penisola: ecco il cantautore Francesco Motta, il soul-pop di Ghemon, la rock-band The Zen Circus, il nuovo pop targato Ex-Otago ed il trapper Achille Lauro, senza dimenticare il rapper Livio Cori (in coppia con Nino D’Angelo), dietro il quale potrebbe celarsi la misteriosa figura di Liberato. Finalmente un Sanremo eterogeneo.

Lorenzo Scuotto

Partenopeo DOC classe 1995 con una spiccata passione per lo sport e per la musica. Assiduo frequentatore di concerti, live reporter a tutto tondo, si occupa anche di recensioni ed interviste. Nel tempo libero si diletta a suonare la tastiera da autodidatta.

2018-12-23T16:50:17+00:00 23 Dicembre 2018|News|0 Commenti