Samuel: ecco il racconto del concerto al Quirinetta di Roma

È un orario insolito quello in cui comincia il concerto di Samuel al Quirinetta, dove nel frattempo la gente inganna l’attesa andando e venendo dal bancone del bar. Fino a quando, pochi minuti prima delle 23:00, l’artista torinese sale sul palco e comincia subito con Rabbia, che viene eseguita da lui anche al piano sullo sfondo di visual psichedelici che lo accompagnano per tutta la serata.

L’atmosfera si surriscalda subito e, non appena partono le prime note de Il treno, il pubblico canta insieme al frontman dei Subsonica dalla prima all’ultima parola.

Ma ecco che proprio lui in persona ci svela l’arcano dell’ora così tarda: giura che non è colpa loro, che non stavano vedendo la partita, ma hanno dovuto aspettare che al confinante Teatro Quirino finisse lo spettacolo affinché lui potesse iniziare il suo, che prosegue con Più di tutto.

Afferma di essere felice di partecipare ad una delle sue ultime feste in questo viaggio da solista che non è stato facile ma che comunque gli è servito per crescere tantissimo e ci giura che, se ci piacciono i Subsonica, si sdebiterà nel corso della serata.

Mano a mano che va avanti ci presenta le varie canzoni del suo ultimo album, da quella dedicata a chi è stato mollato, a quella a cui è più affezionato di tutte; ma si sa, con dodici tracce non si può fare un concerto, quindi è stato costretto ad attingere ad altre canzoni tra cui, ovviamente, quelle della sua adorata band ed anche alle cover come Ho difeso il mio amore dei Nomadi, recentemente presentata allo scorso Festival di Sanremo nella serata cover, appunto.

Presentandoci La luna piena ci dice che l’ha scritta insieme a Jovanotti in un vagone della metro di New York mentre andavano su e giù per Manhattan (a me non ha fatto lo stesso effetto, forse è da questo che si riconoscono gli artisti?).

Ma ecco che finalmente è arrivato il momento che probabilmente tutto il pubblico stava aspettando: quello dell’omaggio ai Subsonica.

Samuel resta da solo sul palco e si abbandona in una sorta di soliloquio rassicurando tutti che si è solo voluto prendere un anno di vacanza e che tornerà molto presto tra le fila della band torinese. Per questo live non ha scelto i brani più significativi perché gli sembrava volgare suonarli senza di loro; ha semplicemente preso quelle che sono un po’ più farina del suo sacco ed a cui è un po’ più legato.

Dopo un intenso momento in solitario, dove gli è scesa anche qualche lacrima, rientrano Tozzo, il batterista dei Linea 77, ed Ale Bavo, tastierista degli LnRipley, che lo accompagnano in quest’avventura per suonare insieme l’ultima canzone dei Subsonica in scaletta, per poi chiudere il cerchio con il brano che dà il nome al suo album solista, Il codice della bellezza.

L’avevamo lasciato quest’estate su un palco gigante e con una camicia hawaiana svolazzante. L’abbiamo ritrovato su un palco piccolo, vestito di nero. E ci è piaciuto nettamente di più. Ora non ci resta che aspettare i Subsonica.

Di seguito la scaletta:

  • Rabbia

  • Il treno

  • Più di tutto

  • Niente di particolare

  • Qualcosa

  • La risposta

  • Costa poco

  • Ho difeso il mio amore

  • La luna piena

  • Vedrai

  • Dea

  • Come una Cenerentola

  • La statua della mia libertà

  • Un grande sole

  • Il rischio

  • Passaggio a un’amica

  • Dentro i miei vuoti

  • Lasciati

  • Dormi

  • Momenti di noia

  • Voleva un’anima

  • Il codice della bellezza

Report a cura di Camilla Sabatini

Gallery a cura di Giusy Chiumenti

2017-12-02T16:32:36+00:00 2 dicembre 2017|Live Report|0 Commenti