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Rosita Brucoli: sogni elettronici e scelte consapevoli

by Paola Pagni
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Con un titolo che sembra una poesia urbana – “Non vuoi più drogarti alle feste” – Rosita Brucoli torna a sorprenderci. Dopo un 2024 carico di riconoscimenti e concerti prestigiosi (Negramaro a San Siro, mica pizza e fichi), la cantautrice pugliese classe ’99 fa un passo deciso nel futuro: sound elettronico, scrittura diretta e un nuovo album all’orizzonte. Il suo ingresso nel roster di Sound To Be segna un punto di svolta in una carriera costruita con la pazienza di chi conosce il peso di ogni parola e la potenza di ogni suono.

In questa intervista per Inside Music, Rosita si racconta senza filtri, tra il bisogno di essere sé stessa e il desiderio di costruire connessioni profonde attraverso la musica.


🎙️ L’intervista a Rosita Brucoli

«Non potevo ignorare quell’energia»

1. “Non vuoi più drogarti alle feste” è un titolo che cattura subito. Ci racconti il momento preciso in cui questa frase ha preso vita e ha deciso di diventare il cuore del brano?

  • Avete fatto centro! Ho scritto questo brano partendo dal titolo e dal concetto, volevo per forza dire questa frase in questa modalità nella canzone. Ha preso vita in seguito ad una conversazione molto evocativa in cui una persona a me vicina mi ha aperto al suo mondo interiore come mai prima d’ora, non sono stata in grado di ignorare tutto quello che mi è arrivato a livello di scambi di energie.

Ritratto di una coppia moderna

2. Il singolo vibra tra atmosfere oniriche e tensioni relazionali. Quanto c’è di autobiografico e quanto è invece un ritratto generazionale della coppia oggi?

  • è autobiografico ma siamo anche una coppia moderna, quindi ci sono delle dinamiche che sicuramente appartengono alla nostra generazione, più che tensioni le definirei differenze attraverso cui si decide di convivere o anche no, io ho deciso di si e imparo sempre molte cose.

Essere (tanti) se stessi

3. Il pezzo parla anche di identità, modelli da seguire e bisogno di appartenenza. Come ti rapporti tu, da artista e da persona, a questa costante pressione sociale di “essere qualcuno”?

  • è difficile perché a volte il mio lavoro mi chiede il contrario, di definirmi, di essere riconoscibile e quindi a volte anche una cosa sola, ma cerco di esistere e vivermi in tutti i modi possibili, come musicista, donna, amica, persona con altre passioni oltre la musica.

Dalla solitudine alla forza del gruppo

4. Hai lavorato con Alessandro Di Sciullo e Ramiro Levy per la produzione. Cosa hanno portato di nuovo e inaspettato nel tuo modo di scrivere o cantare?

  • a me piace tantissimo contaminarmi, ogni musicista si porta dietro un background musicale proprio, con Ramiro e Alessandro ho sperimentato per la prima volta la dimensione gruppo, questo mi ha aiutata anche nella vita, è stato emozionante, difficile perché sono una persona a volte molto solitaria, devo dire che è vincente ma credo sia raro perché non è facile gestire gli equilibri e le emotività e caratteri diversi.

Un team che sa ascoltare

5. Entrare nel roster di Sound To Be è una tappa importante. Cosa ti ha attratto di questa squadra e cosa speri che rappresenti per la tua prossima fase artistica?

  • avere un team che crede nel tuo progetto e che lavora attivamente affinché questo succeda credo sia una cosa a cui molti aspirano e sicuramente mi sento più capita e la cosa che mi emoziona e mi fa essere serena rispetto al mio lavoro è che non ci sono pressioni, ci sono delle ambizioni sicuramente, ma c’è una lungimiranza che per il tipo di progetto e per la persona che sono è fondamentale.

Dalla cameretta ai grandi palchi

6. Dal conservatorio alla scena indie, passando per aperture live prestigiose e premi: cosa direbbe la Rosita adolescente alla Rosita di oggi, dopo “Non vuoi più drogarti alle feste”?

  • Sicuramente le direbbe che ha fatto bene a rinchiudersi in casa per settimane per scrivere e suonare, le direi però anche che ha fatto bene a curarsi quando improvvisamente tutto è stato molto più difficile, oggi mi sento un’adulta consapevole di tante cose ed è anche grazie alla Rosita adolescente che nonostante fosse spaventata ha lavorato su di se su tutti i fronti, grazie a questo oggi, non è tutto risolto, forse non lo sarà mai, ma mi sento avanti su un po’ di cose.

Uno sguardo verso il futuro

7. Infine, spoiler time: puoi darci una parola chiave o un’immagine che anticipi l’universo sonoro del nuovo album in arrivo?

  • Avete spoilerato qualcosa voi in questa domanda, sicuramente sarà un lavoro che spazierà molto senza mai perdere però il filo, le storie che porto, il modo in cui lo dico che è il mio e la mia voce che spero possa accompagnare e crescere assieme alle persone che l’ascolteranno, questo è proprio il mio sogno.

✨ Perché Rosita Brucoli è la voce che stavamo aspettando

Con la sua autenticità disarmante e un sound che sa essere intimo e potente allo stesso tempo, Rosita Brucoli dimostra che la musica può ancora essere un viaggio emotivo e non solo un prodotto da playlist.
“Non vuoi più drogarti alle feste” non è solo una canzone, è un manifesto personale e generazionale: scegliere chi essere, senza perdersi lungo la strada.

Aspettiamo il suo album con la certezza che sarà un altro passo deciso verso un futuro dove vulnerabilità e forza convivono in perfetta armonia.

Stay tuned: Rosita is rising. 🚀

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