Inizia questa sera per un mese il Roma Jazz Festival 2019. L’evento che vedrà 23 concerti, si terrà dal 1° novembre al 1°dicembre all’Auditorium Parco della Musica (via Pietro de Coubertin, 30), al Monk Club (via Giuseppe Mirri, 35), alla Casa del Jazz (viale di Porta Ardeatina, 55) e all’Alcazar (via Cardinale Merry del Val, 14b).

Protagonisti della 43° edizione del Roma Jazz Festival, realizzato con il contributo del MIBAC – Ministero per i Beni e le Attività Culturali e prodotto da IMF Foundation in co-realizzazione con Fondazione Musica per Roma, sono icone della storia del jazz come Archie Shepp, Abdullah Ibrahim, Dave Holland, Ralph Towner, Gary Bartz e Dayramir Gonzalez ma anche i più interessanti esponenti della nuova scena come Kokoroko, Moonlight Benjamin, Donny McCaslin, Maisha e Cory Wong, in grado di far scoprire il jazz alle generazioni più giovani. Tra le protagoniste femminili ci saranno Dianne Reeves e Carmen Souza al fianco dei talenti più recenti come Linda May Han Oh, Elina Duni e Federica Michisanti.

No borders. Migration and integration

No borders. Migration and integration è l’attualissimo titolo di questa edizione. Un programma pensato per indagare come oggi la musica jazz, nelle sue ampie articolazioni geografiche e stilistiche, rifletta una irresistibile spinta a combattere vecchie e nuove forme di esclusione.  Nato come risultato/reazione/sintesi di fenomeni drammatici, come la tratta degli schiavi africani nelle Americhe e le conseguenti discriminazioni razziali, il jazz è un linguaggio universale, uno straordinario serbatoio di risposte creative alle domande e alle tensioni continuamente suscitate da tematiche come confini, migrazioni e integrazione, la cui  sempre crescente presenza nel dibattito pubblico ci obbliga a riflettere e a prendere posizione. Fra l’affermazione di una nuova generazione di musiciste che rompono le discriminazioni di genere, le sperimentazioni di inedite ibridazioni dei linguaggi e la riflessione sul dramma delle nuove migrazioni, il messaggio del Roma Jazz Festival 2019 è che possiamo comprendere il concetto di confine solo se accettiamo anche la necessità del suo att raversamento.