Martedì 27 agosto, protagonista sul palco del Bum Bum Festival è stato un vero artista della parola: Rancore. Un virtuoso del mondo hip-hop che ha fatto della commistione di tecnica e complessità una parte della sua cifra stilistica

Photogallery a cura di Simona Luchini

Il suo disco più recente, intitolato “Musica per Bambini”, nella settimana di uscita, è entrato direttamente al 6° posto nella classifica dei dischi più venduti in Italia secondo FIMI/Gfk, permanendo in classifica per ben 8 settimane. Il disco, inoltre, ha superato i 20 milioni di streaming complessivi.

Rancore è da anni considerato uno degli artisti più interessanti del panorama del rap italiano, capace di trovare la giusta alchimia tra rime, tecnica, fantasia e significati. In questo tour, il suo rap ermetico è alla base di un album di inediti dove il rapper sembra accusare la sua fantasia di averlo portato troppo lontano in un viaggio interiore fatto di sofferenza, labirinti mentali, sogni e avventure. Una catarsi che porta l’artista a spogliarsi da alcuni sentimenti. Tra questi non manca il rancore.

In “Musica per bambini” si raccontano e si analizzano i molteplici aspetti della non comunicazione e del disagio, condizione che nasce dall’estraniarsi dalla realtà nel momento in cui non solo non si è compresi, ma non si comprendono più gli altri. Il filo rosso di questo album, inoltre, è il tema della crescita. ‘’Musica per bambini’’ come ogni disco di Rancore è il viaggio di una vita, analizzata ed interpretata in più brani e da più punti di vista. Religioni e pseudo-scienze si ripercuotono come sempre nell’“Hermetic Hip Hop”, nome che Rancore ha attribuito al suo modo di fare il rap. Ogni tema è affrontato in più sfaccettature.

Nel disco sonorità cinematografiche e parole che sembrano schiaffi si alternano a brani più ‘’delicati’’ dove Rancore raggiunge probabilmente i suoi livelli di scrittura più elevati. Ogni parola incisa nel disco ed ogni scelta musicale è firmata Rancore. Compaiono nomi nuovi tra i produttori (Jano e Meiden) oltre che produttori e musicisti con cui Rancore ha collaborato in passato (Dj Aladyn, Giancane e Fisa del Muro Del Canto, 3D e Skioffi, Marco Zangirolami).

Ogni barra viaggia sul filo del rasoio, sembra fatta apposta per essere ascoltata non solo una volta, ma infinite volte. Rancore non ha paura e come sempre i suoi dischi aprono il campo a molte domande.

Ad aprire la serata Margherita Zanin. Un altro lato del mood urban. Una cantautrice con un percorso fatto di sonorità che spaziano dal rock al blues, dal jazz al soul ma che, nell’ultimo anno, si è avvicinata al mondo elettronico, alla sperimentazione. Una cantautrice trip-hop che ha sorpreso anche il pubblico del Concertone del Primo Maggio di Roma.