Più de la Vita è un titolo di per sé piuttosto emblematico che pone alcune domande nello spettatore: il film di Raffaella Rivi affronta infatti la vita di Michele Sambin, pioniere della videoarte, e proprio fin dal titolo si presenta come una pellicola con l’ambizione di volersi spingere oltre, con la missione di non raccontare solo “una vita”, ma di mostrare ciò che va oltre quella vita stessa. Nel caso di Michele Sambin l’unica risposta possibile a questa domanda e’ l’arte, elemento che non solo ha permeato la sua vita, ma che ha finito per mescolarsi indissolubilmente con la sua esperienza, rendendo impossibile, nei fatti, scindere la persona dall’artista e viceversa.

Ma chi è Michele Sambin? Visionario e precursore, ha passato gli ultimi decenni nella costante esplorazione delle nuove frontiere artistiche offerte all’evoluzione tecnologia, continuando nella sua attività ancora oggi. E Più de la Vita rappresenta non una forma di consacrazione, quanto una nuova e differente espressione dei paradigmi espressi dalla sua arte.

più de la vita

Il film non è infatti semplicemente su Michele Sambin, ma è con Michele Sambin: un elemento che ha offerto a Raffaella Rivi delle possibilità davvero estese, trasformando Michele in un novello Dante. Troviamo così Sambin nel ruolo di interprete di se stesso, pronto a raccontarsi, ad osservarsi, con uno sguardo che fugge e viaggia dall’interno all’esterno e ritorno, costruendo dei veri e propri cerchi narrativi. L’arte che racconta l’arte, un modo di raccontare Sambin, quello scelto dalla regista, a dir poco perfetto.

Il richiamo all’esperienza culturale della Divina Commedia non è solo nel duplice ruolo del protagonista, ma anche di ciò che viene portato sul grande schermo: quello di Più de la Vita è un viaggio tra passato e presente, in cui la pellicola finisce per rispecchiarsi su se stessa, giocando con lo spazio e il tempo, tra i luoghi e i momenti della vita di Sambin, in un turbinio di emozioni, lasciando lo spettatore libero di volare e di osservare a 360° il mondo dell’artista, quel mondo di cui non può non fare intrinsecamente parte.

Guardando fino alla fine un po’ più in là, più dei limiti, Più de la Vita.

Più de la Vita sala in sala in tour. Per info http://piudelavitafilm.it/