Il neo 80enne Pino Mauro è stato e continua ad essere, al pari del più celebre e compianto Mario Merola, una delle voci più rappresentative della canzone napoletana del ‘900. Alla stregua del defunto collega, si è dedicato all’interpretazione dei classici napoletani e della famosa sceneggiata, un tempo tanto amata dai partenopei.

Pino Mauro, al secolo Giuseppe Mauriello, cantate ed attore napoletano, inizia la sua carriera molto presto e negli anni ‘50, grazie alla partecipazione a numerosi festival canori della canzone napoletana inizia a muovere i primi passi. Sarà negli anni ‘70 che il cantante, cimentandosi anche nell’arte della recitazione e alla sceneggiata napoletana, ne porta addirittura una in Rai con Ammore e Gelusia, regia di Velia Magno. Pino Mauro si è anche dedicato ad un tour internazionale negli anni ‘90. L’artista non si è mai realmente fermato in quanto anche durante i primi anni del nuovo millennio è stato presente sulle scene: nel 2004 si è esibito a Teatro Trianon con la sceneggiata ‘O Schiaffo, nel 2007 ha partecipato al video dei Co’Sang intitolato “Fin Quanno Vai ‘Ncielo” e nel luglio 2015 è stato ospite del programma Stracult dove è stato intervistato da Marco Giusti.
Pino Mauro è diventato un mito tale da guadagnarsi un posto d’onore tra i protagonisti dei più noti modi di dire napoletani.
Ma perchè?
La leggenda narra che, proprio ad un suo concerto, nacque la bizzarra storia che poi è entrata di diritto tra i modi di dire napoletani più famosi di sempre.
L’ormai sdoganato “Stamm’ sul’ Je e Pino Mauro”, utilizzato per indicare scarsa presenza di pubblico o partecipanti ad una determinata situazione o occasione, pare sia nato in occasione di un suo concerto al quale, una volta, si presentò un unico spettatore.
Autoironia, o meno, pare che il cantante, annullando il concerto, propose allo stoico fan di andare a mangiare una pizza.

Verità? Leggenda? Invenzione?
Pino Mauro, io, nel dubbio, ti vo’ bene!