Pietro Pelù, in arte Piero Pelù, cofondatore e frontman dei Litfiba, probabilmente la rock band più longeva e significativa della scena italiana. Rock, esattamente questa parola, è da sempre croce e delizia di Piero Pelù, rarissimo esemplare di animale da palco paragonabile solo all’extraterrestre Iggy Pop (sarebbe meraviglioso vederli sul palco insieme), che dai primissimi anni 80 sino ad oggi, continua a far parlare di se a 360 gradi in positivo e in negativo per qualsiasi cosa dica o faccia.

Piero Pelù è quella tipologia di artista che in Italia non abbiamo mai avuto e che anche oggi, possiamo dirlo chiaramente, facciamo fatica a trovare, basta riflettere su chi viene considerato rock o cosa viene fatto passare per rock dalle major;

Piero Pelù è il più rock di tutti in Italia perchè il rock è sudore, sfrontatezza, protesta, voglia di incazzarsi, voglia di ribellarsi, voglia di difendere le proprie idee con le unghie e con i denti sempre e comunque, voglia di non abbassare mai la testa e lui tutte queste caratteristiche le ha sempre incarnate e anche oggi, alla soglia del 2020 continua ad incarnarle senza se e senza ma, e soprattutto continua a farlo fottendosene beatamente di essere considerato estemporaneo, fuori moda, inopportuno, immaturo e chi più ne ha più ne metta, spesso e volentieri da qualcuno che probabilmente avrebbe fatto carte false proprio per essere Piero Pelù.

Un muro di suono creato da batteria, basso e chitarra: che altro serve per urlare la propria ribellione?”

Piero Pelù è unico nel suo genere, un turbine di energie positive che spesso è sfociato in attacchi al sistema dei potenti della terra e alle losche organizzazioni mafiose che gli sono costate molto caro: minacce di morte, il divieto di esibirsi in Sicilia e la censura della sua musica nelle radio.

Pochi giorni fa si è concluso il suo tour nei club, e come ogni “maledettissima” volta, che Piero Pelù fa qualcosa senza il socio di sempre Ghigo Renzulli, sui social si scatena un tam tam mediatico che grida al nuovo scioglimento del duo, si scatenano le opinioni più disparate, ognuno che scrive la sua verità, ognuno che prevede già il flop di affluenza nei concerti e il flop annunciato del nuovo singolo, perchè la Trilogia del potere, perchè Terremoto e bla bla bla;

Succede poi però che i Litfiba non si sciolgono, anzi si riuniscono addirittura in formazione originale durante uno dei concerti di Piero, succede che i club sono tutti stracolmi di gente (chi dice il contrario mente sapendo di mentire, i fatti parlano chiaro), e sistematicamente succede poi che il nuovo singolo, che piaccia o no, diventa uno dei singoli più ascoltati delle sue produzioni e in fin dei conti lui ha avuto ancora una volta ragione.

Piero Pelù alla soglia dei 40 anni di carriera, resta non solo l’artista più rock che l’Italia abbia mai avuto, ma anche colui che il rock italiano lo ha portato ai vertici delle classifiche e in giro per il mondo, diventando non solo un punto di riferimento di almeno tre generazioni ma anche fonte d’ispirazione per i tanti che amano e che vogliono fare rock in Italia.

Per Piero, si prospetta un 2020 intenso ed emozionante, perchè sarà pregno di tutta la sua musica dal 1980 ad oggi e ad accompagnarlo ci saranno i bandidos ma anche e specialmente i Litfiba, perchè i Litfiba, che vi piaccia o no, sono e saranno sempre la sua grande famiglia.

Foto di Massimo Tuzio e Giusy Chiumenti