Phonix, al secolo Enzo Foniciello, non è solo autore ma anche produttore – ha fondato a Napoli lo Snap Music Studio, dove negli anni ha prodotto gli artisti più significativi della new wave napoletana – come Joe Barbieri, Tommaso Primo e Simone Spirito, ha all’attivo anche importanti collaborazioni con Giovanni Block, Foja, Giglio. In occasione dell’uscita del suo secondo singolo abbiamo approfittato per fargli qualche domanda sul suo progetto solista

Da dove nasce Phonix e come è maturata l’idea di intraprendere questo viaggio?

Il progetto Phonix nasce molto tempo fa, si è incessantemente trasformato in corso d’opera perché mi piace molto sperimentare e spaziare tra i vari generi musicali, dal soul al rock al pop. Ogni brano ha una storia a sé, sia per il contenuto testuale che musicale. Ormai avevo bisogno di spazio sull’hard disk e per liberarlo dovevo fare uscire qualcosa. Queste mie prime canzoni sono semplicemente il risultato di quello che sento di esprimere in questo momento.

Tra i tuoi artisti di riferimento figurano nomi che hanno definito gli standard del rock’n’ roll e dell’r’n’b ma le tue produzioni sembrano estremamente moderne ed attuali, a parti i classici quali sono per te gli artisti che ti ispirano oggi?

Mi piace molto la musica di oggi. Se non ci si sofferma soltanto al mainstream esistono moltissime realtà interessanti. Mi sento quasi fortunato a non essere un nostalgico e a non sentire la mancanza della musica che ascoltavo in adolescenza. Quel periodo te lo porti dentro tutta vita e potrebbe sembrare difficile apprezzare altro senza sentire il magone o pensare “però ai miei tempi”… invece il mondo cambia e viaggia veloce. E la musica fa parte di questo cambiamento, o sei dentro e apri la mente o sei fuori. Ma entrambe le dimensioni hanno il loro divertimento secondo me.

Soon, il tuo secondo singolo ha una genesi molto personale o sbaglio?

Si. Dopo la nascita di Gaia, mia figlia, è arrivato Soon. Lei mi ha suggerito nota per nota.

Qual è il processo compositivo a cui ti affidi per i tuoi brani?

Non c’è una regola ben precisa. Spesso mi metto al piano con un microfono e registro lunghissime sessioni piano e voce ed ascolto cosa ho fatto. Se c’è qualcosa di buono parto da lì, altrimenti cestino tutto e capisco che non è giornata!

La tua vita da produttore ha segnato molti dei dischi più importanti della nuova scena napoletana. Hai qualche artista o disco a cui sei più legato di altri?

I brani che scrivo o produco sono come figli. Gli vuoi bene in egual misura. La preferenza, se proprio c’è, non puoi certo raccontarla in giro! Non sarei un buon padre.

Quali pensi che siano i punti deboli del movimento musicale nella nostra regione?

La nostra regione è piena di talenti. Ognuno ha qualcosa da raccontare a proprio modo. Credo nessuna regione italiana abbia un fermento artistico cosi vario e produttivo. Davvero non saprei quali sono i punti deboli, ammesso che ce ne siano.

Quando potremo ascoltare altro materiale di Phonix, magari un album?

Spero presto! Sto lavorando ad un altro brano che potrebbe uscire in estate. Incrociamo le dita!