Libellud, lo stesso studio che ha creato il celebre Dixit, ci stupisce ancora una volta con un gioco originale, fresco e veloce: One Key, sul mercato dal 16 maggio distribuito da Asmodee, divertente light game altamente rigiocabile, con partite dall’esito mai scontato

Ognuno di noi, almeno una volta nella vita, ha partecipato ad una battuta di gioco, che sia da tavolo, di società o di ruolo. Che festività natalizie sarebbero senza la tradizionale tombolata fra amici, o la briscola con i parenti? Per non parlare delle domeniche pomeriggio fra amici divise fra Lupus in Fabula e Risiko, mentre il ragazzo delle pizze ci consegna la cena, per proseguire in un Risiko e stabilire chi pagherà il conto. Insomma ad ogni età e in ogni occasione, il momento play ci accompagna da sempre. Ma quale origine ha questo rituale così aggregante e dal potenziale educativo che ha scomodato negli anni pedagogisti, psichiatri e pediatri per valutarne il suo effettivo imprinting nella vita delle persone? Il primo, rudimentale gioco da tavolo che conosciamo fa parte ancora oggi di numerosi set di gioco che tutti noi usiamo, sono i famigerati dadi. Una serie di quarantanove piccole pietre intagliate sono state trovate nel tumulo di Başur Höyük, nel sud-est della Turchia, e risalgono a ben 5000 anni fa! Dadi più simili a quelli odierni risalgono al periodo degli antichi romani e, in alcuni casi, presentavano anche sfaccettature molto simili a quelli che utilizziamo in D&D e nei giochi di ruolo moderni.

Il gioco da tavolo: le origini         

                               

Ma se tutti gli esempi fatti in apertura fanno parte della vita di ogni comune mortale (la cena fra amici, la briscola con i parenti..), l’origine delle partecipate nei giochi è aristocratica. Ne sono esempio eccelso i faraoni il cui gioco must to have era quello di “Senet”! Il gioco di “Senet” era influenzato da una forte componente aleatoria, ossia legata alla fortuna, questo, probabilmente, in quanto gli antichi egizi credevano fortemente nel concetto di “destino”. Se un giocatore era fortunato, infatti, si diceva che fosse sotto la protezione delle principali divinità egizie, quali Ra, Thoth e talvolta Osiride. Le tavole di “Senet” venivano spesso poste nella tomba insieme ad altri oggetti di vita quotidiana utili per il pericoloso viaggio nell’aldilà, tanto che il gioco è anche indicato nel capitolo XVII del Libro dei morti ed è stato trovato in svariate tombe predinastiche e della prima dinastia.
Ma oltre al valore pedagogico i giochi da tavolo hanno assunto anche veri e propri ruoli di promozione politica e militare. È il caso di due play famosissimi e molto in voga anche nei giorni nostri: gli Scacchi ed il Monopoly. Un gioco popolare nell’antica Roma era “Ludus latrunculorum”, gioco strategico a due giocatori ispirato dalla strategia militare. A causa delle limitate fonti, la ricostruzione delle regole del gioco è ad oggi molto difficile, ma è certo che si trattasse di un gioco di tattiche militari vagamente simile a quello degli scacchi.
Infine c’è il caso di Elizabeth “Lizzie” Magie, l’ideatrice di uno dei più famosi giochi da tavolo, fervente sostenitrice del single tax movement, una proposta di fine ‘800 che chiedeva l’abolizione di tutte le tasse a favore di una tassa unica legata alla proprietà. Per rendere questi principi il più convincenti possibili, Lizzie li trasformò in un gioco da tavolo: era il 1902. L’obiettivo di “The Landlord’s Game”, come era stato inizialmente chiamato, era quello di raccogliere il maggior numero possibile di terre. Quando le proprietà disponibili sul tabellone scarseggiavano, l’affitto aumentava, e mentre alcuni “proprietari terrieri” vedevano le loro fortune moltiplicarsi, altri giocatori andavano irrimediabilmente in bancarotta. Lizzie brevettò il suo gioco da tavolo nel 1904, e ben presto molte persone iniziarono a rivedere e a migliorare il gioco realizzando varie versioni fatte a mano. Una di queste, è proprio il Monopoly.

Gioco da tavolo vs Gioco di ruolo

Spesso le due categorie si confondono; il gioco da tavolo si chiama in questo modo per una motivazione intuitiva: ha bisogno infatti di una qualsiasi superficie per essere giocato in quanto utilizza dei tabelloni o delle plance di gioco che, per forza di cose, devono essere poggiate su un tavolo o simili. Tutti i giochi da tavolo hanno bisogno di tabelle, plance, tabelloni e una serie di accessori necessari ai fini del gioco.
Il gioco di società è una definizione molto più generalizzata e comprende una serie di attività ludiche. All’interno di questa categoria sono inclusi i giochi di carte, i giochi da tavolo, i giochi di ruolo, i giochi di gruppo e tanti altri. Risulta difficile dare una definizione di cosa sia un gioco di società e cosa non lo sia, ma basta pensare ad un’attività il cui obiettivo è unicamente far giocare uno o più soggetti, che possa essere giocato continuamente e che permetta di distrarre dalla quotidianità.

Quanti giochi da tavolo esistono e come vengono classificati?

Esistono attualmente circa 103.500 diversi giochi da tavolo, ma ogni anno se ne contano almeno un migliaio in più, infatti l’indotto del settore dei giochi da tavolo, infatti, cresce circa del 40% all’anno ed è una delle categorie di progetti più finanziati di Kickstarter.
Una prima distinzione può essere fatta in base al numero di giocatori coinvolti in Astratti e Di Gruppo. I primi prevedono l’intervento di due soli giocatori e ne sono esempi gli scacchi e la dama; i secondi comprendono altre sottocategorie, Giochi per Bambini, Family Games, Party Games, Filler, Tematici, Strategici, Wargames, Collezionabili.

La rivoluzione di Dixit

One Key

Parlare di rivoluzione non è azzardato, infatti Dixit è totalmente differente dagli altri giochi da tavolo. Solitamente i giochi di società pongono l’accento su due variabili fondamentali che sono aleatorietà (la fortuna) e logica. I giochi da tavolo tradizionali contrappongono le intelligenze dei player che sono impegnati in un costante confronto fatto di intuito, calcolo e praticità. Dixit invece funziona in modo totalmente contrario. La logica è messa in secondo piano a favore della fantasia.
Come faccio a far capire che cosa sta accadendo in quel momento? Quante volte ce lo siamo chiesti, nel momento in cui dobbiamo spiegare a qualcuno qualcosa solo attraverso degli indizi? Dixit è questo: un gioco dove dobbiamo far capire a qualcuno (ma non a tutti) cosa abbiamo davanti. Nasce nel 2002 da un’idea di uno psichiatra infantile a Poitiers, Jean-Louis Roubira, specializzato nella relazione madre-bambino. Ha l’abitudine di ritagliare immagini da riviste per bambini, in buona parte riconducibili alle opere di Charles Perrault; immagini che è solito riutilizzare durante le sue psicoterapie. L’opera fu ritenuta troppo intellettuale dai vari editori che ne rifiutarono la pubblicazione, finché Roubira non conobbe Marie Cardouat, illustratrice di libri per bambini, e alla fine il gioco viene prodotto della Libellud, una casa editrice che nasce proprio grazie a Dixit. È il 2008. Vincitore dello Spiel des Jahres (2010), il premio per il miglior gioco dell’anno, Dixit è un boardagame che sembra sfidare le leggi della semiotica. In Italia è distribuito dalla Asmodee, azienda leader nel settore games.

Il ritorno di Libellud e Asmodee: One Key, disponibile dal 16 maggio in Italia

Libellud, lo stesso studio che ha creato il celebre Dixit, ci stupisce ancora una volta con un gioco originale, fresco e veloce: One Key, divertente light game altamente rigiocabile, con partite dall’esito mai scontato. I giocatori, da due a sei, ricopriranno due ruoli differenti: uno di loro sarà il Leader, mentre tutti gli altri saranno i Viaggiatori e dovranno cooperare per interpretare gli indizi da lui forniti ed arrivare alla Chiave, che si nasconde proprio davanti ai loro occhi, fra le undici carte Esplorazione pescate casualmente e disposte scoperte sul tavolo. Solo una di queste è quella che vi farà vincere la partita.

La partita si svolge fino a un massimo di quattro turni: in ognuno di essi i giocatori avranno tre minuti di tempo per confrontarsi fra di loro e rimuovere gradualmente prima una, poi due, poi tre e infine, se tutto va bene, quattro carte, rimanendo con quella che secondo le loro deduzioni è la Chiave. Contemporaneamente il Leader avrà tre minuti di tempo, dietro il suo schermo e al riparo da sguardi indiscreti, per preparare le carte Indizio per il turno successivo: dovrà pescare le prime tre carte dal mazzo di pesca (mescolato a inizio partita e composto da tutte le carte del gioco meno le undici che si sono scoperte), posizionarle negli appositi spazi alla base dello schermo e assegnare loro un segnalino verde, giallo o rosso, a seconda della forza del legame che sembrano avere con la Chiave, che può essere forte, debole o inesistente. Terminato il tempo, se i Viaggiatori sono ancora in gioco, ovvero non hanno eliminato la Chiave, prima del turno successivo il Leader girerà lo schermo e mostrerà loro le tre carte Indizio con i segnalini coperti: saranno i Viaggiatori a scegliere di quale carta Indizio farsi rivelare il legame che detiene con la Chiave, e da quel momento partirà il turno successivo.
I Viaggiatori collocheranno le Carte Esplorazione vicino alle tessere rosse, verdi e gialle presenti sul tavolo nell’area indizi, a seconda delle loro deduzioni: disporranno vicino alla tessera verde le carte che, a loro avviso, sulla base degli indizi di cui dispongono, hanno più probabilità di essere la Chiave, e con lo stesso procedimento ordineranno le altre vicino alla tessera gialla e a quella rossa. Fra le carte che riterranno non possano essere la Chiave, sceglieranno poi quali eliminare e la quantità dipenderà dal turno che si sta giocando (una per il primo turno, due per il secondo etc.). Se verrà eliminata la Chiave il gioco terminerà immediatamente e tutti i giocatori perderanno, mentre, al contrario, se alla fine dei quattro turni l’unica carta non eliminata dai Viaggiatori si rivelerà essere la Chiave, tutti, Leader compreso, vinceranno.
Il fatto che il Leader non possa scegliere le carte Indizio, ma sia costretto a pescare le prime tre dal mazzo di pesca, aggiunge casualità e varietà al gioco: ad esempio potrebbe non avere mai a disposizione una determinata tipologia di indizi, per tutta la durata della partita, così che lui e i Viaggiatori saranno costretti ad accontentarsi di quello che la sorte ha riservato per loro, per provare a vincere.
Una delle particolarità del gioco sta proprio nell’interpretare le carte e stabilire connessioni fra di loro. Tutte le 84 carte, infatti, hanno immagini e forme differenti e sono uniche. Due carte potrebbero essere ritenute connesse per forma, colore, tema, ma anche soltanto per un dettaglio in comune: la posizione di un determinato oggetto o di un personaggio rappresentato, il suo abbigliamento o le azioni che compie: le potenzialità di interpretazione sono davvero numerose. Una parentesi, inoltre, merita di essere aperta sulle splendide illustrazioni: sono opera di Naïade (Seasons, Snowtime, Takenoko) e rendono ancora più speciali le carte e il gioco stesso per il loro potere fortemente evocativo e la loro originalità. Da disegni di ispirazione nipponica e naturalistica a immagini futuristiche e hi-tech, ogni carta è come un piccolo universo, con potenzialità comunicative tutte da esplorare. Per completare l’esperienza di gioco e amplificarne la piacevolezza, è disponibile un’app, scaricabile gratuitamente sul cellulare, che oltre a creare suspence con il timer musicale di tre minuti, scandisce anche i turni e le azioni dei giocatori, svelando anche la Chiave al momento opportuno: la vedrete quindi apparire magicamente sul vostro telefono a fine partita o, nei casi più sfortunati, a fine turno, se per errore sceglierete di eliminarla.
Con un setup velocissimo e regole semplici, One Key si prepara a intrattenere neofiti e giocatori esperti, con partite di breve durata che lasciano sempre voglia di ricominciare a giocare, magari cambiando i ruoli e divertendosi a vedere come i giocatori costruiscono le loro deduzioni: a volte, quello che per qualcuno è un legame evidente, non lo è per qualcun altro, e non di rado una partita potrebbe terminare con una sconfitta. In One Key ogni decisione, del Leader e dei Viaggiatori, è cruciale e potrebbe portare a vincere o a perdere clamorosamente!