Novant’ennio: celebrazione per i novanta anni del Maestro Ennio Morricone.

Novant’anni di musica, novant’anni di arte, per il compositore e l’italiano più famoso al mondo: il glorioso Ennio Morricone, racchiusi in Novant’ennio.

Del Maestro si è detto molto, si è scritto ancor di più, e vanta infinite influenze nella musica del Terzo Millennio. Era dunque giunto il momento, a novant’anni-quasi un secolo, un uomo che ha visto la dittatura, la guerra, che ha piegato le note al proprio volere e le ha fatte sposare con la celluloide- di tirar le fila, di codificarne l’eredità. Un uomo che è riuscito nell’impresa di ingannare l’Academy, vincendo prima l’Oscar alla Carriera, nel 2007, e poi, nel 2017, per la colonna sonora di The Hateful Eight, ottava pellicola del re del pulp, altro italiano d’origine, Quentin Tarantino.

È nella bellissima cornice dell’Auditorium-Parco della Musica di Roma, opera architettonica di Renzo Piano-neanche a farlo a posta, un altro italiano geniale nel mondo-che si è svolta la presentazione di Novant’ennio, il libro dedicato alla figura del Maestro, raccontata tramite le parole dei suoi amici e collaboratori. Un’opera grandiosa, certosina, che ha richiesto anni di preparazione e che ha finalmente visto la luce nel tardo 2018: un’opera fortemente voluta dal conservatorio di Santa Cecilia, in quanto Ennio Morricone ne è accademico effettivo da vent’anni: stesso luogo in cui iniziò la carriera musicale del maestro, sotto l’egida severa del suo mentore, Goffredo Petrassi.

Le personalità presenti al foyer Santa Cecilia sono fra le più importanti del panorama musicale italiano: il direttore generale della SIAE, Gaetano Brandini, Michele Dall’Ongaro, presidente dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, e il compositore-e anche un po’ erede, in terra natia, di Ennio Morricone-Nicola Piovani. Presente anche la curatrice di Novant’ennio, Annalisa Bini, accademica del Conservatorio di Santa Cecilia.

Novant’anni di storia di musica di Ennio Morricone sono racchiusi in Novant’ennio, scopriamo dalle voci di dall’Ongaro e Bini. Un’opera che utilizza le testimonianze di chi della musica e della vita di Ennio Morricone ha fatto parte: la storica produttrice Marina Cicogna (scopritrice, fra le altre, della ferina bellezza di Florinda Bolkan), peraltro presente all’evento, di Salvatore Sciarrino, compositore autodidatta e ospite nel concerto evento di questa sera, di Nicola Piovani, nonché un’esclusiva intervista al regista Giuseppe Tornatore; libro che deve molto alla SIAE, cui Morricone è iscritto da ben 72 anni, ma che è anche legata al presente delle foto di Riccardo Musacchio e Fabio Ianniello, raccolte in una mostra fotografica. Inaugurata oggi, e che durerà fino all’8 ottobre, è anche la mostra di alcuni fra i più bei costumi di scena prodotti dalla Sartoria Tirelli, nel caso particolare tutti film musicati da Ennio Morricone: La leggenda del pianista sull’Oceano  e Malèna, di Giuseppe Tornatore, Giù la testa di Sergio Leone, Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto di Elio Petri, e La storia vera della signora dalle camelie di Mauro Bolognini.

La genesi di Novant’ennio è stata lunga, ma la sua finalizzazione abbastanza breve, grazie alla collaborazione con la SIAE e alla fiducia degli autori nel progetto, nonché grazie a Nuova Consonanza, associazione musicale che racchiuse i compositori, fra cui Ennio Morricone, delle avanguardie artistiche degli anni ’50 e ’60.

Ennio Morricone, maestro geniale e dalla battuta pronta, personalità complessa e articolata, amante della sperimentazione e della contaminazione. Eppure, anche lui, ha avuto un incipit classico, nella sua avventura con la SIAE: il 26 novembre 1946, Ennio Morricone depositò la sua prima opera in SIAE, a diciotto anni, Le Rimembranze. Quell’operetta, lungamente negletta, è ora racchiusa in una targa dorata, dono della SIAE al maestro. L’ho strappata, dice lui, non esiste più. Avevo dieci anni, ho rimangiato tutto. Grazie di documentarlo!

L’amore per la musica, intenso, passionale, un animo umile dietro le note, che ha Ennio Morricone lo porta a stupirsi dell’affetto, e della celebrazione che l’Accademia di Santa Cecilia-ed il pubblico mondiale- ha per lui. La voce, normalmente ben ferma, trema, nel ringraziare quella scuola che l’ha formato, che ha accolto lui e, prima di lui, il suo maestro Petrassi. Ho paura che, dopo morto, non sarò più suonato: i compositori, in genere, quando non ci sono più, vengono dimenticati.  Vi è dunque un certo horror vacui nelle parole del Maestro, il timore di non esister più, come compositore, se non tramite la riproduzione delle sue opere: una riflessione sul ruolo dell’Artista in pochissime parole, che ha molta più sostanza di quanto tutto l’accademismo possa possedere. C’è poi spazio per il rimpianto, però, perché le sue opere più sperimentali, quelle del Gruppo di Improvvisazione Nuova Consonanza, quelle non scritte per il cinema, o il suo repertorio di musica da camera, a lungo ignorate, nascoste dal fischio di Per un Pugno di Dollari, e solo recentemente ri-eseguito. C’è spazio per il ricordo di chi ha influenzato di più la sua composizione: il maestro Petrassi, compositore di Noche Oscura, la musica barocca di Girolamo Frescobaldi, evocativo compositore e organista del diciassettesimo secolo, il languore dei lenti di Igor Stravinskij.

Ennio Morricone è stato il musicista che ha reso primario il ruolo della colonna sonora dei film, quasi sempre relegata a commento musicale di sottofondo, bistrattata da riutilizzo di bobine di master, registrazioni di bassissima qualità e compensi ridicoli per grandi compositori: eppure, lui, dice di sé:

“Mi vergognavo, nel mondo accademico, di scrivere per il cinema. Tenevo nascosta questa mia passione a Petrassi. Un giorno, mi chiese di insegnare per un paio di anni in conservatorio a Cagliari. Lì per lì ne fui contento: la speranza sfumò poi perché Petrassi scoprì che scrivevo per il cinema… Beh, ora, sono felice di non essere finito a Cagliari! Ho scritto tantissimo per il cinema e, a poco a poco, ho ricominciato a scrivere la musica che più sentivo mia.”

D’altra scuola e d’altro tempo è Nicola Piovani, compositore premio Oscar di La Vita è Bella, del 1999. Lui interviene, ed è sempre stato orgoglioso di scrivere per il cinema:

“Ennio mi è testimone che non c’è confine fra musica da concerto e musica da cinema. Un anno, a Parigi, dopo un suo concerto, gli ho chiesto se si fosse convinto che questa fosse la musica del Novecento. Dopo una lunga pausa, finalmente, lui mi ha risposto di sì.”

Piovani ha peraltro scritto, per i settant’anni di Ennio Morricone, un brano intitolato Candeline, un contrappunto fra il motivetto di “Tanti auguri a te” e il tema di Per un pugno di Dollari; per gli ottanta l’ha poi sviluppato per l’orchestra sinfonica. Per novanta presenterà quella col coro.

“Naturalmente, da domani preparerò la versione di Candeline per i cantanti solisti: quella dei cent’anni di Ennio Morricone.”

Ce lo auguriamo tutti. Perché, forse, per ritrovare la qualità e il fulgore della musica, in Italia, si deve ripartire dai vecchi modelli, dal passato: Ennio Morricone è un emblema vivente di ciò che significa vivere per e attraverso la musica, donandosi ad essa senza pregiudizi, con serietà e studio. Perché non conta la ragione per cui si scrive, e, in fondo, anche la qualità è soggettiva:

“Io, Morricone, amo scrivere per il cinema, perché esso è il teatro del Novecento. È ciò che Wagner fece per il teatro, aggiungendovi tutte le altre arti. Può esserci musica per film orribile, inutile, o bellissima. La musica del cinema è indispensabile per questo secolo, sebbene mediocre, ma anch’essa ha dignità di esistere, perché è ciò che crea le differenze fra i singoli compositori.”

La conferenza stampa è finita. Un ragazzo, rapido come una toccata e fuga, riesce a rubare un significativo selfie a Ennio Morricone. Tanti auguri, dunque, Maestro, e altri mille di questi giorni.

ennio morricone novant'ennio

Parte del costo del libro sarà destinato al sostegno dei giovani compositori.

Giulia-della-pelle

Wannabe ricercatrice e wannabe scrittrice. Amante dell’improbabile e del surreale. Adoratrice del Sole e dei dati statisticamente consistenti.

2018-09-27T17:50:06+00:00 27 settembre 2018|Live Report|0 Commenti