”Noio; volevam suonar.”, la recensione del nuovo disco di Edda e Gianni Maroccolo

di Leslie Fadlon

Esce il 30 giugno 2020 ‘’Noio; volevam suonar.’’, il disco regalo firmato da Edda e Marok. Un lavoro pensato e realizzato con furia in piena quarantena, durante una crisi dai contorni mai visti. L’album arriva assieme ad ‘’Alone vol. IV’’ di Gianni Maroccolo per Contempo Records. “Gli chiedo un altro cameo per Alone vol. IV, una canzone bellissima. Detto, fatto! Mentre la finiamo, ci ritroviamo dentro al Corona. Cosa possiamo fare per noi stessi e per gli altri? Beh, facciamo un disco insieme e regaliamolo. Non essendo benestanti è l’unica possibilità che abbiamo, ed è inutile attendere tempi migliori, perché ora è il presente” dice Gianni Maroccolo. “Doveva essere una semplice blind date ma ora siamo in piena bukkake e la mia vita non sarà più la stessa. Il fuoco brucia ma anche purifica. Questo ci fa capire che se il cielo è triste poi arriva il sole” è il commento dissacrante di un artista romanticamente eversivo come Edda.

Noio; volevam suonar. è un album di canzoni di Edda arrangiate da Marok, di canzoni di Maroccolo cantate da Edda, con l’aggiunta di cover, omaggi e bizzarrie varie, come ci si aspetta da un disco che nel titolo e nella copertina cita il celeberrimo dialogo cinematografico fra i fratelli Caponi (interpretati da Totò e Peppino De Filippo) e il vigile milanese in Totò, Peppino e la malafemmina di Camillo Mastrocinque. A caratterizzarne le tracce, un forte spirito surrealista e l’attitudine punk tipica dei suoi autori. Il risultato è un disco lo-fi realizzato con un iPad, un Mac mini e un basso, durante le rispettive quarantene, come dono urbi et orbi. A distanza fisica ma in assoluta vicinanza ideale.

Noio; volevam suonar.” di Edda e Marok – Il disco

La prima traccia porta con sé l’invettiva gratuita contro i Negramaro e si intitola ‘Maranza’: la scena è quella di una pista al cui centro sembra materializzarsi l’antieroe Zanardi di Andrea Pazienza. La seconda traccia, ‘Servi dei servi’, è un omaggio a Marco Philopat e allo storico centro sociale Virus. Nella sua tendenza melliflua e ammaliante, rievoca gli anni ’80 di una Milano antagonista a quella da bere, fremente di punk e cultura underground.  La voce di Edda, in lontananza, ci accoglie sulle note di ‘Noio’ che in qualche modo emula una celebre canzone dei Baustelle, mentre ‘Stai zitta’, tenue e romantica, da voce a ‘’il brigatista dell’amore” parlando della relazione complicata fra un ex brigatista e sua moglie. ‘Madonnina’ è ispirata, crudele, e si fa ninna nanna dedicata all’amour fou, ritmata da imprecazioni “colorate”. Un rock anni 90 ci porta su ‘Bebigionson’, che si ispira liberamente a una canzone del cantautore e pittore americano recentemente scomparso Daniel Johnston, per poi parlare della grottesca Italia moderna. ‘’Sale bianco sale neve/l’esercizio dell’amore’’ sono le strofe che introducono l’incontro con la bambola feroce protagonista di ‘Esce il sangue dalla neve’, canzone di Edda scritta anni fa con il poeta e musicista Alessandro Grazian. Un brano che rivive grazie al nuovo arrangiamento di Maroccolo e al prezioso intervento di Flavio Ferri dei Delta V. E’ mistico l’intro di ‘Achille Lauro’, brano in cui Edda descrive la trap star così:“Come la lettera dei fratelli Caponi a Teddy Reno, ecco la nostra al magnifico Achille. Una dichiarazione omo da cui Marok si dissocia ma anche un tributo ai Profeti: aveva gli occhi verdi dell’amore”. Passiamo a tutt’altro quando arriva ‘Sognando’, in cui la musica di Gianni e la voce di Edda compiono il miracolo di trasformare una canzone di Don Backy in una traccia dai toni dark che riesce a mantenere vivo sia lo spirito dell’autore, sia quello di Mina che ne fece una versione famosissima, lasciando intatta la nota struggente  dell’originale. ‘Mantrino’ porta con sé, appunto, dei mantra e infine, a chiudere c’è ‘Castelli di sabbia’. Edda e Marok chiudono quindi con un’altra cover, quella di una straordinaria canzone firmata Claudio Rocchi. “Sia io che Marok siamo legati a Claudio”, racconta Edda nel track by track. “Loro hanno fatto un disco insieme e io abito vicino alla casa dei suoi genitori e ascoltavo le sue trasmissioni su Radio Krishna”.

‘’Noio; volevam suonar.’’ è in effetti un mosaico fatto di storie legate ai rispettivi vissuti di Edda e Gianni Maroccolo, che sciolgono le redini della memoria lasciando spazio a canzoni che sono un vortice di ricordi, riferimenti culturali, affetti, malinconie. Undici brani che ci regalano i frutti dell’indipendenza assoluta e della libertà creativa di Edda e Marok, due artisti in grado di aprire con una sincerità disarmante la propria sfera personale al pubblico, in una dimensione che restituisce davvero il senso di un regalo, del dono, del donarsi. Ma al tempo stesso, dalla messa in scena della dimensione intima emergono squarci del tempo che stiamo vivendo, l’esperienza collettiva di una crisi che lascia sgomenti. ‘’Noio; volevam suonar.’’, tra i giri di basso di Marok e l’inconfondibile voce di Edda, narra il nostro presente con ballad sghembe, schizzi psichedelici, suggestioni ambient, pulsazioni ipnotiche, frequenti echi del beat italiano anni 70 miste a testi che ci fanno sorridere ma anche riflettere su ciò che siamo diventati.

Tracklist

  1. Maranza
  2. Servi Dei Servi
  3. Noio
  4. Stai Zitta
  5. Madonnina
  6. Bebigionson
  7. Esce Il Sangue Dalla Neve
  8. Achille Lauro
  9. Sognando
  10. Mantrino
  11. Castelli Di Sabbia
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