Nico Arezzo : il mio Gorilla è una birra fresca in musica

di Paola Pagni

“Io non ti lascio sola perché nella tua giungla sono il gorilla”: così canta la voce di NICO AREZZO nel suo nuovo brano, “GORILLA”.

Una canzone tutta da ballare tra percussioni e sonorità Groove, ideale per contrastare la calda estate con una birra ghiacciata e un mood energico ed incontrollabile, come quello di un animale nella giungla.

Diciamo la verità, questo brano di Nico Arezzo è una bomba, e fa esattamente quello che promette: ti rinfresca la mente e spazza via lontano ogni pensiero pesante.

Dal primo “propopopom “inizi a scrollare le spalle e battere il ritmo con le mani sul tavolo: un sound trascinante , un testo semplice ma non banale, una sonorità che ricorda quella disco funky ‘70/ ’80 che fa muovere i piedi alla Michael Jackson senza pensarci più di due secondi.

Insomma, le premesse perché questo pezzo ci rimbalzi in testa per un bel po’ci sono tutte;

abbiamo intervistato Nico Arezzo per capire da dove arriva questo Gorilla e quali novità porta con sé.

nico arezzo

L’intervista

Ciao Nico, benvenuto su Insidemusic!

Gorilla è un brano trascinantissimo che sicuramente fa ballare, l’impronta è molto estiva, il sound liberatorio: qual è il significato del brano e perché proprio questo titolo?

Dopo questo obbligo di concentrarci su pensieri importanti ed a volte pesanti, Gorilla è una birra fresca, un momento di spensieratezza, se vogliamo anche leggerezza, che serve proprio adesso secondo me.

Il termine gorilla è nato da una cena tra coinquilini, dove mi hanno parlato di una serata fatta in un bar che si chiamava appunto Gorilla, e che ha una particolarità: ad ogni cocktail i camerieri iniziano a fare “propopopom propopopom “; così ho detto fermi tutti, devo farci un pezzo.

Ed è arrivato Gorilla.

C’è un genere o un artista in particolare a cui ti ispiri?

All’inizio della mia storia musicale ho sicuramente avuto dei punti di riferimento, poi iniziando a scrivere mi sono accorto di non avere più un solo genere da seguire.

Magari per i testi mi ispiro ad alcuni artisti, per la musica ad altri: il bagaglio è così grande che non posso dire con certezza da dove l’ho preso. (ride)

Curiosità mia: le tue canzoni nascono dalla musica o dal testo?

Ma guarda la cosa è del tutto casuale; ad esempio durante la quarantena ho scritto tutto un testo, una sorta di filastrocca, poi leggendolo mi piaceva, non volevo rimanesse solo su carta, e ho scritto la canzone.

Gorilla invece, come dicevo prima, è nato dalla musica.

Per cui la sequenza creativa va in base al momento ed all’ispirazione

Tu hai due genitori artisti, padre pianista e direttore d’orchestra e madre ballerina: questa cosa ha influenzato le tue scelte?

Senza ombra di dubbio sì. Considera che fin da bambino ho iniziato a stare dietro le quinte, e poi da dietro aiutavo a sistemare i cavi, le luci, fonico audio, poi batterista…diciamo che ho fatto un bel tirocinio con la musica per tutta la vita.

Ti dico anche che questo mi ha portato dei dubbi ad un certo punto: mi sono chiesto se quello che stavo facendo era condizionato dalla famiglia o se era una mia reale volontà.

Poi però ho capito che la musica era il mio posto.

Anzi, visto che mio padre è un direttore d’orchestra, viene sfruttato da me tantissimo (ride)

Quindi, quando hai davvero capito che la musica era la tua strada?

Novembre del 2018:Jovanotti al Forum di Milano.

Calcola che lui non è nemmeno il mio artista preferito, ma quello non è stato solo un concerto, da li esci che hai visto un film, ti sei innamorato, sei stato lasciato ma subito dopo hai fatto l’amore: insomma una follia di emozioni positive.

Così sono uscito dal forum e mi sono detto: che dubbi hai? Questo è quello che vuoi fare.

Hai partecipato ad X Factor arrivando agli home visit: come valuti oggi, col senno di poi quell’esperienza?

Continuo a reputarla uno splendore. Una cosa importantissima anche perché forse è venuta in un momento della mia vita in cui stavo facendo dei tentativi.

Lì ho sentito che poteva essere la strada giusta, perché è un’esperienza estremamente bella da vivere.

Poi per uno come me, che ama stare in mezzo alla gente, stare 13 ore in fila con chi vuole suonare e cantare e tu che suoni con loro… proprio un’esperienza bella.

E direi che mi è anche andata bene, così ho avuto la possibilità di vivere anche altre atmosfere.

Se tu dovessi ricordare un momento di quel periodo in particolare?

Beh, subito dopo. Considera che la cosa è andata in onda in Ottobre e quando ho iniziato ad andare in giro per strada ed essere riconosciuto, sono rimasto molto colpito.

Ricordo che ero a Milano e facevo continuamente su e giù con la metro solo per il gusto di parlare con delle persone che si interessavano a me e che mi riconoscevano. (ridiamo)

Per uno come me che non cantava fino a tre mesi prima, è una cosa indescrivibile.

Tornando ai giorni nostri, l’emergenza covid ha fatto saltare molti eventi: ce n’è uno a cui ti è dispiaciuto in modo particolare rinunciare?

Avevo programmato di vedere Willie Peyote, che è un cantante che mi fa impazzire ; ho sperato fino all’ultimo di andare perché per me lui è un artista proprio importante.

Invece purtroppo non è stato possibile, le date sono state rimandate al 2021, e quindi ci sono rimasto malissimo.

Programmi e progetti per il prossimo futuro?

Non riesco a darti i periodi precisi ma a fine Agosto uscirà sicuramente un altro singolo, e poi il tanto atteso album, che ho già tutto pronto.

Sarà il mio primo album come cantautore, quindi per me il più importante di tutti.

In questo album ci saranno tante emozioni, un po’ il riassunto di me in canzoni.

Non ci resta che aspettare allora, mentre il Gorilla di Nico Arezzo è già sciolto per strada.

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