La Cavea dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone ha accolto una delle tappe più attese del tour estivo di Niccolò Fabi, confermando il particolare legame che unisce il cantautore romano alla sua città. Un appuntamento inserito nel cartellone del Roma Summer Fest che ha visto migliaia di persone riunirsi sotto il cielo estivo per condividere oltre due ore di musica, parole e ascolto.
Gallery a cura di Agnese Ruggeri
Le fotografie di questa gallery raccontano proprio questo: l’intimità di un grande concerto, la naturalezza di un artista che continua a mettere al centro le canzoni e la relazione con chi le ascolta. Immagini che restituiscono l’atmosfera di una serata in cui la semplicità si è rivelata, ancora una volta, la forma più autentica di spettacolo.
IL CONCERTO
Dopo il debutto avvenuto alla Torraccia di Ravenna nell’ambito della rassegna ecosostenibile Romagna in Fiore, Fabi ha portato anche nella sua Roma la stessa idea di concerto: nessun artificio spettacolare, nessuna distanza costruita tra palco e pubblico, ma uno spazio di incontro autentico in cui la musica torna a essere il centro di tutto.
La serata ha attraversato oltre vent’anni di repertorio, intrecciando passato e presente in un racconto coerente e profondamente umano. Dall’apertura affidata a “La promessa” fino ai brani più recenti di” Libertà negli occhi”, passando per classici ormai entrati nell’immaginario collettivo come “Costruire”, “Oriente”, “Tradizione e tradimento” e “Una buona idea”, il concerto ha restituito tutta la forza di una scrittura capace di parlare a generazioni diverse senza mai perdere delicatezza e precisione.
Negli ultimi anni il percorso live di Fabi si è arricchito di nuove sfumature sonore, grazie a una ricerca musicale che intreccia elementi acustici, elettronica e suggestioni psichedeliche. Una dimensione che amplia gli orizzonti delle sue canzoni senza tradirne l’essenza, mantenendo intatta quella cifra intima e riflessiva che da sempre caratterizza il suo lavoro.
Al suo fianco, una formazione composta da amici e compagni di viaggio che rappresentano una parte fondamentale del suo universo artistico: Roberto “Bob” Angelini, Alberto Bianco e Filippo Cornaglia, insieme a Cesare Augusto Giorgini e Giulio Cannavale, musicisti che hanno condiviso con lui anche l’esperienza creativa dell’ultimo album nato nella baita in Val di Sole.
Alla Cavea il concerto si è trasformato ancora una volta in un rito collettivo fatto di attenzione, silenzi e partecipazione. Un pubblico capace di seguire ogni sfumatura delle canzoni e di restituire all’artista quell’ascolto profondo che da sempre rappresenta uno degli elementi distintivi del suo percorso.

Per ogni cosa c’è un posto
ma quello della meraviglia
è solo un po’ più nascosto
(Niccolò Fabi)