Niccolò Agliardi è senza filtri in “Resto”, un’antologia che guarda avanti.

E’ “Resto” il nuovo album di Niccolò Agliardi, un lavoro libero ed autentico uscito il 14 settembre scorso. Una raccolta di 25 canzoni divise in due album distinti, “Ora” ed “Ancora”, disponibile in streaming, digitale e nella versione deluxe con un kit di origami.

Con la sua prima antologia, Niccolò Agliardi decanta i primi venti anni di attività, fatti di musica e parole, di incontri fortunati, casuali o voluti, e di preziose collaborazioni. Già il titolo ci fa comprendere che è un album fatto per rimanere, per esistere e resistere all’usura del tempo. “Resto” è la celebrazione del suo percorso di vita verso la libertà, verso la ricerca progressiva e ragionata di un linguaggio semplice e diretto.

Certamente una delle migliori penne del panorama cantautorale italiano, Niccolò Agliardi è stato negli anni capace di fotografare la realtà, con i suoi pregi ed i suoi difetti, in maniera esemplare e minuziosa, e concepire la musica come rimedio alla passività e all’inerzia della vita. Il suo è un pop raffinato, fenomenico e non ordinario, un autore prezioso ed esigente, si potrebbe dire “vecchia scuola”, capace di scrivere dei diamanti grezzi. Un poeta dei giorni nostri che fa bene all’arte dei suoni.

“Resto” è un cofanetto di 25 tracce che include un doppio album antologico, sottotitolati Ora ed Ancora, che consiglio di ascoltare tutto d’un fiato, per assaporarne la scrittura sottile ed intima di Agliardi. Un lavoro in studio in cui il cantautore ha pescato nel suo ricco guardaroba 22 abiti, li ha rimodellati con nuovi e raffinati arrangiamenti che cascano a pennello sui testi composti da parole scelte in modo chirurgico, enfatizzando il contenuto delle sue storie, dove il filo conduttore della narrazione sono le persone e le loro incertezze. Tre inediti che parlano di famiglia, in cui si conferma abile paroliere, sensibile ai temi di attualità e di quotidianità, toccati con disarmante cura e delicatezza.

Di cosa siamo capaci è la traccia con cui Niccolò Agliardi ci spalanca le porte di casa sua, ha un inciso forte e penetrante, ed è firmata insieme a Edwyn Roberts. La segue l’altro inedito, Johnny, singolo che ha anticipato la fatica discografica ed è il frutto di una lunga chiacchierata con Pacifico, altro pezzo da novanta nel campo autorale italiano. Una canzone elegante che racconta la storia di un ragazzo poco più che diciottenne, Johnny appunto, alle prese con la vita ed i sogni.

Nell’album “Ora”, (ri)troviamo brani dirompenti come Perfetti, affidato a suo tempo ad Eleonora Crupi, e Simili, portato al successo da Laura Pausini. Menzione a parte va fatta alla cover Stiamo come stiamo, conosciuta al grande pubblico grazie all’interpretazione di Loredana Bertè e Mia Martini nel lontano Sanremo 1993, dove Agliardi si prende la briga di omaggiare le signore della canzone italiana, scegliendo una sonorità semplice, con chitarra e voce. Con Naviganti regala un altro delicato omaggio, questa volta riservato a Ivano Fossati.

L’altro album, “Ancora”, contiene il terzo ed ultimo inedito Colpi forti, in cui Agliardi, scopertosi genitore di un giovane ragazzo affidatogli poco tempo fa, si rivolge al padre in maniera forte, mettendolo davanti ad una verità, a tratti, nuda e cruda. E poi troviamo la collaborazione sensazionale con Elisa in Più musica e meno testo, dove la voce sottile della talentuosa cantante friulana si sposa perfettamente con l’inciso della canzone, una sorta di salvezza, una presa di coscienza incorruttibile. Un’interpretazione “spaziale”, per citare la stessa Elisa.

Immancabile la title track Resto e le canzoni scritte per la serie di Rai Uno “Braccialetti Rossi”, tra cui il racconto profondo ed esistenziale in La Sentinella. La chiusura dell’album è stata affidata a L’ultimo giorno d’inverno, una ballade recitata che ti entra dentro, lasciandoti un profumo nuovo, che sa di fresco.

Personalmente mi è ancora oscuro il motivo per cui il Niccolò interprete non abbia avuto gli stessi meriti e le stesse soddisfazioni del Niccolò autore, quello affidabile e mai banale della Pausini e di Ramazzotti, quello accurato e delicato della Turci e della Molinari. Sarà che stiamo diventando un popolo in cui la qualità artistica e la sostanza musicale stanno lasciando il posto alla banalità e alla superficialità, ma “Resto” è un album che merita, che magari non avrà la certificazione di platino perché il mercato commerciale non glielo consente, ma che è fatto per regalare sensazioni nuove, destinato a echeggiare nel tempo, un’antologia che guarda avanti tenendo stretto nel pugno il passato.

niccolò agliardi

Tracklist “Resto” – Ora

  1. Di cosa siamo capaci (inedito)
  2. Johnny (inedito)
  3. Una moneta nel mare
  4. Rumore di fondo
  5. Da casa a casa
  6. Stiamo come stiamo
  7. Non ti aspettiamo più
  8. Perfetti
  9. Le parole dell’assenza
  10. Fratello pop
  11. Simili
  12. Naviganti

Tracklist “Resto” – Ancora

  1. Non vale tutto
  2. Più musica e meno testo
  3. Secondo te?
  4. Resto
  5. Quattro quarti
  6. Earling
  7. Non importa veramente
  8. Colpi forti (inedito)
  9. La sentinella
  10. Alla fine del peggio
  11. Mi manca da vicino
  12. Qualcosa vicino all’amore
  13. L’ultimo giorno d’inverno

Isabella Insolia

Isabella Insolia

Sognatrice ad occhi aperti. Non ha mai voluto fare la ballerina o la velina. Le parole sono il suo mestiere, la musica il suo pane quotidiano. Scrive per passione, nella sua borsa non manca mai lo spirito critico, a volte sarcastico e a volte pungente. E’ in costante ricerca del bello.

2018-09-17T17:43:57+00:00 17 settembre 2018|Recensioni|0 Commenti