“Nel mio stomaco” di Giulia Pratelli è un invito al viaggio – L’intervista

di Serena Di Mambro

“Nel mio stomaco” (per Black Candy) è il nuovo album di Giulia Pratelli, disponibile dall’11 Gennaio su tutte le piattaforme di streaming e presto anche in formato fisico.

È il terzo album in studio per la cantautrice toscana e vede rinnovarsi la collaborazione con Zibba (già produttore di “Tutto bene”, Rusty Records).

Giulia Pratelli, che ha più volte attirato l’attenzione di grandi artisti quali Fiorello (che dal 2014 l’ha accolta nel cast della sua Edicola Fiore), Enrico Ruggeri e Grazia De Michele. Negli anni è stata ospite dei concerti di Marco Masini, Edoardo Bennato, Diodato e Mirkoeilcane. Nel 2018 è la cantautrice a dare la spinta propulsiva per creare e organizzare “Come è profondo il mare”. Uno spettacolo in omaggio alla musica di Lucio Dalla che la porta a cantare nei teatri e locali italiani insieme a Tommaso Novi, Giorgio Mannucci e Luca Guidi.

Nell’estate 2020 Giulia Pratelli apre alcuni concerti di Paolo Benvegnù. Nello stesso anno entra a far parte della scuderia di Blackcandy e l’inizio della collaborazione è segnato dalla pubblicazione di Un’altra domenica (canzone a casa), brano del quale qualche mese dopo verrà pubblicata una speciale live session acustica.

Ecco come Giulia Pratelli descrive il suo ultimo lavoro: 

“È un viaggio: inizia con la volontà di lasciarsi alle spalle tutto ciò di cui non abbiamo bisogno e finisce con un messaggio inviato a chi ci suggerisce di tornare a casa con prudenza”

TRACKLIST:

1 NIENTE
2 LUGLIO
3 QUALCUNO CHE TI VUOLE BENE feat. Bianco
4 LE COSE DA FARE 
5 NEL MIO STOMACO
6 AUTUNNO
7 A MEMORIA
8 TUTTI HANNO RAGIONE
9 UN’ALTRA VOLTA 
10 ROMA, MILANO
11 NON TI PREOCCUPARE

Incontriamo Giulia a pochissimi giorni dall’uscita dell’album e l’emozione si fa sin da subito palpabile.
La felicità, d’altronde, ci ricorda lei stessa sui suoi social, è reale solo se condivisa, per cui ci facciamo piacevolmente guidare per mano in questo intenso viaggio quale è “Nel mio stomaco”. 
Buona lettura!

Intervista a Giulia Pratelli

Ciao Giulia! Piacere di conoscerti e benvenuta su Inside Music!

“Nel mio stomaco”, il tuo terzo album in studio, è uscito da pochissimi giorni. Che riscontri stai avendo?
Che tipo di sensazioni hai a riguardo?

Sono felicissima che sia fuori perché stavo aspettando da tanto questo momento. La situazione che sta in qualche modo rallentando tutte le nostre vite, ha senza dubbio inciso sul mio lavoro e su quello di tutti i miei colleghi, chiaramente. Avevo davvero voglia di far uscire dal cassetto questi brani e devo dire che, finora, i commenti che mi sono arrivati sono molto positivi e la cosa non può che rendermi felice. 
Sai, quando si investe tanto sul progetto, sia emotivamente che economicamente, si ha sempre un po’ paura che non piaccia, invece per ora, incrociando le dita, sto ricevendo solamente feedback positivi. 

Bene! Parliamo dunque dell’album. Cosa c’è nello “stomaco” di Giulia? 


Tante cose! (Ride, ndr) 
Sicuramente questi 11 brani, che, seppur appartenenti a momenti diversi, sono legate tra loro da un filo che è il mio modo di vedere. C’è in loro, più che un messaggio particolare da trasmettere, proprio la mia visione delle cose.

Infatti, hai più volte affermato: “Nel mio stomaco è un disco fatto di canzoni di passaggio”. In che senso?

Dal mio punto vista, non sono brani che pretendono di dare delle certezze, ma raccontano un movimento.
Disegnano un percorso, un viaggio, che si può fare o verso l’esterno o verso l’interno… Inteso proprio come movimento all’interno, tra le varie emozioni, o dall’esterno, in relazione a ciò che ci circonda e che accade intorno a noi.

La copertina dell’album merita, a mio avviso, una nota particolare. La trovo davvero interessante. Ce la vuoi spiegare?

Con piacere! Dunque, la foto è stata scattata da Claudia Cataldi. Nella realizzazione poi della copertina, nella fattispecie, abbiamo deciso, insieme con l’illustratrice La Tram, di “rompere” la foto all’altezza dello stomaco per far uscire tutto ciò che mi riguardasse: ad esempio, la statua che simboleggia l’arte; il melograno che è un frutto a cui sono particolarmente legata… Le rose ed il verde che ricordano da dove provengo. E poi ancora, le conchiglie che rappresentano il mare, una delle mie più grandi passioni. Quindi diciamo che abbiamo cercato di mettere insieme un po’ tutto ciò che potesse raccontare meglio cosa volessi far uscire dal mio stomaco.

Copertina dell’album “Nel mio stomaco”

“Qualcuno che ti vuole bene”, singolo di lancio che vede la partecipazione di Bianco. Com’è nata questa collaborazione? 

La collaborazione è nata da una mia idea perché innanzitutto sono fan di Bianco. Lo seguo da tanto ed è un Artista che mi ha sempre incuriosito perché ha, a mio avviso, un proprio linguaggio ed uno stile riconoscibile. Mi piace molto. Una volta finito di scrivere il brano, ho pensato fosse bello provare a chiedergli appunto una collaborazione. Così, grazie a Zibbache ha prodotto il mio lavoro, siamo riusciti a metterci in contatto e a proporlo ad Alberto (Bianco, ndr). Ha accettato subito ed ha deciso di scrivere la sua parte e questo per me ha fatto sì che si consolidasse la collaborazione, rendendola molto più vera. 

Nel brano: “Un’altra volta” affronti un tema scottante, particolarmente e tristemente attuale: la violenza sulle donne. Credi che la musica possa essere un buon mezzo per sensibilizzare l’opinione pubblica?

Credo che la musica arrivi dritta allo stomaco, alle emozioni, bypassando la parte razionale. Quindi a quel punto ci permette anche di aprire delle piccole finestre, superando delle resistenze. Non pretendo di voler cambiare niente, ma mi faceva piacere far luce su quest’ aspetto di cui non si parla molto: alle ragazze spesso, per esempio, viene chiesto di scegliere se uscire la sera e dover poi farci condizionare da ciò che spaventa ed al quale in realtà rischiamo di abituarci. Dover pensare se è il caso di truccarsi, di vestirci in un certo modo. Non esiste il doverci sentire quasi abituati al catcalling per la strada, per esempio. Nessuno è autorizzato a condizionare il tuo rientro a casa e la tua sicurezza personale, o anche soltanto la tua condizione psicologica.

Mi ha colpito molto anche il brano d’apertura dell’album: “Niente”, una bella ed intensa ballata, a mio avviso, in cui quasi come un mantra ripeti: “Senza aver bisogno di niente…”
Ti chiedo, di cosa invece ha bisogno Giulia in questo momento?

Avrebbe bisogno di suonare… Di poter tornare alla normalità. 

Ho bisogno di esprimermi e di avere degli spazi, di essere libera nel pensiero dalle preoccupazioni.

So che hai ideato “Com’è profondo il mare”, spettacolo omaggio alla musica di Lucio Dalla. C’è un artista in particolare che ha in qualche modo caratterizzato la tua formazione? 

I cantautori e le cantautrici, senz’altro. Sono stati sempre il mio punto di riferimento, sia italiani che stranieri. Ho sempre avuto la passione per la musica che passa attraverso le parole, piuttosto che altri generi che invece si spostano e prediligono la parte musicale. 

 Progetti futuri? Tour in programma? 

Assolutamente sì. Con l’avvento della bella stagione contiamo di ricominciare a suonare, anche portando avanti il progetto Lucio Dalla di cui parlavamo e poi ho un po’ di idee che sto buttando giù in questo periodo…
Ricordiamo inoltre che stiamo stampando “Nel mio stomaco” in formato fisico.

Nel frattempo, ce lo ascoltiamo in digitale su tutte le piattaforme streaming. 
BUON ASCOLTO! 

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