“Musica Nuda” in concerto per la rassegna “Una Striscia di Terra Feconda 2018”, all’Auditorium Parco della Musica – [Photogallery]

Si è svolto ieri sera il concerto dei Musica Nuda – Petra Magoni e Ferruccio Spinetti, presso l’Auditorium Parco della Musica di Roma, in occasione della rassegna “Una Striscia di Terra Feconda 2018”.

L’amicizia tra Paolo Damiani (musicista, Direttore del Dipartimento Jazz presso il conservatorio S. Cecilia, compositore) e Armand Meignan (Direttore dei festival jazz di Le Mans e Nantes nonché Presidente-creatore di AFIJMA -AJC, rete di festival francesi con oltre 70 aderenti) ha creato un nuovo festival, “Una striscia di terra feconda“: poetico nome rubato a Rilke per un evento fondato sull’incontro, l’amicizia, lo scambio creativo tra jazz francese e   italiano.
Una striscia di terra feconda ha inventato ormai 21 anni fa e per la prima volta in Europa una “forma di festival” del tutto originale: invitare esclusivamente musicisti italiani e francesi, incentivando la creazione di formazioni con artisti dei due Paesi mediante Residenze e valorizzando non soltanto i musicisti più conosciuti ma anche i migliori giovani talenti. Le produzioni originali e la commissione di musica nuova mirano a spostare la musica più in là, aiutando gli artisti a emozionarci: ‘toucher au cœur’, voilà.

Come dicevamo, ospiti della serata di ieri l’atipico duo nato dall’incontro casuale tra Petra Magoni e Ferruccio Spinetti: i “Musica Nuda”, anticipati – in apertura – dalla prima mondiale di uno straordinario trio franco-italiano che unisce Jean Paul Celea, tra i massimi virtuosi del contrabbasso jazz e contemporaneo, con due poeti della ricerca più avanzata: François Couturier al pianoforte (già ascoltato con Brahem e McLaughlin) e Michele Rabbia alle percussioni, autentico maestro della poliritmia e architetto dello spazio e del tempo.

Ma chi sono i “Musica Nuda”? Nel 2003 i due si incrociano per la prima volta: Petra canta e Ferruccio è il contrabbassista degli Avion Travel (lo è stato dal 1990 fino al 2006). In quel periodo Petra Magoni ha in programma un mini-tour in alcuni piccoli club della “sua” Toscana con un amico chitarrista. Proprio il giorno del loro primo concerto in programma, quest’ultimo si ammala. Petra, invece di annullare la data, chiede a Ferruccio se ha voglia di sostituirlo all’ultimo minuto e lui d’impulso risponde sì. Un po’ jazz, un po’ canzone d’autore, un po’ rock, un po’ punk, e infine anche musica classica. Quando “la musica è nuda” non ci sono più confini, il suono originalissimo di Petra e Ferruccio si insinua in ogni composizione e le restituisce vita nuova, dando prova di una ecletticità davvero sorprendente. Come lo sono stati ieri sera per noi, che eravamo tra le file degli spettatori estasiati.

Illusa, ansiosa, convinta che la vita si debba spendere a rincorrere i propri sogni. “Da grande” vorrebbe fare la fotografa.

2018-09-22T13:45:18+00:00 22 settembre 2018|Live Report|0 Commenti