Musica & Lavoro: ospiti del giorno Area Social Media del Noisy Naples Fest.

Riprende il viaggio intorno alle professionalità del mondo musicale. Un ghiotto spunto ce lo offre la kermesse in atto in questa estate estiva, il Noisy Naples Fest, dall’ 11 giugno al 30 luglio, nel capoluogo campano. Questa rassegna ormai la conoscete, ve la stiamo documentando in tutte le sue sfaccettature. Con una line up ricchissima (Avitabile/Senese/Luchè; Bonobo; Noel Gallagher; Coez; Paul Kalkbrenner; Benji e Fede; Kasabian; Sting/Shaggy), una location molto suggestiva (l’Etes Arena Flegrea)  e una macchina organizzativa che sembra essere oleata da anni, scopriamo invece che il Festival è solo alla sua terza edizione e che il Direttore Artistico (Claudio De Magistris – fra gli ospiti di questo spaccato di Inside Music) è al suo primo incarico in questa rassegna.
Abbiamo sentito così l’esigenza di approfondire il dietro le quinte,  di scendere nelle viscere della messa in moto di questo incastro di professionalità che lavorano insieme per cercare di portare il meglio sul palco. Due ore di concerto per uno spettatore valgono mesi di lavoro per chi questo mondo lo vive nel suo interno.

“Ehhhh ma 70 euro per Noel Gallagher sono troppi, non è neppure con gli Oasis!”. Quando pensate al prezzo di un biglietto capite quante persone lavorano, e per quanto tempo, affinchè quelle due ore di concerto siano perfette? Quei 70 euro non sono che la punta dell’iceberg, il 90% del lavoro resta sommerso e noi proviamo a farlo venire fuori, a far galleggiare, anche il mondo sommerso. Sia chiaro, nessuno di loro (di noi) lavora in miniera, nè abbiamo la pretenziosità di salvare vite umane, ma la musica per certi versi le vite se anche non le salva, le rende migliori. Ed è giusto che il lavoro venga retribuito, e che la musica cominci ad essere considerata un lavoro, non una passione che può sfociare in un diversivo rispetto al “mestiere vero”!

Abbiamo pensato di iniziare questo viaggio con una squadra, più che con un singolo soggetto. Sono il team dell’Area Social Media del Noisy Naples Fest, l’equipe con cui noi di Inside Musicmedia partner dell’evento – ci siamo confrontati più spesso, le menti brillanti che si nascondono dietro alla strategia comunicativa 2.0, con una policy innovatrice rispetto alle edizioni precedenti e ai tanti altri Festival in giro per la penisola.

Il Social Media Manager è un ruolo che negli ultimi anni ha assunto una preponderanza nel mercato, una scalata al vertice dei mestieri, questo perchè ogni società, azienda, evento, in qualsiasi settore, non può prescindere dalla sua presenza sul web. Così essi sono le figure che curano la presenza di un progetto sui social network, caratterizzati dalla versatilità e dalla capacità di essere in grado di raggiungere obiettivi e generare profitti in base alle diverse realtà in cui si opera. Nel nostro caso, ogni artista ha un suo target di fan base, sue esigenze artistiche ed organizzative, e la strategia comunicativa va costruita “ad personam”. Bisogna creare un piano editoriale per ogni canale social, studiare il potenziale dell’evento e crearne i contenuti più adatti, dopo aver studiato il target e puntando verso precisi obiettivi. Contenuti che punteranno alla viralità.
Considerando l’ottimo riscontro in vendite di tutti gli spettacoli evasi finora, incontriamo chi si nasconde dietro alla facciata web del festival partenopeo, le menti di tale multimedialità.

Notoriamente in Italia il gap tra vecchi pionieri della comunicazione e giovani conoscitori di strategie di blogging e inbound marketing, accompagnate da conoscenze di SEO, content marketing, strategie di condivisione sui social, sembra più acuito che nel resto del mondo. Vi ha facilitato avere a che fare con un Produttore esecutivo classe ’90?
La cosa più bella è stata avere la fiducia e la libertà necessarie a sviluppare idee efficaci per aumentare la fanbase e promuovere gli eventi. In questo mestiere a volte è necessario rischiare e senza qualcuno che creda nelle nostre idee, sarebbe impossibile.

A proposito di facilitazioni e/o limitazioni, ce ne saranno state senz’altro da parte di manager, uffici stampa o comunque entourage artistico a tutto tondo, qualche episodio che vi va di ricordare? Magari ci spiegate l’esigenza  di puntualità di Noel Gallagher, oppure l’impianto luci richiesto da Coez.
Noel ha una schedule molto precisa di lavoro, è un artista molto meticoloso nella preparazione dei live. Coez, riguardo le luci, aveva l’intenzione di portare in questo tour un’idea di musica molto pura e senza contaminazioni. Lasciando quindi un ruolo volutamente marginale ai visuals. Nessuna particolare limitazione. Una curiosità: uno degli artisti ci ha chiesto un nano da giardino!

Ci direste chi?
E’ facile immaginarlo.

Un inglesismo molto diffuso in questo ramo è il ricorso allo storytelling che punti sulle emozioni. E per la versione 2.0 voi avete fatto leva sul patriottismo e l’amore di questa città per la propria squadra, regalando una t-shirt del Napoli personalizzata ad ogni ospite della kermesse, e realizzando video coadiuvati dalla presenza di un drone che rendeva tutto suggestivo, persino la corsa alla transenna sotto al sole. Come nascono queste idee?
Più che patriottismo parlerei di un sano senso di appartenenza: guardando a una dimensione internazionale, consci dei punti di forza delle nostre peculiarità culturali. Ogni artista a cui è stata regalata aveva una forte passione per il calcio (Noel ha addirittura ringraziato il Napoli per Jorginho al suo Manchester City a fine concerto). Sergio Pizzorno, oltre ad essere grande tifoso degli “underdogs” del Leicester, è di origini genoane: la squadra con il più solido gemellaggio con il Napoli. Cerchiamo di sperimentare sempre nuovi format per dare a chi segue il Festival contenuti esclusivi ed interessanti che vadano oltre l’esperienza del concerto.

A che target di persone mirate quando create i contributi social. Come avviene la calibrazione del lessico da utilizzare?
I target sono differenziati a seconda degli artisti e degli eventi da promuovere. Nonostante, ovviamente, ci sia un code di comunicazione comune a tutti i contenuti. Infine, lasciamo un po’ del nostro stile personale con citazioni e nel community management (sì, ci piacciono parecchio i Simpson).

Nella line up dei suoi desideri quale artista non potrebbe assolutamente mancare e sognate di vedere calcare in futuro quella stessa Arena?
Ne diamo uno a testa: Florence and The Machine, Kendrick Lamar, Childish Gambino, M83, Liam Gallagher.

A cura di Fabiana Criscuolo

Social Addicted. Sceneggiatrice su Whatsapp. Esperta in drammi sentimentali, pizze, panini e piadine. Sempre in bilico fra le due passioni: la ricerca scientifica e il giornalismo. Penna cinica del web appassionata di musica, arte e viaggi.

2018-07-14T08:51:46+00:00 14 luglio 2018|Musica&Lavoro, Rubriche|0 Commenti