Motta, parte da Roma il suo nuovo tour. Live Report

Tutto incominciò il 1 Maggio 2017. Mi ritrovai per caso al concertone di Roma e uno dei tanti artisti ad esibirsi fu MOTTA.
Fino ad allora ne sentii sempre parlare, seppi del Premio Tenco 2016, qualche amico mi consigliò sue canzoni, ma restia a tutte queste chiacchiere, non ebbi mai la curiosità di ascoltarlo.
Poi con quel primo maggio tutto cambiò; tra tutti gli artisti esibitisi fu quello che mi colpì di più. Perché? Risposta semplice: competenza, bravura. Perciò mi innamorai di una “Roma stasera” versione live e da lì passai a tutto l’album.

26 maggio, l’estate sembra esser arrivata nella capitale ed è proprio da qui che parte il suo nuovo tour.
Le luci si spengono, lentamente inizia un lungo intro, l’intro ipnotico di Ed è quasi come essere felice, singolo che apre Vivere o morire, il nuovo album uscito ad inizio aprile; un album che se volessimo mettere a confronto con La fine dei vent’anni si rivela più “dolce” senza venir meno a quella tetraggine che abbiamo sempre riscontrato in Motta. Un agro-dolce.

Come sempre, la prima cosa a cui faccio attenzione in un live è il suono, l’acustica. Beh, per la prima volta, tra i tantissimi concerti visti all’Atlantico, questo è stato quello dove non peccava nessun suono, tutto era al suo posto; suono fluido e pulito; ma di certo non parliamo di dilettanti, sappiamo dell’esperienza da fonico del cantautore.

Chitarra in mano e si passa al brano La fine dei vent’anni. Motta è un animale da palcoscenico, corre e salta da un lato all’altro del palco, un’anima scatenata, rock n’ roll. Dopo questo piccolo affaccio sul primo album si procede con i brani del nuovo lavoro come la coinvolgente Per amore e basta poi lasciata concludere alla chitarra di Condemi, o La prima volta, forse è proprio qui che esce la dolcezza di cui parlavo.
Di nuovo un intro, il pubblico quasi sicuro di una Roma stasera – non è ancora il momento – quando la band inaspettatamente ci spiazza con Del tempo che passa la felicità.
Prima di chiudere il concerto, Motta presenta (per la terza volta) la sua incredibile band: Cesare Petulicchio alla batteria, Federico Camisci al basso, Simone Padovani alle percussioni, Leonardo Milani alle tastiere e Giorgio Maria Condemi alle chitarre, tenendo a precisare che senza di loro tutto questo non sarebbe mai avvenuto; di certo non si poteva che chiudere con La nostra ultima canzone, ormai singolo che ha conquistato ogni radio.
Siamo alla fine: le luci si accendono, la folla è in procinto di uscire, quando dal palco incominciano a provenire le prime note di Mi parli di te, probabilmente il brano che nessuno si sarebbe aspettato dal cantautore livornese; malinconica, struggente, una dedica al padre.

Si è visto un Motta più sciolto, più sicuro di sé; un Motta contento di esser ritornato sul palco, ché sappiamo tutti che quello è il posto che gli spetta.

 

Beatrice Sacco

Beatrice Sacco

Studentessa di Architettura. Puoi trovarla a qualsiasi concerto o festival
in programma in tutto il mondo. Combatte ogni giorno il panico. La pecora
nera della famiglia.

2018-05-27T16:04:04+00:00 27 maggio 2018|Live Report|0 Commenti