Millepiedi di Narducci : ho scritto il testo in fissa con gli Strokes

di Paola Pagni

Millepiedi di Narducci è un atipico singolo estivo di cui avevamo davvero bisogno.

Un brano che si riassume in un sound influenzato da venature hip hop e R’n’B e un testo tipicamente indie-pop: un amore complicato, contestualizzato al periodo storico in cui ci troviamo.

Narducci invece è un cantautore classe ’99.

Attualmente di base a Milano, ha trascorso la sua adolescenza nella piccola realtà di Isernia, in Molise, dove ha preso vita anche il suo progetto musicale. Le sue canzoni sono romantiche, struggenti e spesso rimandano alla malinconia di un amore sottratto al tempo.

Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Narducci, per saperne di più sul suo Millepiedi, sul Molise (che esiste) e su di lui.

narducci

L’intervista

Millepiedi ha il sound di una fresca canzone estiva ma parla di una storia d’amore che in non va proprio benissimo: come lo racconteresti?

Più che di una storia estiva, parla della mia ultima relazione. Solitamente non riesco a parlare facilmente di cose che mi riguardano da vicino ed è questo che mi porta a scrivere di continuo. La musica è un linguaggio che mi fa sentire a mio agio e se dovessi riarrangiare Millepiedi per raccontarla in modo diverso, probabilmente lo farei esattamente nello stesso modo.

Le sonorità di questo brano riassumono diverse influenze: qual è stata la tua ispirazione per realizzarlo?

Non credo di aver avuto una vera e propria ispirazione, quando abbiamo avviato la produzione mi sono lasciato trasportare da ciò che provavo in quel momento. Solitamente ascolto di tutto, dal Jazz all’Hip Hop passando per il cantautorato e la techno.

Quando ho scritto il testo ero in fissa con gli Strokes (ride)

Arancia, il tuo singolo precedente, aveva un mood molto diverso, però parlava comunque di una storia finita: come mai questo cambiamento?

Arancia è uscita a Dicembre;

Con il tempo ho capito che nell’indie mi sentivo stretto, da qui la decisione di cambiare radicalmente sound.

Sicuramente non ho raggiunto a pieno lo sviluppo della mia idea, ma credo sia una bella fase transitoria.

Tu sei Molisano, di Isernia quindi il Molise non solo esiste ma si fa anche sentire: quali sono secondo te i vantaggi e gli svantaggi, artisticamente parlando, di aver vissuto, almeno all’inizio, una realtà più distante da quella Milanese?

Sicuramente il vantaggio principale, non essendoci mai stata una vera e propria scena musicale, è stato quello di poter vivere la propria personalitàà artistica facendo affidamento solo su me stesso.

Quanto agli svantaggi, ce ne sono stati tantissimi.

 A Isernia non eravamo molti a far musica, di conseguenza è sempre stato difficile confrontarsi con altri artisti, produttori o addetti ai lavori;

In più non ci sono mai stati locali in cui far sentire la propria musica per ricevere dei feed ed era sempre più difficile organizzare dei live portando inediti e non cover.

Fortunatamente le cose nel tempo stanno migliorando, proprio questo sabato suoniamo qui!

Come ti sei avvicinato alla musica e chi è stata la prima persona a credere in te?

Mi sono avvicinato alla musica in terza elementare, sentendo mio fratello suonare la chitarra in cameretta. Incuriosito dalla cosa ho iniziato a prender lezioni di strumento senza mai più smettere.

Credo che le prime persone a credere in me siano stati i miei genitori, mi hanno sempre appoggiato nei vari progetti.

Hai gìà pensato ai tuoi prossimi progetti musicali?

Sicuramente dopo l’estate uscirà un nuovo singolo, e poi chissà, magari un Ep!

E noi saremo qui ! Ma nel frattempo che dite, canticchiamo Millepiedi?

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