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Migaso, dalla Francia all’Italia passando (anche) per i Litfiba

by Paola Pagni

Il 4 Settembre MIGASO, cantautore italo-francese, si esibirà in apertura dello spettacolo speciale “VEDI ALLA VOCE. Serata con fantasmi enigmatici e pacifici” di Pacifico e Stefano Bartezzaghi

(inizio spettacolo ore 19.00 – ingresso 15 euro – prevendite disponibili su mailticket.it). L’evento si inserisce all’interno del FESTIVAL DI VILLA ARCONATI a Castellazzo di Bollate (MI).

Ma chi è Migaso?

Migaso

Figlio di italiani emigrati in Francia per cercare lavoro, Antonio Martino in arte MIGASO nasce e muove i primi passi nei tristi e freddi sobborghi di Parigi. 

La sua musica è un mix di tutte le esperienze della sua vita: le origini italiane, il feeling del blues, l’attitudine rock, la cultura e la musica delle notti parigine.

Una chitarra onnipresente, indiavolata e aggressiva si incontra con una voce soave che deve farsi strada per aprire il suo cuore.

MIGASO ha all’attivo tre album in lingua italiana (Migasolandia / Luminescenza / MeKaNiKa)

In passato ha anche aperto un concerto dei Litfiba a Parigi, in una mirabolante giornata che ci ha raccontato, insieme a molto altro, nella nostra intervista di oggi.

L’intervista

Ciao Antonio, benvenuto su Insidemusic! Comincio subito da una curiosità: come mai questo nome, Migaso? Ha un significato particolare?

Ciao Paola, In realtà Migaso è un piccolo segreto che custodisco ….

Capisco, magari ce lo svelerai più avanti chissà!

Tu sei nato in Francia da genitori italiani: qual è, se dovessi riassumerlo, il legame che senti con questi due paesi?

Sì sono nato in Francia à Aubervilliers in periferia di Parigi, da genitori Calabresi che vengono dallo stesso paesino (Grisolia in provincia di Cosenza). Figlio di emigrati Italiani di prima generazione.

Ci sarebbe molto da dire su questa parentela Franco-Italiana. Ma per riassumere diciamo che la Francia mi ha aperto la mente e l’Italia il cuore.

Il 4 Settembre ti esibirai in apertura dello spettacolo speciale “VEDI ALLA VOCE. Serata con fantasmi enigmatici e pacifici ” di Pacifico e Stefano Bartezzaghi. Hai già pensato alla scaletta?

Pronta… Anche se devo ammettere che non è stato semplice realizzare una scaletta equilibrata per questo evento in Italia. Doveva essere adatta alla mia performance da one man show, visto che sarò da solo con la mia chitarra in modalità unplugged, e dare un pannello delle diverse sfumature di Migaso in pochi brani.

Sarà una piccola challenge per me presentarvi questi brani senza la mia band.

Che impronta vuoi dare a questo tuo live?

Viste le circostanze vorrei lasciare un’impronta di autenticità presentando i miei brani nella loro forma la più umile e denudata possibile. Il live e il contatto umano si fanno sempre più rari…

E cosa significa per te tornare a suonare in Italia?

Significa tornare a casa, tornare dalla famiglia. E condividere la mia esperienza acquisita all’estero con voi.

In passato hai aperto uno concerto Parigino dei Litfiba, quindi in quell’occasione è l’Italia che ti è venuta a cercare: come è stata quell’esperienza per te?

Si, è stata un’esperienza memorabile perché in quella giornata è successo di tutto!

Quando siamo arrivati per installarci all’Elysée Montmartre c’era già la fila dei fans dei Litfiba che venivano da tutta l’Europa, stavano lì dalla mattina.

Aspettavano fuori mentre noi caricavamo il materiale dentro la sala per portarlo sul palco. Incuriositi, hanno iniziato a chiederci: «Ma chi siete?» Ed io li ho risposto: «siamo il gruppo spalla».

E li hanno iniziato a mandarci a quel paese dicendo che volevano soltanto i Litfiba…

Poi mentre stavo effettuando il soundcheck con la mia band mi informano che mio padre era stato ricoverato in urgenza… Ho dovuto lasciare tutto e andare in ospedale…

Ma «the show must go on» diceva Freddie Mercury, e sono tornato giusto in tempo per salire sul palco con la grinta giusta.

Accidenti che forza di volontà, complimenti

Già, sono tornato sul palco e all’inizio mi sono arrivati dei fischi e degli insulti.

Ma dopo qualche minuto che ho iniziato a suonare, i fischi si sono trasformati in applausi e incoraggiamenti. Ricordo ancora i fans dei Litfiba che gridavano «Ma chi sei ?!».

Sono sceso dal palco e la gente ci diceva «Bravi!», «avete un CD ?!».

Dietro le quinte ci siamo incontrati con Piero Pelu e Ghigo che ci hanno stretto la mano e si sono complimentati per la performance.

È stato un momento simbolico e una bella ricompensa.

Il giorno dopo apro il giornale «le Parisien» e in prima pagina leggo ancora insonnolito: «L’Elysée Montmartre è stata distrutta bruciata da un incendio» …

Voilà, ecco la giornata epica di Migaso con i Litfiba 😉

Beh di sicuro non sono mancate le emozioni!

Ed il tuo futuro prossimo ,vedrà quindi un ritorno più stabile nel nostro paese? Perché?

Mi piacerebbe sì. Perché rimarrò sempre attaccato all’Italia. E perché canto in Italiano.

Il futuro purtroppo oggi per gli artisti dello spettacolo live dipende dal contesto internazionale che stiamo vivendo.

Ma è troppo chiederti qualcosa sui tuoi prossimi progetti?

Come dico in uno dei miei ultimi brani («Tramonto» / Album «MeKaNiKa»):

«Tutto è fermo qui, resta in attesa e, pronti ad accogliere la meraviglia…»

Wait and see in base alle opportunità e gli incontri che si faranno in questo clima pandemico…

Beh , allora intanto ci diamo appuntamento al 4 Settembre a Milano, ed un grandissimo in bocca al lupo per tutto quello che verrà!

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