Michael Stipe a Roma ieri ha presentato il suo libro fotografico (Our Interference Times – a visual record ) al Maxxi, di fianco a Giovanna Melandri. Sessant’anni, non si direbbe certo, per un uomo che guarda avanti e che sembra non essere pronto a tornare sui suoi passi per la tristezza di molti fan. Il passaggio alla foto è stato breve.  «Presi una Canon e iniziai a fare foto nel 1974. Frequentavo un corso di Scienze ambientali, i professori erano dei giovani hippies che volevano trasmetterci i loro valori. E ci sono riusciti». «Quando scrivo un brano, le immagini mi scorrono nella mente e cerco di inserirle in un paesaggio».

Il tempo dei Rem

Spiega Michael Stipe «Oggi  sarò a cena a Londra con il bassista Mike Mills, ma il tempo dei Rem è finito, basta», ha spiegato a chi, ovviamente, non vede l’ora che la band ritorni di nuovo a incidere musica. Qualche tempo fa, Stipe ha pubblicato un brano che si intitola Your capricious soul, il cui ricavo del primo anno, esattamente come quello che deriverà dal libro, andrà agli attiviti di Extinction Rebellion.

 «Per me la musica è una passione. Non sento la fretta di far uscire dei singoli. Ti chiedo solo di non trattenere il fiato e di goderti il viaggio». Dunque si. Ci sarà nuova musica, è solo un arrivederci, ma con i suoi tempi, dettati senza se e senza ma. Ora è il tempo delle foto: «Il libro va ad esplorare quello che è avvenuto negli ultimi dieci anni, ossia l’incontro di due mondi, quello analogico e quello digitale. Due mondi che non sempre riescono a parlarsi con le parole giuste».

Le parole di Michael Stipe rispetto ai social e alla tecnologia 

«Amo la tecnologia e quello che porta, ma non l’atteggiamento manipolatorio dei social media. Non sono mai stato su Twitter e non mi piace il modo in cui viene utilizzato, soprattutto da Trump, in particolare due anni fa. Ritengo che, se non lo avesse fatto, magari oggi vivremmo in un mondo diverso». E poi Instagram: «Uno dei miei migliori amici una volta mi ha detto che stare su Instagram è un lavoro a tempo pieno. Io sinceramente ho rinunciato a questo lavoro», «Nel libro c’è un omaggio a Federico Fellini, uno dei miei registi preferiti. Il film E la nave va è un capolavoro».