Mazzo Extra Fest – Nuova Napoli sul Palco, vecchia Napoli al botteghino.

Napoli città in rinascita. Napoli in continuo fermento, Napoli che vuole guardare al futuro, Napoli che resta irrimediabilmente affossata nei suoi vecchi difetti.

Qualche settimana fa comincia a diffondersi sui social network la notizia di un concerto molto atteso da queste parti. I Nu Guinea, suoneranno in formazione full band a Napoli. Con il loro album Nuova Napoli, Massimo Di Lena e Lucio Aquilina, hanno riportato in auge l’epoca d’oro della disco napoletana che a cavallo degli anni ’70 e ’80.

Dj napoletani, trapiantati a Berlino, hanno saputo insieme alla voce di Fabiana Martone ridestare le sorti di un genere che giaceva negli scantinati di molti depositi napoletani. Il loro lavoro di ricerca ha portato alle stampe un album che condensa disco music, funk e ritmiche della tradizione partenopea riproposte con una freschezza inconsueta, tale da raccogliere consensi quasi unanimi in tutto il paese e non solo, visti i successi che il loro tour sta raccogliendo anche e soprattutto all’estero.

Ebbene, l’evento era davvero appetitoso, sui social poi c’era anche la possibilità di acquistare velocemente con un paio di click il biglietto early bird ad un prezzo davvero vantaggioso. Così fanno molte persone, si assicurano il diritto ad entrare, cosa insolita per un territorio abituato ad eventi in cui si paga all’ingresso rendendo difficile prevedere i flussi d’ingresso.

L’evento invece procede bene, i biglietti venduti in prevendita sono numerosi, qualcuno informalmente comincia ad informarsi sugli orari a cui conviene arrivare, essendo i live in questo paese afflitti da un altro annoso problema, quello del rispetto degli orari.

Intanto l’organizzazione del MAZZO EXTRA FEST fa sapere che arrivando entro le 18 l’ingresso sarà gratuito, risultato già dal primo pomeriggio, per chi può permettersi di arrivare sul posto a quell’ora, il cortile comincia a popolarsi. La location è insolita per le venues cittadine, il concerto infatti si tiene nell’area dell’ex Ospedale Militare nel complesso della SS. Trinità delle Monache, uno delle abbazie più antiche di Napoli, che offre una vista mozzafiato sul golfo della città. Tutto molto bello se non fosse che già nel primo pomeriggio ai cancelli comincia ad affollarsi un gran numero di persone, molti senza biglietto arrivati presto per accaparrarsi un ticket, che si confondevano con chi avendo già acquistatolo in prevendita non aveva nessuna corsia preferenziale. Nel forum dell’evento alcuni chiedono informazioni sul parcheggio, nessuna risposta.

L’ingresso al complesso destinato al concerto poi, nonostante le recenti norme derivanti dai disordini di Torino, non garantiva altre vie d’accesso e di uscita se non un cancello pedonale ed uno per gli autoveicoli. Dallo stesso cancello intorno alle 20 dovrà entrare una camionetta della polizia intervenuta per i disordini derivanti dalla chiusura dei cancelli.

La situazione comincia a diventare paradossale quando la direzione dell’evento decide di non far entrare più nessuno per raggiunta capienza. Molte persone provviste di biglietto rimangono fuori premendo ai cancelli. La polizia si affianca al servizio d’ordine palesemente spaesato. Appare chiaro che nessuno, a parte qualche poliziotto, ha il polso della situazione. Qualcuno riesce ad accedere al giardino che fa da anticamera al cortile dell’ex ospedale militare. Intanto il concerto è iniziato, nessuno degli organizzatori per lunghi quarti d’ora si palesa per spiegare cosa sta succedendo. Si diffonde la voce che non entrerà più nessuno. Qualcuno spazientito vorrebbe andar via ma a quel punto tutti i “rimbalzati” sono bloccati in quell’anticamera improvvisata perché intanto anche il cancello pedonale è stato chiuso. Ancora nessuna notizia dagli organizzatori. Gli animi rischiano di scaldarsi più volte, ma ciò che prevale è lo scoramento, è palese l’impreparazione di chi ha organizzato l’evento.

La musica arriva flebile mentre comincia a smuoversi qualcosa, pare che forse a quel punto, sono le 22, gli irriducibili entreranno per grazia ricevuta. Siamo pur sempre nella Santissima trinità delle monache, se non alla professionalità di chi organizza concerti per lavoro ci si può forse appellare a qualche divinità. Chiedere un miracolo, chiedere che qualcosa cambi per intercessione di forse trascendentali e non per opera di qualcuno che sappia fare il lavoro per cui intasca soldi anche e largamente in prevendita. È pur sempre il giorno di San Gennaro, siamo lì in attesa di un miracolo, San Genna’ lo sai siamo clienti, vogliamo il trattamento, anche se abbiamo il biglietto per entrare al concerto lo chiediamo come fosse un favore, non sia mai che un nostro diritto venga preso come tale. È sempre un favore che ci fate, come quello che avete fatto facendo entrare le persone gratuitamente al pomeriggio. Magari qualcuno dell’organizzazione si fosse fatto da solo il piacere di contare gli ingressi, di calcolare la capienza, di porre un limite agli accessi garantendo che non si arrivasse al paradosso serale.

mazzo extra fest

Alcuni entrano sventolando un foglio di carta altri sventolando un cellullare, nessun controllo particolare, c’è impazienza. Mi chiedo come si farà a gestire i rimborsi, qualora ce ne saranno, dei biglietti che non sono stati utilizzati per via della chiusura dei cancelli, ma alla fine i diritti sono solo l’ultimo dei pensieri, l’importante è fare festa, sentire la musica, divertirsi, far rinascere questa città sulle macerie mai davvero messe via.  L’ingresso è situato al fianco del palco, unica entrata ed unica uscita giusto in mezzo tra il palco e l’angolo bar, notoriamente i luoghi più affollati quando c’è un concerto, altro colpo di genio.

La musica però ci salverà, la nuova Napoli dei Nu Guinea sarà la nostra redenzione. Ci salveremo ballando, chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato, scordiamoci il passato, amici come prima che pare brutto se uno si lamenta, devono campare tutti, dai che fa, la prossima volta andrà meglio, o forse la prossima volta sarà uguale, nessuna prevendita , il concerto comincerà un’ora dopo l’orario indicato ma entreranno tutti, forse chi sa, a Napoli chi può dirlo.

La Nuova Napoli sul palco, la vecchia Napoli ai botteghini. A volte penso che questa città non meriti la bellezza di tanta musica che ispira, o forse l’arte è un modo per redimersi dalle insanabili ferite che questo territorio porta con sé come fosse parte del suo DNA. Sta di fatto che I NU Guinea fanno ballare tutta la platea, una bellissima platea, variegata e colorata con tanta voglia di divertirsi ed ascoltare musica di qualità. Napoli è una città in rinascita, che per certi versi è già nel futuro, anche se per altri risulta irrimediabilmente zavorrata nel passato.

A Massimo Di Lena e Lucio Aquilina auguro di suonare tantissimo, con organizzazioni che sappiano valorizzare quanto di bello portano in giro, specialmente nella formazione al completo. La voce di Fabiana Martone è un biglietto per il paradiso, di una potenza e di un’estensione incredibili. Uno spettacolo coloratissimo, fatto di suoni e colori, ritmiche precise e serrate. Raramente mi è capitato di vedere un pubblico più gratificato dal suono che arrivava dal palco. Era Napoli ma sembrava di essere altrove quando la musica scorreva serena e senza intoppi.

Il concerto finisce alle 23 in punto, i Nu Guinea concedono un bis e raccolgono i meritati applausi, almeno loro non hanno tradito le aspettative. Le persone defluiscono con calma, alcuni restano a fare un giro per i mercatini situati in coda al cortile. Napoli città in rinascita. Napoli in continuo fermento, Napoli che vuole guardare al futuro, Napoli che resta irrimediabilmente affossata nei suoi vecchi difetti. Scordiamoci il passato, andiamo a casa ed ascoltiamoci un disco dei Nu Guinea in attesa del prossimo concerto, quello appena finito è stata solo un’altra storia italiana (e napoletana) da raccontare, nel bene e nel male.

Speaker radiofonico, giornalista musicale e scrittore. Cresciuto a pane e grandi classici negli ultimi anni si è dedicato alla scena emergente italiana, quando ancora definirla Indie aveva un senso, ospitando nel suo programma e recensendo nella sua rubrica molti dei più promettenti artisti italiani emergenti in particolar modo della scena campana.

2018-09-20T10:22:06+00:00 20 settembre 2018|Live Report, The Other Side|0 Commenti