Masa Squiat: cosa ho in mente per i prossimi mesi? Spaccare di brutto

di Paola Pagni

Da maggio è disponibile su tutte le piattaforme digitali “Chi l’avrebbe detto”, l’EP d’esordio di Masa Squiat. L’intero lavoro è prodotto da Afterouge, con la collaborazione di Andrea Testore, Stefano Gabriele Belforte e Axel Scarpulla in “Autostop”, e di Andrea Testore in “Lil Celentano”.

Masa Squiat è il primo rapper in Italia a pubblicare il suo disco in formato NFT.

Chi l’avrebbe detto è il frutto di una lunga gestazione partita dal lavoro in studio tra il rapper Masa Squiat e il beatmaker Afterouge, sviluppatasi poi durante la “quarantena”. I brani sono stati scritti e prodotti in un arco di tempo che va dalla fine del 2019 per terminare nei primi mesi del 2021.

L’album “CHI L’AVREBBE DETTO” tratta tematiche strettamente personali, è un disco molto vissuto per quanto riguarda i testi e l’espressività del rappato, ma allo stesso tempo è molto musicale.

Si è cercato di bilanciare la profondità dello scritto con delle sonorità calde, melodiche e avvolgenti.

In brani come “Fiori Blu” ad esempio, si possono cogliere le atmosfere Afrobeat/Trap, mentre in “Ti Volevo” le sfumature del mondo Indie/Rock. Il titolo dell’album riprende il nome dal singolo pubblicato lo scorso anno con la collaborazione di Afterouge e del noto produttore Michele Canova, ed è stato scelto per riassumere e rappresentare al meglio tutte le avventure e disavventure trascorse durante l’annata del Covid.

Abbiamo scambiato qualche battuta con Masa Squiat, che ci ha rivelato, tra le altre cose, che nei prossimi mesi ha intenzione di spaccare di brutto.

Intervista a Masa Squiat

Ciao Michele, benvenuto su Insidemusic. Sei appena uscito con il tuo primo e lo hai fatto in modo originale, pubblicandolo interamente in NFT: come mai questa scelta?

Ciao ragazzi, si in realtà prima di questo progetto pubblicai nel 2016 l’Ep “Tra Sogno e Realta'” con Deal The Beatkrusher.
L’idea dell’Nft è nata per gioco e devo ringraziare il mio beatmaker Afterouge per avermi suggerito questa nuova formula di pubblicazione.

Pensi si stia perdendo originalità nella musica?

Mah se devo risponderti come se fossimo due amici al bar quindi distaccandomi dal  profilo artistico ti rispondo di si, indubbiamente, anche se, come ogni epoca storica rimpiange la precedente di essere migliore, o economicamente più florida, stesso discorso vale per la musica, tra dieci anni diremo che oggi si facevano canzoni più belle eccetera eccetera, perché è nel Dna umano voltarsi indietro e guardare il passato, quindi per farla breve è un sì e no, si è perso qualcosa in termini di sperimentazione, ma cercando bene si riesce ancora a trovare roba stilosa.

“Chi l’avrebbe detto” parla molto di te: è stato difficile raccontarsi?

In realtà no anzi, mi viene più difficile dover raccontare situazioni che non ho vissuto in prima persona.
Poi delle volte capita che certe rime vorrei non venissero ascoltate proprio da chiunque, perché è come se ci si rendesse vulnerabili senza volerlo quando si scrivono delle robe sentite.
Però fa parte del mestiere quindi va bene così.
Sicuramente non mi sentirete mai cantare ” guapa te quiero my amor” su qualche base reggaeton, o trappare “vendo i g nella street, ye ye”. Ahaha faccio esempi a caso.

Musicalmente il disco sembra essere influenzato da diversi stili: ti piacciono le contaminazioni?

Si anche se va a periodi, ad esempio ora sto scrivendo su basi totalmente suonate in stile The Roots o alla J Dilla, per darvi una vaga idea di sound.

Sono passati 5 anni dal tuo debutto: c’è un momento che riconosci come “cruciale” nel percorso fatto finora? Perché?

Sì l’anno scorso quando vinsi il contest di brani di Michele Canova, vincendo per appunto una sua produzione. Lì ho capito che forse qualcosa si stava iniziando a sbloccare. A livello di maturazione artistica parlo. Poi tutto il resto e le cazzate del successo sono una conseguenza.

Tu vanti già numerose esperienze live: ti stai preparando a tornare sul palco?

Si anche se quest’estate a parte qualche live in città mi focalizzerò a produrre nuovi pezzi principalmente, nel mentre con il manager ed il  team ci stiamo organizzando per portare in tour il progetto dall’inverno in avanti.

Stai già progettando il prossimo passo, artisticamente parlando?

Yes ma non posso dire molto in merito.
Presto sentirete amici.

Se dovessi coniare un motto personale, o riassumere in 3 parole quello che hai in mente per i prossimi mesi, quale sarebbe?

Spaccare di brutto. 

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