Marco D’anna – Mexico ’86 [Recensione]

di InsideMusic

A distanza di due anni dall’album La Mela, Marco D’Anna ritorna a pubblicare degli inediti con una veste sonora ed un immaginario completamente diverso dal precedente lavoro.

doveva essere così il futuro, una pallottola spuntata ed un duro, con una giacca in finta pelle che starà sicuramente meglio a me…

I Mondiali in Messico nel 1986 rappresentano per molti italiani, almeno fino alla famosa “nazionale del 2006”, il più bel ricordo sportivo della loro vita. Anche rivedendo le immagini del mondiale tedesco quelle dell’86 rimangono ancora immerse in un alone di romanticismo che non è scolorito col tempo. E’ come se tutti, pensando a quella formula abbreviata in messicoottantasei, tornassimo bambini. Ed è questo che rappresenta l’EP di Marco D’Anna.  Ad un primo ascolto mi ha incuriosito la scelta sonora apparentemente “mainstream“. E’ facile infatti pensare alle ultime produzioni di artisti come TheGiornalisti, Ex-Otago o Gazzelle, solo per citarne alcuni.

E’ chiaro che ormai il mercato discografico ha una gran voglia di sonorità anni 80 ormai ampiamente sdoganate. Ma “Mexico 86”, così si intitola la prima delle tre parti in cui è pensata la prossima fatica discografica del cantautore napoletano.  Questo è il primo e.p., cui seguirà “Italia ‘90” e infine il disco. Tre uscite in musicassetta e digitale ovviamente. Un’operazione molto simile a quella compiuta dai Belle And Sebastian col loro ultimo disco “How to solve our human problems” che è stato pubblicato sotto forma di tre ep poi radunati nell’album.

Le canzoni di Mexico 86 ricordano per certi versi e anche per la voce i Fossati e i Finardi degli anni 80, riferimenti non scontati a quel tipo di cantautorato quando molti invece per proporre prodotti simili si orientano molto più decisamente sul versante del dream pop di vendittiana memoria. 

Marco D’Anna e la sua band, tra i quali spicca Luigi Esposito che presta il suo pianoforte a molte delle produzioni napoletane, hanno compiuto un percorso a ritroso negli anni ricostruendo delle ambientazioni sonore, un’operazione di ricerca più che di copia. Una  ricerca che strizza l’occhio al mainstream ma fa venir fuori anche il bisogno di ritrovare la propria di infanzia da vicino. Per chi scrive ed anche per Marco D’Anna quella parte dell’infanzia evocata coincide inevitabilmente con gli anni 80. Cosi nasce una operazione nostalgia particolare, lowfi se si vuole che è anche un ritorno ai nostri primi suoni in qualche modo. All’interno del disco ci sono varie da film come Ritorno al Futuro passando per i tg d’epoca fino al famoso modem 56k.

Come si sta in Bici e Diamante sono il cuore dell’EP, dove si raggiungere il giusto equilibrio tra il vecchio ed il nuovo D’Anna.

Non ci resta che aspettare i prossimi capitoli per crescere insieme ai dischi ed alle canzoni, come abbiamo fatto all’epoca e come continuiamo a fare, tutti noi, canzone dopo canzone, disco dopo disco.

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