Maranuda: in uscita “Carne”, il nuovo singolo

di Adriana Santovito

Dopo il successo di Giganti, il singolo uscito a fine luglio che ha già raccolto 86mila ascolti su Spotify, i MARANUDA rilasciano la loro ultima fatica. Carne, la nuova canzone del duo bresciano formato da Simone Pedrini e Max Berardi, verrà rilasciato domani, martedì 22 settembre, su tutte le piattaforme digitali in contemporanea con la pubblicazione dell’omonimo videoclip realizzato da Pietro Berselli. E per festeggiare questo nuovo traguardo appuntamento giovedì 24 settembre al Belleville di Paratico (BS) con uno showcase live in cui i Maranuda daranno al pubblico un assaggio in anteprima assoluta della loro nuova produzione, insieme ai brani dell’EP d’esordio, Zero.

Chi mastica un po’ di scena musicale bresciana e bergamasca conosce i Maranuda già da qualche tempo e chi frequenta i locali e i festival della zona (Latteria Molloy, Belleville, 4/qUARTI, Forest Summer Fest, Albori) in questi ultimi 10 anni avrà visto innumerevoli volte Simone Pedrini e Max Berardi magari dietro al bancone a preparare cocktail o lavorare dietro al palco, perché è dal “backstage” che vengono ed è lo “stage” la meta della prossima incursione.

Lavorare per anni nei locali e nei festival a stretto contatto con musicisti, tecnici, promoter, ci ha portato a conoscere a fondo ed amare il mondo della musica live, e poter suonare dal vivo è sempre stato il fine ultimo di tutto il nostro lavoro.”

Giovani, carini e (temporaneamente) disoccupati, come tutti i lavoratori del mondo dello spettacolo in questo periodo. Ma i Maranuda hanno “bisogno di esplosioni” e hanno “la fame dei giganti”, per citare i loro ultimi singoli, e sognano di poter presentare quanto prima la loro nuova produzione dal vivo, sul palco, davanti al pubblico in carne ed ossa.

Simone e Max, rispettivamente 28 e 30 anni, sono un duo dal 2010. Amano mescolare due universi musicali apparentemente distanti, il cantautorato e la musica elettronica, e sfuggono alle definizioni.

“Non amiamo le etichette e non sentiamo di appartenere a un genere musicale definito. Ci piace sperimentare e andare in cerca di qualcosa di nuovo, anche se nel nostro DNA abbiamo le sonorità degli anni 90” – spiega Simone.

Dopo 10 anni di musica e a distanza di 4 anni da “Zero”, il nostro EP d’esordio, eravamo alla ricerca di una nuova identità– racconta Max“Negli ultimi tempi ci siamo chiusi dentro al Tup Studio insieme ai tecnici, produttori e musicisti Lorenzo Caperchi e Brown Barcella. Abbiamo lavorato insieme a loro, influenzandoci a vicenda, con l’obiettivo di realizzare un lavoro genuino e allo stesso tempo dimpatto, che ci rappresentasse al meglio e in cui si fondesse la nostra vena cantautorale con un suono elettronico più moderno e sperimentale.”

Il 30 luglio 2020 usciva su Youtube e sulle principali piattaforme digitali Giganti, il singolo del loro ritorno sulla scena musicale, un successo che è andato ben oltre ogni aspettativa (oltre 86 mila ascolti su Spotify) e martedì 22 settembre 2020 sarà la volta di Carne, un assaggio della loro nuova produzione.

CARNE (TESTO)

Carne mia, ascoltami. distruggi e difendimi

dalle schegge degli occhi miei che esplodono.

Prenditi cura della mia assenza, dell’arte poco edificante

che cammina al posto mio nelle mie scarpe.

L’hai capito anche tu che sono salti che non so fare,

quelli all’indietro mentre mi vado a cercare.

E insegnami la dismisura, il disordine,

la facilità con cui si impara a perdere

ho bisogno di esplosioni, di macerie e di treni ad libitum,

di essere fango, di essere…

Le destinazioni mi fregano sempre, c’è poco da fare…

Guardami, inseguo orizzonti che sembrano mani.

Mi toccano e sporcano le idee,

accarezzano, spingendomi lontano.

Voglio sentire di più, voglio poterti trovare,

ma sei nel ricordo giù nero, la casa delle paure.

E insegnami la dismisura, il disordine,

la facilità con cui si impara a perdere

ho bisogno di esplosioni, di macerie e di treni ad libitum,

di essere fango, di essere…

“Carne è fare i conti con ciò che ci tiene in trappola, è la voglia di esplodere e realizzare ciò che realmente siamo – spiega Simone, autore del brano – recuperando il piccolo che abbiamo dimenticato.”

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