Lasciamo fare alla musica: Mannarino incanta il No Borders Music Festival

di InsideMusic

Sono 3mila le persone accorse al lago superiore di Fusine per assistere allo spettacolo di Mannarino il 30 luglio 2022

“In principio era la voce..” recita Cantaré, una delle canzoni più ascoltate di V, l’ultimo disco pubblicato da Mannarino.

Non più il verbo, come si è sempre pensato: all’origine di tutto c’era la voce, un mix di suoni all’apparenza confusionari e sconclusionati che solo dopo un secondo, terzo, quarto ascolto prendeva ufficialmente forma.

Ed è proprio alla calda e inconfondibile voce di Mannarino che tutto il pubblico del No Borders Music Festival si aggrappa per emozionarsi e, come difficilmente accade durante i concerti, talvolta restare in silenzio.

Sarà stata l’atmosfera, sarà stato l’essere circondati dalle meravigliose montagne tarvisiane o la prossimità con gli incantevoli laghi di Fusine, ma la tappa del tour di Mannarino il 30 luglio presso il No Borders Music Festival ha lasciato il segno.

Il concerto ha, come nelle altre date del tour, dato la precedenza alle canzoni di V, il quinto album del cantautore romano; V è un progetto unico nel suo genere perché parla le lingue del mondo, intriso di suoni di foresta e voci indigene registrate in Amazzonia.

Già dalle prime note di Africa, canzone d’apertura del concerto, e poi a seguire Fiume Nero e Agua il pubblico viene letteralmente catapultato in un contesto tribale, ipnotico. Le canzoni, in cui vengono riprodotte urla di battaglia, suoni della natura, forze ancestrali e primordiali, corpi, festa ed energia, danno vita a un vero e proprio rituale: la chiave per entrare nel mondo di Mannarino.

Sulle note dei grandi classici, poi, Mannarino sceglie di far ballare a più non posso gli spettatori: con Apriti cielo, L’impero, Tevere Grand Hotel, Bar della Rabbia, sono partite delle vere e proprie ovazioni.

Mannarino e la sua band eccezionale sono un’unica cosa

Se di Mannarino tutti ormai riconoscono lo stile o la voce da chilometri di distanza, giunti a questo punto del tour è possibile affermare lo stesso anche delle persone che insieme al cantatuore riempiono il palco di talento ed energia.

Mannarino sa perfettamente quali suoni, musiche e ritmi vanno portati sul palco e sa benissimo che da solo non sarebbe in grado di realizzarli. Per questo si circonda di artisti talentuosi e coinvolgenti che arricchiscono la scena senza sovrastare uno il lavoro dell’altro.

Sì, perché se tra i membri di una band vige pieno rispetto, sinergia e soprattutto voglia di divertirsi, si vede. E anche tanto.

Un grande shoutout dunque a Lavinia Mancusi, Simona Sciacca, Gioia Persichetti, voci e tamburi, che non solo rappresentano il centro sonoro di tutto il set ma interpretano anche i messaggi che le canzoni di Mannarino desiderano lasciare al pubblico. Alle chitarre e al basso un energico Alessandro Chimienti ed un preciso Emanuele Triglia; alle tastiere e synth la vivacità di Seby Burgio.

I talentuosi Puccio Panettieri e Mauro Refosco alla batteria e alle percussioni, strumenti fondamentali dello spettacolo e l’eccezionale Simone Alessandrini, ai fiati e altri innumerevoli strumenti.

Possiamo dunque dire di aver assistito a un concerto di Mannarino..ma non solo. L’intesa fatta di sguardi e sorrisi che il cantautore ha con il resto della band rende lo spettacolo ancora più emozionante, tanto da farci pentire di non aver imparato prima a suonare uno strumento per poter contribuire a quell’atmosfera magica.

Tutto il resto è un’esperienza da vivere.

Scaletta

Africa

Fiume nero

Agua

Apriti cielo

L’impero

Cantaré

Banca de New York

Lei

Fiume nero

Serenata lacrimosa

Tevere Grand Hotel

Scetate vajo’

Vagabunda

Arca di Noè

Bandida

Paura

Statte zitta!

Bar della Rabbia

Me so ‘mbriacato

A cura di Irene Bergnucchini

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