Il libro è in arrivo e  noi già ce lo pregustiamo. Il titolo è: “I musicisti arrivano già stanchi negli hotel. Fotodiario intimo di Baustelle in movimento”. La penna è quella di Francesco Bianconi, che, insieme a Gabriele Moro ci regala un volume presentato come diario corredato da foto. Vista la lieta novella, all’interno della rubrica Mal Di Testi analizzeremo  uno dei brani che hanno consacrato  i Baustelle al grande pubblico. Ebbene si, oggi analizzeremo il testo di “Un Romantico a Milano”, vera e propria canzone-manifesto.

 

 

Cosa c’è di rivoluzionario in questo brano risalente al marzo 2006 e ancora attualissimo? Partiamo col dire che si tratta dell’omaggio a uno scrittore, Luciano Branciardi, emigrato a Milano negli anni ’50. L’interland milanese è stato spesso protagonista di canzoni famose (pensiamo all’intramontabile Milano, Vincenzo di Alberto Fortis, per esempio), ma il quadro che Bianconi ci restituisce è assai importante per svariati motivi che proveremo a sintetizzare.

Mamma
che ne dici di un romantico a Milano?
fra i Manzoni preferisco quello vero:Piero

Queste sono le prime righe di un testo che già nella propria apertura sintetizza vari concetti. Partiamo dall’assunto iniziale. Bianconi, peraltro toscano, sceglie come parola principale del testo il termine “mamma”. Qual è la prima parolina di ogni neonato, se non mamma? E come può sentirsi un individuo che migra, se non un infante sperduto che tutto ha da scoprire e imparare? Quel “mamma” iniziale, ironicamente malinconico, presagisce già alla figura di un uomo sensibile, che ha bisogno di rassicurazione. E chi è dunque quest’individuo, se non l’ultimo dei romantici?  Sembra quasi che postulare la presenza di un “romantico” a Milano determini un ossimoro. E vi sembra forse poco? In una sola frase già si deduce tutto quel che la città sembra essere: luogo freddo in cui regna un certo cinismo. Sarà reale questo pregiudizio? Lo scopriremo più avanti, forse. La forma colloquiale si fa apparentemente illogica quando Bianconi decide di scrivere una delle frasi che rende il brano peculiare: tra i Manzoni preferisco quello vero, Piero. Chi è Piero? Come mai il protagonista della canzone lo preferisce?

I “due Manzoni”a confronto nel testo dei Baustelle

Piero Manzoni

Alessandro Manzoni ritratto

 

Qui ci troviamo di fronte a un paragone  innovativo e coraggioso che unisce secoli di letteratura e filosofia. L’incontro-scontro non è solo generazionale, ma anche e soprattutto concettuale.            Manzoni è il cognome del celebre Alessandro, colui che si studia da sempre durante la scuola dell’obbligo. I promessi sposi, modello  ormai antico e superato, vengono nel brano messi da parte per dar spazio a un artista contemporaneo ed oltremodo sopra le righe: Piero Manzoni. Questo nome sarà già noto ai più per la sua opera Merda D’Artista, presente tra l’altro anche nel videoclip de Un Romantico a Milano. In realtà, Piero Manzoni è anche cofirmatario del Manifesto contro lo stile, termine quest’ultimo che tornerà -come vedremo- nel testo del brano.

 

Leggi
c’è un maniaco sul ‘Corriere della Sera’
la sua mano per la zingara di Brera
è nera
Fuggi
cosa fuggi non c’è modo di scappare
ho la febbre ma ti porto fuori a bere
non è niente stai tranquilla è solo il cuore
porta ticinese piove ma c’è il sole

La descrizione di Milano continua con un linguaggio poetico che unisce pregiudizi e verità in una descrizione quasi cinematografica. Ed ecco che compare la zingara di Brera, una famosa cartomante di questa nota zona milanese che dovrebbe chiamarsi Rosi. Ed ecco ancora il Corriere della Sera, altro importante simbolo del milanese doc.

Il dandy

quando il dandy muore fuori nasce un fiore
le ragazze fan la file per vedere
la sua tomba con su scritte le parole

D’improvviso giunge uno dei veri protagonisti del brano, ovvero il dandy. Da Wilde ad oggi in che modo tale figura è cambiata?Forse poco. Bianconi ce lo descrive avvalendosi di un ritornello che parla di una dicotomia, di quell’amore-odio verso il genere umano che ci rimanda alle contraddizioni legate al mal de vivre. Pur non capendo bene che personaggio sia esattamente questo dandy, siamo certi di una cosa: quando lui muore un fiore nasce. Sembra quasi che la proverbiale eleganza del damerino rimanga anche oltre la morte. Il dandy è immortale, come Milano, che da sempre in sè genio e sgregolatezza.

Questo dandy sperduto per la metropoli dirompe in tutta la sua confusione parlandoci di quanto sia bello e brutto amare/odiare. Cosa fa il dandy milanese nella descrizione di Bianconi? Naturalmente beve Bloody Mary, indossando mocassini giallo-chiaroscuri. Che musica ascolta? Naturalmente i brani portati alla ribalta da Ornella Vanoni e ideate da Giorgio Strhler : le canzoni della mala (scola).

Immaginatevelo questo personaggio, ultimo dei romantici mentre recita:

Cara
scriverò sulle tovaglie dei Navigli
quanta gioia, quanti giorni, quanti sbagli
quanto freddo nei polmoni
che dolore
non è niente non è niente
lascia stare
se la Madonnina muore nasce un fiore
lui non vuole che la sua ragazza legga
quelle frasi incise quelle frasi amare
la sua tomba con su scritte le parole

Il ritratto ironico e vagamente critico si sposa a una realtà descritta in modo magistrale. Si cita anche la Madonnina, paragonandola al dandy. Anche quest’ultima -se muore- fa nascere al suo posto un bel fiore. Il dandy raccontato da Bianconi sta per morire. Sembra debba scrivere una sorta di testamento e che scelga di farlo sulle tovaglie dei Navigli (altro simbolo di Milano, unione di canali che fa da baricentro alla città). Malgrado il dolore  il dandy sembra volersi tenere tutto per sè quando parla usando frasi qauli”non è niente, non è niente lascia stare” oppure “non è niente stai tranquilla è solo il cuore”. Preferisce relegare alla carta i suoi dolori, che siano ai polmoni o meno. Metafora. Poesia. Romanticismo a go-go.

L’intellettualismo e la ricerca di un ricco dizionario da parte di Bianconi è cifra stilistica di tutti i lavori della band. Stupire è ciò che i Baustelle sanno fare meglio , come dimostra il finale del testo:

L’erba

ti fa male se la fumi senza stile

Esatto. Il testo termina esattamente così. Niente da aggiungere, come spesso accade quando si tratta di Bianconi &Co. che sanno sempre come sorprenderci. Penso che ora sia più chiaro il perchè una band come quella dei Baustelle sia stata ritenuta da un magazine come Artribune, la band più artistica d’Italia.

Per vedere il video de Un Romantico a Milano: https://www.youtube.com/watch?v=yV5NQyT3DFE