Torna a Napoli per un concerto esclusivo, Ludovico Einaudi: sabato 27 luglio 2019 alle ore 21 si esibirà nell’unica tappa in Campania del suo tour mondiale all’Arena Flegrea, nell’ambito del Noisy Naples Festival, ripercorriamo insieme la storia del “pianista dei ghiacciai”

Ultimamente sembra che non facciamo altro che parlare di pianeta e di come esso si debba salvare, spesso dimenticandoci da chi va salvato, cioè da noi stessi. Ci apprestiamo a fare la guerra alla plastica, demonizzandola, ignorando diversi ambiti in cui essa è fondamentale come negli ospedali; plastica vuol dire strumenti sterili e versatili, quindi una sanità migliore. Siamo ossessionati dalle terrificanti immagini del Pacific Trash Vortex, o semplicemente Isola della Plastica, che è solo una delle sei enormi realtà di plastica accumulata in quantità così massive da aver dato vita ad un corpo di una grandezza di pianeta emerso. Se finora eravamo consci di questa realtà che ci stava investendo e provavamo ad attuare sistemi di raccolta differenziata, ad abbozzare ricicli e baratti creativi, abbiamo dovuto fare i conti con la paladina del pianeta Terra – Greta Thunberg – che con le sue treccine bionde ci ha posti tutti davanti all’evidenza che tutto ciò non basta, serve una vera e propria coscienza civica.

Ma Greta ha dei predecessori altisonanti coinvolti nella stessa lotta, primo fra tutti Ludovico Einaudi. Nel giugno del 2016 il noto compositore italiano ha eseguito al pianoforte l’inedito “Elegy for the Arctic”, in una performance suggestiva al largo del ghiacciaio Wahlenbergbreen, sulle Isole Svalbard (Norvegia), per la difesa dell’Artico.
Einaudi ha raggiunto il ghiacciaio a bordo della nave “Arctic Sunrise” di Greenpeace, unendosi all’appello firmato da quasi 8 milioni di persone per chiedere alla comunità internazionale di sottoscrivere al più presto un accordo che protegga l’Artico dallo sfruttamento e dai cambiamenti climatici. Un’immagine che rievoca nell’immaginario collettivo “La Leggenda del Pianista sull’Oceano”, il film del 1998 diretto da Tornatore basato sul monologo teatrale “Novecento” di Alessandro Baricco. Il protagonista, Danny Boodman Lemon Novecento, abbandonato in una cassa di limoni sulla nave transoceanica Novecento fu allevato da un uomo dell’equipaggio e passò su quella nave il resto dei suoi giorni suonando il pianoforte in mezzo agli oceani. Novecento cercherà di salvare quella nave dalle barbarie umane della seconda guerra mondiale, dando ospitalità ai soldati rifugiati in essa, Einaudi cercherà di salvare i ghiacciai del Polo Nord dal disgelo climatico. Ogni secolo ha le sue inciviltà.

L’artico non è un deserto ma un luogo pieno di vita – ha commentato Einaudi – Ho potuto vedere con i miei occhi la purezza e la fragilità di quest’area meravigliosa. E interpretare una mia composizione ispirata alla bellezza dell’Artico e alle minacce che subisce a causa del riscaldamento globale. Dobbiamo comprendere l’importanza dell’Artico per proteggerlo prima che sia troppo tardi”.

Non sembra essere casuale la scelta dell’artista paladino dell’ambiente di suonare proprio nella capitale del mezzogiorno d’Italia; Napoli infatti, dopo aver visto il suo suggestivo lungomare “liberato” dalle automobili – per iniziativa del suo sindaco Luigi de Magistris – lo ha reso anche “plastic free”, con la disposizione di diverse iniziative atte ad evitare lo sversamento di rifiuti in mare, ai trasgressori multe fino a 500 euro. Il Comune impone di non utilizzare, fornire e commerciare contenitori, stoviglie, posate, cannucce e ogni altro manufatto monouso ad uso alimentare in plastica non biodegradabile e non compostabile.

Sono passati più di vent’anni dall’album che lo rese famoso, “Le onde”, uscito quando da una parte esisteva l’avanguardia dura e dall’altra c’erano il pop e il rock.

Se questo disco fosse una storia”, scrive Einaudi nelle note di copertina di quell’album, “si svolgerebbe sul lungomare di una lunga spiaggia. Una spiaggia senza inizio e senza fine. La storia di un uomo che cammina lungo questa riva e forse non incontra mai nessuno. Il suo sguardo si sofferma ogni tanto ad osservare qualche oggetto o frammento portato dal mare, le impronte di un granchio, un gabbiano solitario. Il paesaggio è sempre la sabbia, il cielo, qualche nuvola il mare. Cambiano solo le onde, sempre uguali e sempre diverse, più piccole, più grandi, più corte, più lunghe”

E per una notte, le onde di Ludovico Eianudi, saranno quelle del mare di Mergellina che faranno da eco all’Arena Flegrea in una commistione di musica e magia.