Lucio Leoni – la recensione di “Dove sei pt.2”

di Leslie Fadlon

È arrivata la seconda parte del nuovissimo, doppio disco di Lucio Leoni: “Dove sei pt.2” chiude così un cerchio, legato al concepimento di un universo musicale estremamente variegato e un approccio sonoro frutto di molteplici ispirazioni, dal teatro canzone al rap, dal cantautorato allo spoken word. “Dove sei pt.2” quindi è il secondo capitolo di un lungo viaggio. Si  compone di 7 brani attraverso cui il cantautore romano racconta il suo punto di vista sul presente. E come nel primo capitolo, anche qui si fa accompagnare da alcuni amici, come i Mokadelic, maestri della musica per cinema, che in “Nastro Magnetico”, videoclip che ha anticipato l’album, affrontano la sonorizzazione di una sceneggiatura detta, non ripresa da una telecamera.

 “DOVE SEI pt.2” – Il disco

La prima traccia di questo splendido disco è la mirabolante ‘’L’archivio segreto di Galileo’’, che parla di fede, di scienza, di amore. E racconta del bacio che ‘’deve voler dire solo l’amore che lo genera, non altro, non è interpretabile. Un bacio è salvifico, della donna, dell’uomo, dei musei, dell’arte, della fede e della scienza: compreso questo, capiremo che non esiste normalità né tradizione nell’amore’’ secondo l’autore. ‘’Casa’’ è un racconto romantico, benché rassegnato. In essa lo spazio-tempo condiviso è il noi. E non sempre si riesce a condividerlo con l’energia che il noi richiederebbe; subito dopo arriva ‘’Francesca’’, una canzone che sceglie di avere come sfondo il 23 maggio del 1992. Ovvero, il giorno in cui a Capaci un attentato mafioso fece saltare in aria il giudice Giovanni Falcone, la moglie, Francesca Morvillo, e tre agenti della scorta uccidendoli e ferendo altre 23 persone. E su questa traccia, non possono mancare brividi di commozione.

Lucio Leoni è uno di quegli autori dalla cui scrittura si comprende l’intelligenza e il suo continuo riflettere. E in ‘’Autodifesa’’ lo fa anche con il protagonista del brano, che continua a domandare, e a domandarsi come si dovrebbe vivere in questo presente. Toni bassi ci introducono, esplodendo piano, sulle note di ‘’Quasi mi spaventa’’, che vuole indagare i rapporti e gli amori nelle loro esitazioni.  E nella loro difficoltà.

’Per sempre’’ è la sesta traccia, quella che Lucio Leoni descrive come ‘’..una coccola. Un invito a farsela, forse. Perché in fondo un po’ tutti abbiamo un problema con il tempo. Qualcuno è ritardatario, qualcuno arriva in anticipo. Per qualcuno passa troppo in fretta e sfugge, per qualcun’altro è difficile confrontarsi con le stagioni e l’attesa del cambiamento. Urge ricordarsi ogni tanto di trovare (o almeno cercare) il proprio spazio. Che sia fisico, o inteso come spazio nel tempo, nella regolazione interna, biologica che ognuno di noi in qualche modo deve continuamente trovare per proteggersi, anche solo con l’istinto. Riempire e poi rompere lo specchio che in qualche modo è un punto fermo nello spazio tempo, mai in movimento, mai in trasformazione se non nel suo riflesso, che poi siamo noi.’’.

Per chiudere questo intrigante lavoro, Leoni sceglie di regalarci un featuring: ’’Nastro magnetico’’ vede l’artista accompagnato dai Mokadelic. Il brano è una sceneggiatura da ascoltare: nasce per essere prima di tutto raccontata, poi musicata e infine filmata. Una trama contorta, non lineare, di quelle da film d’autore che non è detto abbiano ben chiaro dove andare a parare e che confonde la linea del tempo, centro nevralgico e tematico del disco, così come quel “dove sei” senza punto interrogativo, che in questo non-film emerge come costante. Nel brano a sposarsi sono la narrazione e la musica, e il risultato di quest’unione è rappresentata da 7 minuti e 41 secondi di arte contemporanea.

‘’La musica riprende il cuore/il battito frenetico di chi sta per esplodere d’amore’’ sono strofe che ti entrano dentro e che descrivono per bene la passione di un artista come Lucio Leoni, quando scrive e racconta tutto sé stesso attraverso le canzoni. Che ti ricordano, ogni volta, Dove sei.

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