Lucio Leoni – “Dove sei? pt.1”: la recensione

di Leslie Fadlon

“Dove sei pt.1”, in uscita oggi 8 maggio 2020, è il primo capitolo del nuovo doppio disco di inediti di LUCIO LEONI.

Un disco in cui l’artista mostra ancora una volta il suo essere poliedrico e visionario e ci regala brani che fanno viaggiare dalla tradizione popolare al rap, dal folk alla canzone d’autore. L’approdo è quello verso lo stile personalissimo di Lucio Leoni, che sintetizza poesia, teatro canzone e sperimentazioni sonore.

“Dove sei pt.1”, arriva a tre anni di distanza da “Il Lupo Cattivo”, disco che portò Leoni in un tour di oltre 60 concerti, conclusosi con una data speciale a Villa Ada a Roma nel giugno del 2019. Questo lavoro, invece, è come si intuisce dal titolo una prima parte di un disco doppio. Dove sei pt.2 uscirà infatti nei mesi autunnali. In questo maggio 2020 Lucio Leoni ci regala così le prime otto tracce del progetto. Brani che si immergono nel dove del tempo e dello spazio.

In qualche modo, questo album vuole rappresentare il capitolo finale di una trilogia iniziata con “Lorem Ipsum (gli spazi comunicativi)” seguito da “Il Lupo Cattivo (il bosco da attraversare)” e che conclude adesso con “Dove sei”, un lavoro che si presenta già dal titolo senza punti interrogativi né esclamativi, bensì solo con la consapevolezza di essere qui, adesso.

La Tracklist di “Dove sei pt.1”

  1. Il fraintendimento di John Cage
  2. Il sorpasso feat. Cuba Cabbal
  3. San Gennaro
  4. Dedica feat. Francesco Di Bella
  5. Treno
  6. Le mongolfiere
  7. L’atomizzazione
  8. Mi dai dei soldi feat. Andrea Cosentino

Dove Sei? Pt.1 – Il disco

La prima traccia è uno dei singoli, “Il fraintendimento di John Cage”. Nel brano, John Cage è un simbolo e il fraintendimento del suo pensiero musicale è il segno. Si parla della confusione, delle difficoltà, delle paure e delle certezze che si sgretolano, anche nelle relazioni amorose.

“E i bivi si trasformano in correnti quando si segue solo una strada’’. Con un nome da appassionarti di cinematografia, “Il sorpasso” vede Leoni al fianco di Cuba Cabbal e canta la distanza tra Stato e stato dell’arte, spesso determinata dall’identificazione e l’interpretazione dei “problemi” che una società identifica e interpreta come tali.

Le generazioni cambiano ma i problemi restano. Con un mood leggermente diverso entriamo nella terza tracccia, “San Gennaro”, intimo, riflessivo, dedicato in qualche senso al prefisso dalla funzionalità ausiliaria: extra. In tutte le sue sfumature, spirituali, razionali, scientifiche. Il tutto nella cornice di un ambulatorio medico.

Nelle note della quarta traccia, Lucio Leoni incontra Francesco Di Bella e scrive “Dedica”. Un brano dedicato al momento in cui si realizza di essere, oramai, adulti. E che magari siamo tutto l’opposto di come immaginavamo di poter diventare.

“Treno” invece racconta, su note di chitarra crescenti, lo spazio percorso nel tempo, come nodo centrale dell’idea stessa di questo mezzo in grado di portarci altrove. Nel brano c’è una filastrocca, una dedica a chi ci ha insegnato che esiste una grammatica della fantasia: Gianni Rodari. La metrica si fa regola, mentre la fantasia si fa improvvisazione. La sesta traccia si intitola “Le mongolfiere”. Recita

“Domani è un pretesto per non pensare al tempo che passa” e si cantano gli spazi e i tempi che non frequentiamo, ma che conosciamo. Al centro, la storia di una coppia che scappa e cerca di superare un muro. Una storia che è uguale alla nostra, che l’abbiamo già vissuta e avremmo dovuto imparare a volare, siamo rimasti ancorati a terra e rifiutiamo chi ci ricorda come eravamo. “L’atomizzazione” ci fa pensare al Lucio Leoni di ‘’A me mi’’ perché la domanda è sempre la stessa: “Cosa è successo tra la fine del ‘900 e il 2000?”. Beh c’è stato un enorme shock che ha messo in crisi una generazione abituata a vivere in analogico e che si è plasmata al digitale. E avrebbe cambiato il nostro modo di comunicare, impedendo però la possibilità che la nostra voglia di apprendere si fermasse.

A chiudere ‘’Dove sei? Pt. 1” è “Mi dai dei soldi”, un brano che vede Lucio Leoni collaborare con Andrea Cosentino. Nel brano ci si chiede: Che vuol dire fare arte? Perché si fa? La stiamo facendo? o stiamo solo giocando? Insomma, sono infinite le domande che si fa Andrea Cosentino, drammaturgo, autore, attore vincitore del Premio Speciale Ubu 2018, in questo testo tratto dallo spettacolo “Kotekino Riff” e portato poi in musica da Lucio Leoni. Nel brano continuano le domande e in musica viene messo in scena il paradosso del fare arte nel contesto contemporaneo.

La musica lascia spazio alla parola riproponendone le forme e facendosi sfondo e contesto: loop ossessivi e dinamiche quasi immobili che strizzano l’occhio alle old school del rap o del trip hop, contribuiscono ad immergere chi ascolta nei punti interrogativi e nei contrasti (a volte crudi a volte divertiti) che il testo snocciola.

Insomma alla domanda ‘’Dove sei?’’ ancora non sappiamo dare risposta. Ma sappiamo che questo disco di Lucio Leoni occupa un posto importante tra gli album più interessanti del 2020.

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