Home Interviste “Lo spacciatore di emozioni” che vuole creare dipendenza – INTERVISTA A FERDINANDO RIONTINO

“Lo spacciatore di emozioni” che vuole creare dipendenza – INTERVISTA A FERDINANDO RIONTINO

by Alessia Andreon
Ferdinando Riontino 08

Ferdinando Riontino ha di recente pubblicato il suo nuovo Ep “Lo spacciatore di emozioni”, già disponibile su tutte le piattaforme digitali.

Il primo singolo estratto si intitola Penso ad alta voce”.

L’artwork, che accompagna l’uscita dell’Ep, è stato curato da Lillo Petrolo, attore, sceneggiatore e artista romano, che ha deciso di contribuire attraverso la sua creatività al progetto di Riontino, del quale ha abbracciato, fin da subito, l’idea.

In questa intervista, Ferdinando Riontino, ci ha raccontato il suo ultimo lavoro discografico ,”Lo spacciatore di emozioni”, di come è nato l’Ep e di chi lo ha ispirato e supportato nel lavoro pre e post scrittura, svelandoci anche una bella sorpresa in arrivo in autunno!

Ecco a voi l’intervista a Ferdinando Riontino:

Ciao Ferdinando e ben venuto sul nostro sito di Inside Music,
Hai dichiarato che “Lo spacciatore di emozioni” è un Ep che vuole attirare l’attenzione, per creare una reazione. Qual è il messaggio che vorresti
trasmettere?

Se non mi sbaglio ho sempre detto che vuole creare dipendenza.

Il messaggio che vuole trasmettere questo brano è custodito nella bottiglia che ho lanciato nei canali social che portano in un mare musicale troppo inquinato.

Cito Rino Gaetano, se mai qualcuno capirà sarà senz’altro un altro come me.


“Penso ad alta voce”, il primo singolo estratto, è un brano allegro, dal ritmo trascinante. Il mood della canzone e dell’intero Ep riflette il tuo modo di essere?

Fa parte di un lavoro concettuale più completo, formato da otto brani, un lavoro introspettivo dove tutte le canzoni parlano di un ragazzo di trent’anni che insegue un sogno e si chiede cosa farà da grande.

Ogni brano è un capitolo o meglio un “capito-no”, inizia con “il dubbio” penso ad alta voce e prosegue con il confronto con gli amici, con la famiglia, l’amore, lo psicologo e la solitudine, per cercare di trovare una risposta.

Entro la fine dell’anno uscirà il secondo Ep con il resto dei brani. Il titolo dell’intero album è “Il Mentore Dislessico“.
 

L’artwork dell’Ep è opera dell’artista romano Lillo Petrolo. Come si è inserito il suo sguardo nel tuo lavoro?

Di solito faccio pochi complimenti ma ci tengo a dirlo: Lillo lo stimo come artista e come persona.

Si è inserito da fantasista quale è; non vedo l’ora di farvi vedere e leggere il lavoro intero che ha fatto sul disco perché sono sicuro che mi darete ragione, ha una sensibilità e un occhio critico che lo porta a fare cose di livello anche con uno squattrinato come me.

In “Viaggio in economy” hai collaborato con Moà, finalista di Area Sanremo 2021. Come è nata questa collaborazione?

Abbiamo registrato una parte del disco ad Acquapendente, nello studio il Mulino di Cesare Chiodo, e Moà è prodotta dal fonico nonché amico Andrea Mescolini, quindi frequentava lo studio.

Ci siamo visti più volte nel tempo e abbiamo anche fatto una vacanza insieme, ho ascoltato le sue canzoni e la sua anima mi è piaciuta, così le ho proposto di cantare “Viaggio in economy”.

Dato che stiamo parlando di estate, questa canzone ha gli ingredienti per essere ballata sulla spiaggia o sotto un palco. Cosa farai nei prossimi mesi?

Suonerò, perché sul palco sto bene, il 28 luglio saremo a Nepi (VT) nel Castello dei Borgia; contiamo di fare qualche altra serata ma per gli aggiornamenti vi rimando alle mie pagine social, ci stiamo lavorando.

Ho una band di amici fortissimi che suonano al mio fianco, ci vuole tanto coraggio e tanta forza per stare dietro a tutto e fare cose di qualità.

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