Dritto al cuore nasce un fuoco nei motori, allora si parte. Inizia il live show dei Litfiba al Palalottomatica di Roma.

Il popolo della Grande Nazione viene esortato a scatenarsi attraverso un’esplosione di energie che dal palco emergono in uno spettacolo che ben presto si dimostra molto più di un concerto.

Piero Pelù è accompagnato dallo storico chitarrista e co-fondatore dei Litfiba Ghigo Renzulli e dalla più recente band, composta da Fabrizio Simoncioni alle tastiere, Franco Li Causi al basso e Luca Martelli alla batteria.

Il concerto attraversa la storia della rock band, dagli inizi – 37 anni fa – ad oggi. Anni in cui il mondo è cambiato profondamente e in cui i Litfiba hanno raccontato questi cambiamenti. Il live di Roma ha ripercorso le tematiche più forti degli ultimi anni in una chiave rock e ribelle. Significativa, infatti, anche la scelta di aprire con un chiaro messaggio contro qualsiasi forma di violenza, come i video dei ragazzi di “MABASTA”, giovani adolescenti che lottano contro il bullismo, i messaggi dei parenti  delle vittime di violenze da parte delle forze dell’ordine – tra cui Ilaria Cucchi – e Gessica Notaro, la ragazza sfregiata con l’acido dall’ex fidanzato. Insomma, uno spettacolo rock intriso di impegno sociale.

Ma questo è solo uno dei tanti aspetti che farcisce lo spettacolo. Sono il ritmo e la musica, infatti, a dominare in un’atmosfera in cui tutto inizia e finisce col Caos, quel caos che fa scatenare e spettinare il pubblico più che mai.

Scaldati gli animi, Pelù fa il suo grido di ribellione ai potenti della terra complici di troppi delitti in nome di una politica o di una religione che ha portato solo a perseguire i propri interessi ed a  distruggere territori e popoli innocenti. Esorta così a “spiccare il volo” per ridisegnare sottosopra il mondo combattendo contro ogni logica di razze e religioni e per continuare a stupirci sempre di quello che ci circonda.

Il live si è caratterizzato anche da tanto divertimento con una band che nonostante i limiti acustici del Palalottomatica fa contorcere platea e spalti durante tutta la serata e nei brevissimi momenti di assenza di Pelù con inframezzi da brividi, come il devastante assolo alla batteria di Luca Martelli. Il grande spirito libero rimane però lui, Piero Pelù, un animale da palcoscenico magnetico e poliedrico con una carica instancabile che per due ore e mezza ha animato lo show attraverso una fortissima presenza scenica e una gestualità unica. La liturgia dei Litfiba ha attraversato momenti carichi di erotismo e altri al limite della blasfemia con tutto il pubblico inginocchiato di fronte a El Diablo.

Ma nonostante i grandi mali del nostro tempo, c’è sempre l’invito a continuare a sognare nel labirinto dei pensieri, ispirandoci a chi combatte contro la piovra mafia di questo paese, figure come Lea e Denise Garofalo – mamma e figlia “coraggio” – e città vittime di mafia da nord a sud che devono combattere contro lo strapotere di questo Paese. E si punta l’attenzione anche sugli sporchissimi affari della religione che in nome di un Dio inizia guerre che tutto hanno a che fare tranne che con la religione stessa.

La storia dell’umanità è una grande lotta alla libertà di ogni genere; la libertà di essere diversi. E in questa lotta i Litfiba ci mostrano la strada. Si chiama Eutòpia ed è un posto dove si materializza il benessere e la felicità a patto però di avere il coraggio di inseguire le proprie idee.

di Arianna Orlando | foto di Andrea Cavallini

La scaletta dei Litfiba

  • Lo spettacolo
  • Grande nazione
  • Il Dio del Tuono
  • L’impossibile
  • Sole nero
  • Straniero
  • Vivere il mio tempo
  • Spirito
  • Fata Morgana
  • La mia valigia
  • Maria Coraggio
  • Dimmi il nome
  • Il nome di Dio
  • Tex
  • Intossicato
  •  Resta
  • Lulù e Marlene
  • Regina di Cuori
  • Gioconda
  • Lacio drom
  • Gira nel mio cerchio
  • Break the through – to the other side
  • Tequila
  • El Diablo
  • Eutòpia