Litfiba: “El Diablo” e “Terremoto”, i primi due album della Tetralogia

di Dalila Giglio

1990-1994: fuoco e terra

Sono trascorsi 10 anni dalla comparsa dei Litfiba sulla scena musicale: è il 1990 e la band fiorentina, nella quale fanno il suo ingresso Roberto Terzani al basso, Daniele Trambusti alla batteria e Candelo Cabezas alle percussioni, lo inaugura con il “Pirata Tour”, del quale verrà pubblicato un home video in VHS registrato durante una delle date italiane.

Il 1° giugno di quell’anno accade un evento che lascia un segno profondo nella storia del gruppo e, in particolare, in Piero Pelù: la prematura scomparsa di Ringo, il batterista storico dei Litfiba, dovuta a un’overdose di eroina. Dall’ immenso dolore scatenato dalla perdita dell’amico nel frontman della band, nascerà una canzone meravigliosa e struggente, “Il volo”, che vedrà la luce qualche mese dopo, all’interno di un album che entrerà nella storia della musica rock italiana.

Il 19 novembre 1990 esce “El Diablo”, il primo dei 4 album che andranno a comporre quella che verrà poi definita la Tetralogia degli elementi.

Il disco, il cui elemento naturale è il fuoco, segna una svolta stilistica nel suono della band, che abbandona le sonorità new wave e rock alternative in favore del rock latino.

A dare grossa visibilità all’album è soprattutto l’omonimo brano, estratto come primo singolo, nel quale i Litfiba ironizzano provocatoriamente su tutti i luoghi comuni associati al rock, e che presto diventa non solo un cavallo di battaglia del gruppo, ma anche un vero e proprio “inno generazionale”. Ma, a parte “El diablo”, vi sono al suo interno altri pezzi estremamente significativi, che ne faranno uno dei dischi più celebri della band, ovvero “Proibito”, “Gioconda”, “Woda Woda” e “Il volo”, scritta in seguito alla morte di Ringo, al quale è dedicato l’intero album.

Con oltre 400.000 copie vendute, El Diablo è il disco con il quale i Litfiba riescono ad arrivare al grande pubblico e a portare il rock “mediterraneo” nelle case degli italiani.

All’uscita dell’album segue un lunghissimo tour -a cui prende parte anche il chitarrista Federico Poggipollini– che porta la band in giro per l’Italia e per l’Europa, al termine del quale, nel ’91, viene pubblicato l’home video in VHS intitolato “El Diablo tour”.

Due anni dopo, nel ’92, esce “Sogno Ribelle”, la prima raccolta ufficiale dei Litfiba, contenente alcuni brani degli anni ‘80 riarrangiati nel nuovo stile rock e un inedito, “Linea d’ombra”, a cui seguirà il relativo home video in VHS.

Nel 1993 viene pubblicato il secondo album della Tetralogia, “Terremoto”, dedicato all’elemento naturale della terra e connotato da sonorità dure e pesanti, vicine al metal (il logo della copertina richiama, non a caso, quello dei Metallica).

Il disco, incentrato su temi politici e sociali, contiene pezzi forti, come “Dimmi il nome”, nel quale i Litfiba denunciano la corruzione del sistema politico, “Maudit”, in cui la band fiorentina attacca lo strapotere dei mass media, la ballad antimilitarista “Prima Guardia” e “Fata Morgana”, considerato uno dei pezzi più belli del gruppo, che descrive l’omonimo effetto ottico (e che spesso Pelù introduce, ai concerti, pronunciando la frase “niente di ciò che appare è come sembra”)

Terremoto viene salutato da un grande successo di pubblico, arrivando a occupare la seconda posizione nelle classifiche di vendita in Italia e consentendo ai Litfiba di espandere ulteriormente la platea dei loro seguaci.

All’album segue un tour tronfiale e molto partecipato, durante il quale la band, rinnovata nella formazione con Franco Caforio alla batteria, approda nei grandi festival europei, tra cui il Roskilde in Danimarca.

Il 1994 è la volta del quarto album live dei Litfiba, “Colpo di Coda”, composto da due volumi registrati live al concerto di Bologna durante il tour di Terremoto e contenente 2 inediti: “A denti stretti” e “Africa”.

Nello stesso anno uscirà anche il terzo disco della Tetralogia, nel quale figureranno due dei brani più conosciuti e amati della band fiorentina: “Spirito” e “Lo Spettacolo”.

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