C’è quel vecchio spot che recita “la potenza è nulla senza controllo”.

È esattamente questo che ho pensato durante il concerto di Levante a Caserta nel real sito del Belvedere di San Leucio, già testimone di svariati live memorabili. Quello di Levante non è stato da meno. Innanzitutto il set, di tutto rispetto. per chi ha seguito l’evoluzione della Nostra Claudia il colpo d’occhio è palpabile specialmente se confrontato con quello dell’ultimo album. Una formazione di archi composta da due violini, una viola e un violoncello ed una corista in aggiunta alla sua band storica. Un ensamble degno delle produzioni musicali più importanti. Ed è questo che ormai rappresenta Levante per il panorama musicale italiano. Un animale da palco, capace di tenere appunto sotto controllo tutta l’energia pronta ad essere sprigionata ad ogni riff di chitarra o di acuto.

Gli arrangiamenti dei brano sono molto diversi rispetto alle vecchie performance e prediligono sfumature più delicate, con abbondante uso della sezione archi. Si ondeggia tra elettronica ed essenzialismo, spogliando molti dei brani storici dei vecchi riff di chitarra sostituiti dai vilini.

Claudia è lì, sul palco, pronta a crescere brano dopo brano, con un pubblico che fin dal primo brano pende dalle sue labbra. Come nelle precedenti uscite mi ritrovo a chiedermi, durante il live, se abbiamo altre perfomer di razza come lei nel nostro paese. la risposta è sempre la stessa. No.

Che sia una canzone eseguita soltanto voce e chitarra, una in vechcio stile chitarra basso e batteria o in una veste elegante fatta di archi e sequenze elettroniche l’anima di Levante è sempre lì, pronta a risorgere dalle ceneri di un amore andato male, di un fraintendimento o un dolore personale come una fenice piena di rabbia ed energia. Claudia balla, corre da un capo all’altro del palco e dopo una manciata di brani tutto il pubblico in platea, costretto in poltrone numerate, rompe le righe fiondandosi sotto al palco.

Back to the roots, fino ad ora era tutto sotto controllo ma da adesso lo show divampa. Ecco la vecchia energia propria di levante, capace di farle bruciare tutte le tappe discografiche fino a portarla lì su, dove osano solo le aquile della musica. Tra le aquile Claudia è di certo reale, capace di discese ardite e di risalite con le sua canzoni cantate dalla prima all’ultima parola dal pubblico adorante in una platea meravigliosamente scomposta ed ammassata alle transenne. Lì dove si pensava ad uno spettacolo ingessato, come un poì in una vita ordinaria ci si aspetta, ecco che la musica di Claudia e soci arriva a raccontare ed a rappresentare il disordine dell’altro lato del mondo. Quello spesso troppo assente dalle classifiche o presente solo in racconti stereotipati. La visione di Levante del mondo visto da un’artista ormai pronta a fare il grande salto. Tra un brano e l’altro nella scaletta trovano posto anticipazioni del prossimo album Magmamemoria atteso per il prossimo ottobre. A riscuotere il successo i classici cavalli di battaglia come Alfonso, Andrà tutto bene, la struggente Abbi cura di te, Ciao per sempre, Caruso, Memo. La conclusione del concerto, con un pubblico ormai quasi stremato dopo un live che non prevede momenti per tirare il fiato, è affidato all’ultimo singolo partorito insieme a tutta la migliore leva cantautoriale siciliana: Lo stretto necessario.

Levante ha cominciato la sua carriera come un piccolo fiocco di neve insieme a tanti altri artisti, adesso quel fiocco è diventato una valanga ed è pronta a travolgerci ad ogni live.